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Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo


Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo


Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni


Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

Stefano Benni



gemelli

Questo blog è nato il 17 Giugno 2007 ed è del segno dei Gemelli, io sono Bilancia. La nostra pare sia un'unione magnetica destinata a non durare. Relazione breve, calda e dolce, con una forte componente intellettuale.

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    Detenuto sei-cinque-cinque-tre-due-uno

    mercoledì, 16 luglio 2008 @ 15:56
    in telefilmografica

    Ebbene sì, abbandonando ogni preconcetto, mi sono lasciata andare alla visione di una delle più controverse pellicole cinematografiche che siano mai state concepite: A Clockwork Orange o, all'italica maniera, Arancia Meccanica.
    Stanley Kubrick è un dannatissimo genio, signori.

    Quel film è talmente bello che non mi sono limitata a guardarlo una volta, o due volte, bensì sono rimasta incollata allo schermo per l'intera durata di tre visioni successive.
    L'ultraviolenza, in realtà, non mi ha spaventata. A dire la verità, aveva un ché di attraente, qualcosa di avvincente e di bello.

    Arancia Meccanica non è un horror, non è un thriller, non è una commedia, non è una tragedia, non è un giallo, non è nemmeno la bella copia filmica di un Harmony. Non è niente che si possa definire, per essere duramente schietti.

    Alexander De Large è un personaggio semplicemente meraviglioso, che si attira l'indiscriminata simpatia degli spettatori, la mia su tutte.

    Il Korova Milk Bar, i Drughi, Ludovico Van e la sua Nona Sinfonia, la lettura della Bibbia... Partendo da questo film si potrebbero scrivere sceneggiature per i prossimi due secoli, ogni volta traendone qualcosa di originale ed affascinante.

    E poi, la colonna sonora. Cioè, ma voi avete presente la colonna sonora di Arancia Meccanica? Avete mai visto scene così profondamente e perfettamente intrise di musica?

    Per non parlare delle innumerevoli citazioni che si possono trarre dai 137 minuti diretti da Kubrick.

    Eccone un paio, entrambe affidate all'eccellente protagonista, Malcolm McDowell:

    << Capii che il pensare é per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione! >>

    << E' buffo vedere come i colori della vita diventano reali soltanto quando li vedi sullo schermo... >>


    http://i123.photobucket.com/albums/o316/miguecastano/a_clockwork_orange.jpg

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    Personal movie maker

    sabato, 21 giugno 2008 @ 19:33
    in requiem per il mio neurone, telefilmografica

    Io e Miamiglioreamica ci lanciamo sempre in conversazioni che, ascoltate dall'esterno, non avrebbero alcun senso logico.

    Tipo:

    Io: << Ho letto questa storia bellissima, di uno con un vero talento... >>
    Lei: << Ah sì? E come scrive? >>
    Io: << Cazzo. >>
    Lei: << Davvero? >>
    Io: << Molto cazzo. >>
    Lei: << Capisco. >>
    Io: << Già. >>

    Ecco, visto che con costei passo la maggior parte del mio tempo, oramai mi risulta piuttosto naturale usare un linguaggio criptico che non tutti riescono bene ad interpretare.

    Io: << Senti, ma il robo là che risucchia? >>
    Madre: << Cosa? >>
    Io: << Dai, il coso che sniffa. >>
    Madre: << Ma sei scema? >>
    Io: << Uffa, passami là, dietro di te, da quel lato. >>
    Madre: << Impara una lingua poi esponimi il tuo concetto. >>
    Io: << Fratelloooo? >>
    Fratello: << Che vuoi? >>
    Io: << Come si chiama quel tipo là dietro. Che lo attacchi ai buchi e si accende e tura via tutto. Voilà, tutto pulito. >>
    Fratello: << L'aspirapolvere? >>
    Io: << Eh sì, l'aspirapolvere. Madre mi passi l'aspirapolvere? >>


    Il mio reale problema è una sorta di dislessia catalitica. Nel senso che ci mette un po' ad ingranare, ma poi risulta bella pimpante.
    E Profia ha avuto il coraggio [!] di dirmi che questo blog le ricorda Arancia Meccanica. Arancia Meccanica. Proprio quel film là. Che io non ho mai avuto il coraggio di vederlo per paura.
    Dovete sapere che la sottoscritta odia con tutte le proprie forze i film violenti e gli horror. Ma non è che li odio perchè non mi piace lo stile o sono film non impegnati. Li odio semplicemente perché mi spaventano.
    Quando ero piccola, Sorella amava i film dell'orrore così, dopo essere stata al cinema, tornava a casa e tutta contenta li raccontava.
    Ho avuto incubi su Psycho per anni.
    Figuratevi che, per un periodo, non riuscivo a guardare neanche "Edward Mani di Forbice" visto che l'atmosfera era troppo cupa.
    Arancia Meccanica mi hanno detto essere l'apoteosi della violenza. E io non voglio neanche sentirne parlare. A nulla valgono i vari "ma-guarda-che-è-geniale", "è-un-film-bellissimo", "un-cult-culturale"...

    E' violento? Sì. Allora io non lo vedrò.

    Che volete farci? Sono una che ama i filmucoli impegnati o quelli romantici, che si stringe nelle spalle e  partecipa alla vicenda cinematografica con vivo interesse.
    Nonostante tutto, ho deciso. Appena finiscono questi esami, mi prendo un pomeriggio intero e mi butto su Kubrick.

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    Citescìon

    sabato, 14 giugno 2008 @ 15:00
    in telefilmografica

    Non illudetevi. Le romanticherie le lascio a chi si sente sempre in vena di dolcezza, e so che voi non siete tra questi. Ieri sera ho rivisto, per l'ennesima volta, "Le fate ignoranti". Io amo quel film, profondamente. Poi la parte finale, quando Michele (Stefano Accorsi) lascia cadere il bicchiere perchè Antonia (Margherita Buy) è in partenza e lui, nonostante sia gay, se n'è innamorato, l'adoro. E il bicchiere non si rompe. Quando un bicchiere s'infrange, dicono nel film, significa che qualcuno che ami se ne sta andando.

    Bhè, c'è che ho voglia di citazioni, oggi.

    Michele:

    << Per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto non posso, anche per quelle in cui mi hai detto: tornerò... Sempre in attessa... Posso chiamare la mia pazienza "Amore"? La tua fata ignorante >>


    E sempre Michele:

    << Che stupidi che siamo... Quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati... Certe volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno. >>



    Infine, Ernesto (Gabriel Garko):

    << Forse siamo ancora lì e nessuno ci vede, perchè nessuno ha capito il nostro amore... O forse lì ci sono rimasto solo io. >>


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    Iniziativa

    domenica, 08 giugno 2008 @ 19:24
    in requiem per il mio neurone, telefilmografica

    TROVIAMO UNO PSEUDONIMO AD ALTRADEARFRIEND

    Effettivamente, lei ha ragione. Ha uno pseudonimo del piffero, che non le rende affatto giustizia.
    Data la mia carenza d'inventiva, dovuta al fatto che anche quando dormo penso agli esami, non sono riuscita a trovare qualcosa di carino. La mia testolina si arenava sempre su tre possibilità:
    1. Dearfriend Avventurosa, perchè si lascia coinvolgere dalle cose più pazzesche senza la minima titubanza. Le è quella a cui: << Partiamo? >> << Va bene >> << Ok, ora dobbiamo solo decidere la meta >> O qualcosa del genere.                                                                                                                       
    2. Dearfriend Porno, perchè qualsiasi cosa faccia riesce a trasformarla in una esilarante performance lussuriosa. Perfino aggrapparsi ad una corda o mangiare un panino. Giuro, è assurda. E poi ha la lingua da pomiciata, che potreste capire solo se la vedeste.                                                                     
    3. SorellaDiSuoFratello, perchè io sono innamorata [si fa per dire] da tempo immemore di suo fratello maggiore. M'ero presa per lui una cotta alla tenera età di quindici anni, quando ancora non conoscevo sua sorella e lo guardavo da lontano nei corridoi di scuola. Questo, a mio modesto parere, è lo pseudonimo più brutto tra quelli proposti.

    Ora, miei cari, voi sceglierete il nomignolo più decente, così lei la smetterà di dirmi che per scegliere come chiamarla mi sono sforzata troppo poco.
    Le urne sono aperte. Prometto di non truccare il risultato di questo plebiscito.
    Sono una blogger onesta, io.
    Ah, già che ci siete, guardate un po' il video che vi posto qua sotto. E' il montaggio che ho preparato per la mia tesina. Mi direte che ne pensate, ok?

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    New Cinematografie

    lunedì, 07 aprile 2008 @ 17:05
    in telefilmografica

    Oggi è il 10 Marzo 2008.

    L'assenza della linea adsl non comporta che il pc stia spento. Non avendo molto da fare, mi sono data alla cinematografia, un'altra volta.

    Negli ultimi due giorni ho visto due film che si sono rivelati davvero meritevoli.

     

    I CENTO PASSI: mi vergogno profondamente di non averlo guardato prima. E' stupendo, senza mezzi termini. La recitazione è ottimamente curata, eccellenti il protagonista, il fratello, la madre, il padre, gli amici, i boss... Eccellenti tutti, insomma. Un copione fantastico, pregno di significati e verità spiattellate in faccia, che lascia da parte le banalità e la retorica. La storia è quella di Giuseppe Impastato, Peppino. Un ragazzo, un uomo, appartenente ad una famiglia mafiosa rispettata e conosciuta in giro. Nipote del vecchio boss, cambia strada, inizia a guardare con disprezzo la mafia ed i suoi stessi familiari, colpevoli non solo di essere parte di "una montagna di merda", ma anche di star zitti dinnanzi alla sua puzza, omertosi e vigliacchi. E' lui che risveglia le coscienze, che fonda una radio indipendente perché l'aria, almeno quella, non possono sequestrargliela. E' lui che sfida apertamente suo padre, la sua famiglia, il suo paese: cento passi, solo cento passi lo separano dall'abitazione di Tano Seduto, il padrino di Cinisi. Protetto da suo padre, alla morte di quest'ultimo non ha più garanzie per la sua vita, e sceglie comunque di non tacere.

    Peppino Impastato viene ammazzato lo stesso giorno di Aldo Moro, il 9 Maggio del 1978. Prima lo seguono con l'automobile, lo rapiscono, lo portano in aperta campagna, lo picchiano a sangue, lo trascinano sulle rotaie della ferrovia poco distante, lo avvolgono nel tritolo e lo lasciano esplodere.

    Peppino Impastato, martire della mafia.

    Il caso verrà archiviato come il suicidio di un comunista spiantato, i giornali non ne parleranno: chi era Peppino Impastato di fronte ad Aldo Moro?

    Troppo tardi, grazie all'opera dei suoi amici, del fratello e della madre, verrà riconosciuto vittima del potere mafioso.

    In una scala da uno a dieci, questo film merita il massimo. Lo rivedrei all'infinito, e la commozione, il nodo alla gola, sarebbero sempre gli stessi.

     

    "Peppino è vivo e lotta con noi"

     

     

    IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE [CHE NON E' IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE]: il mulo gioca qualche scherzetto, ogni tanto. L'attrice è sempre quella, Audrey Tautou, però il film è diverso. Non c'è un titolo... Il co-protagonista è Gaspard Ulliel, che ha dato veramente un'ottima prova recitativa, assieme alla Tautou, talento a me già noto. Ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, è la storia di due giovani che si amano, nonostante l'uno sia al fronte e l'altra stia ad aspettarlo in una casetta in campagna. Alla notizia della morte del fidanzato Malich, Matilde non si arrende e comincia una serie di ricerche, spesso molto pericolose, che le faranno scoprire non solo le atrocità della guerra, ma anche la crudeltà dell'uomo e la grandezza dell'amore che prova e del quale è ricambiata.

    Ben strutturata la trama, curate le sceneggiature e le ambientazioni, interessante l'intreccio narrativo.

    MMM, iniziali incise ovunque fosse possibile, ma soprattutto nel cuore.

    Personalmente la ritengo una buona pellicola. Chissà che cercando ancora una volta "Il Favoloso Mondo di Amelie" io non faccia altre scoperte interessanti.

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    Me cinematografica - Fifth Lesson

    martedì, 30 ottobre 2007 @ 20:00
    in telefilmografica

    Due filmetti semplici semplici senza troppe pretese.

    - La Sposa Cadavere, di Tim Burton, film d'animazione che vanta, quali doppiatori originali, Johnny Depp [Victor], Helena Bonham Carter - ricordate Marla Singer? - [The Corpse Bride] ed Emily Watson [Victoria]. Un bel cartone, non adattissimo ad un pubblico di bambini, ma perfetto per chiunque dai quattordici anni in su. Se devo essere sincera, mi ha colpita di più The Nightmare Before Christmas, anche se graficamente questo è molto migliore. Il mio parere è, e rimane, quello di una che non ne capisce nulla, quinde abbiate pietà se lo trovate incompetente ed errato.

    - Quo vadis, baby?, di Gabriele Salvatores, con Angela Baraldi [Giorgia Cantini], Gigio Alberti [Andrea Berti] ed Andrea Renzi [Commissario Bruni]. Ho detto, all'inizio, che parlavo di film senza pretese. Bhè, questo le pretese le ha, ma sono inutili poichè disattese. Ho trovato carente la recitazione e banale la storia. In particolare, la nevrotica protagonista, fumatrice accanita, diviene spesso la caricatura di se stessa, in un crescendo immotivato di tensione e fasulla drammaticità suscitati dalla visione di squallidi vhs aventi per protagonista Ada [Claudia Zanella], la bella sorella maggiore morta suicida sedici anni prima. Unico attore che mi ha favorevolmente colpita è stato Elio Germano, nei panni di Lucio, personaggio marginale e senza acuti di stile. In generale, come ormai è evidente, la pellicola non mi è piaciuta, forse anche per via del buio troppo dominante e della poca accuratezza delle scenografie.

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    Me Cinematografica - Fourth Lesson

    venerdì, 26 ottobre 2007 @ 22:44
    in telefilmografica

    Oggi avevo programmato un pomeriggio all'insegna dei film. Pensavo di vederne parecchi, al minimo tre, ma il mio essere indispensabile talvolta mi sorprende: ho passato gran parte della giornata a parlare con dear friends varie, trascurando i miei intenti filmici.

    Today, sui miei schermi sono passati soltanto:

    - La Fabbrica Di Cioccolato, diretto da Tim Burton ed interpretato da un  fantastico - come sempre - Johnny Depp [Willy Wonka]. M'è piaciuto, ma comunque non ho mai fatto mistero del mio apprezzamento sia verso il regista sia verso il protagonista, dunque il mio è un giudizio scontato. Che dire? Ci vivrei volentieri in una fabbrica del genere [Oompa Loompa compresi]. Piccola curiosità che mi riguarda: "Charlie e la fabbrica di cioccolato" di Roald Dahl è stato uno dei primi libri che io abbia mai letto. Si tratta di una pellicola piacevole, leggera, divertente e ben strutturata.

    << Che ne dici degli aquiloni al lampone? >>   << Con la liquirizia al posto dello spago? >>

     

    - Fight Club, diretto da David Fincher ed interpretato da Edward Norton [narratore e protagonista], Brad Pitt [Tyler Durden] ed Helena Bonham Carter [Marla Singer]. In una parola: geniale. La storia non mi era nuova: il film è tratto dall'omonimo libro del grande Chuck Palahniuk, uno dei miei scrittori preferiti. Ho constatato con piacere che la pellicola si discosta pochissimo dal testo, avendo mantenuto in molti casi perfino le battute originali; il finale è diverso, però non saprei dire quale dei due preferisco. Menzione d'onore alla colonna sonora quasi interamente dei Dust Brothers, tranne che per l'ultimo pezzo, "Where is my mind?" dei Pixies. La scena dei palazzi in fiamme, il primo piano sulle mani strette di Marla e Tyler/Norton, e a tutto questo, aggiungere l'associazione di quella canzone, fa rimpiangere d'essere arrivati così in fretta alla fine.

    << Abbiamo posti in prima fila per questo spettacolo di distruzione di massa >>

    << Quando la gente pensa che stai morendo, ti ascolta veramente invece di aspettare il suo turno per parlare >>

    << Non è amore, è una scopata sportiva! >>

    << Che volevi fare, sballato? >>       << Volevo distruggere qualcosa di bello... >>

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    Confessions On A Blog

    domenica, 21 ottobre 2007 @ 17:09
    in stronzate in libertà, requiem per il mio neurone, telefilmografica

    Nessuno può mettere baby in un angolo!

    Chiamatemi oca, gallina, romantica,

    cretina, filmicamente ignorante,

    leggera, svampita, venale, immatura,

    sciocca...

    Ma Dirty Dancing è uno dei miei film preferiti,

    e ogni volta che lui pronuncia quella battuta,

    io piango.

    Ebbene si, lo confesso.

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    Me cinematografica - Third Lesson

    mercoledì, 10 ottobre 2007 @ 18:13
    in telefilmografica, riflettevo

    Dall'archivio magnetico:

    "Dio come fila adesso. Dico, ma lo vedete? Ma si, lasciamolo correre, questo ragazzo... E date retta al sottoscritto, che lo conosce da sempre: se ha gli occhi un pochino lustri è per via che il vecchio Alex, quando fila così, è come il vento!"

    Appena finito di vedere "Jack Frusciante E' Uscito Dal Gruppo", con Stefano Accorsi e Violante Placido, diretto da Enza Negroni.

    Enrico Brizzi è uno dei miei scrittori preferiti, e proprio il libro da cui è tratto il film è un cult, per me. Avrò letto le parti che mi piacciono all'infinito, alcune le conosco a memoria. Adoro come è scritto e quanto è sincero. Si, perchè è un libro sincero, è questo il bello.

    Il film non mi è dispiaciuto, e non si discosta troppo dal testo originale [probabilmente perchè la sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Brizzi, che si è mantenuto fedele al suo romanzo]. Poi, Accorsi è Accorsi, c'è poco da fare.

    Quanti ricordi, quanto Aidi e Alex mi ricordano un periodo breve ma felice del mio passato.

    Una pecca, nella pellicola, deve essere sottolineata: Stefano Accorsi è onnipresente, sembra che la storia si regga solo sul suo personaggio e sulla sua interpretazione che, peraltro, è quella di un attore ancora giovane, sicuramente capace, ma che deve crescere.

    Voglio dire: è certamente meglio di uno come Scamarcio, ma ancora un pò infantile. Però Alex, di suo, è infantile. Non riesce ad affrontare con sicurezza le situazioni che gli si parano davanti, forte di quell'aria da incazzato scazzato che si trascina dietro. E' Alex, è geniale. E' Alex, è innamorato e non capisce più nulla. Perchè Aidi non è una di quelle fighette in assorbente esterno, no, Aidi è speciale. Aidi è in partenza. E Alex l'aspetta, tra una canzone e l'altra dei Clash, dei Sex Pistols e di De Gregori.

    Cazzo, Martino è morto.

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    Me cinematografica - Second Lesson

    martedì, 25 settembre 2007 @ 16:14
    in stronzate in libertà, requiem per il mio neurone, telefilmografica

    Devo dire che sono abbastanza soddisfatta del risultato ottenuto con la grafica di qui. Non che io abbia fatto molto: mi sono limitata a copiare il codice del template che ho scelto da uno degli innumerevoli blog di grafica splinderiana, et voilà, tutto fatto. Il lavoro più noioso è stato sistemare il contenuto delle varie colonne, in maniera tale che non sfasassero, però il tutto è servito a riempire la mia mattinata da malata-non-tanto-immaginaria.

    Arriviamo dunque al contenuto vero e proprio di questo intervento: la seconda lezione di cinematigrafia data da me stessa a... me stessa.

    Le mie ultime conquiste filmiche:

    • Requiem For A Dream, che diventa il mio film preferito, spintonando giù dal podio Trainspotting. Ottima l'interpretazione di Jared Leto, Ellen Burstyn e Jennifer Connelly. Ma soprattutto, geniale il regista, Darren Aronofsky, che ha donato grande forza espressiva al film mediante una tecnica di montaggio che io, totalmente ignorante in materia, definisco innovativa. Ho adorato la scena in cui Harry [Jared Leto] e Marion [Jennifer Connelly], abbracciati nudi sul divano, si esprimono i loro sentimenti e si accarezzano, separati da una linea nera [come se si trovassero in due luoghi differenti] che impedisce loro di appartenersi completamente e di conoscersi davvero. Per non parlare degli innumerevoli flash in cui lo schermo è occupato solo dalle iridi che si dilatano sotto effetto delle droghe. Estate, Autunno, Inverno. Non c'è Primavera, non c'è rinascita. Requiem per un sogno che non potrà realizzarsi.

    • I Simpson The Movie, un po' deludente, se devo essere sincera. Qualche perla geniale qua e là, [Spiderpork, spiderpork, il soffitto tu mi spork, tu mi balli sulla test, e mi macchi tutto il rest, tu qua, ti amo spiderpork...] ma nel complesso normale. Lo rivedrei? Anche subito. Lo consiglio? Certo. Probabilmente, il mio giudizio risente non poco della cattiva visione del film, dovuta ad un tipo coi capelli alla goku-supersayan seduto proprio davanti a me, che non ha smesso un attimo di muoversi e di pomiciare con la sua ragazza, impedendomi di guardare decentemente il cartone che ho aspettato per diciotto anni. Lo avrei picchiato volentieri.

     

    Adesso, andrei a buttarmi a letto, sotto strati e strati di copertume confortevole e caldo.

    Au revoir.

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    Abbiamo un vincitore!

    lunedì, 24 settembre 2007 @ 22:38
    in telefilmografica

    Ho appena finito di vedere Requiem For A Dream.

    Cazzo.

    E' che io questi film non dovrei vederli, perchè poi non la smetto più di pensarci.

    Trainspotting, in un certo senso, ha un finale ottimistico. Poi, avendo letto tutto il leggibile di Welsh, so come si concludono le storie dei personaggi, e non mi inquieto troppo.

    Ma questo. Cazzo.

    E' un film bellissimo. Nient'altro da dire.

    Però ti lascia quella sensazione di vuoto dentro.

    E ancora mi stringo il braccio.

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    Da da da da da da da da da da da

    venerdì, 21 settembre 2007 @ 14:58
    in stronzate in libertà, requiem per il mio neurone, telefilmografica

    Non ci sono commenti che non mi sembrino banali. Dico solo questo: dopo anni di attesa ho visto il film dei Simpson.

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    Me cinematografica - First lesson

    sabato, 15 settembre 2007 @ 15:51
    in stronzate in libertà, requiem per il mio neurone, telefilmografica

    Non sono un'amante dei film. In genere, non mi piace stare davanti ad uno schermo osservando lo svolgersi di azioni già programmate. Voglio dire: sono un tipo da libro, io. Immagino tutto, le mie letture vanno in scena nella mia testa, gli attori non mi deludono, gli effetti speciali sono quasi reali, l'ambientazione è esattamente come la sogno.

    Però, mi sto rapidamente rendendo conto che un minimo di cultura cinematografica è necessaria, e che il grande schermo non è poi così male. Così ho deciso: devo vedere almeno 5 film al mese.

    Non importa che siano le ultime uscite [perchè e-mule non è attendibilissimo come fonte], ma che siano ben fatti.

    Nelle ultime due settimane ho visto:

    - American Beauty, che, in una ipotetica graduatoria, otterrebbe il massimo del punteggio.

    - The Nightmare Before Christmas, che non mi ha convinta. Probabilmente mi aspettavo troppo per via degli elogi che tutti ne hanno fatto. Comunque un bel cartone, senza dubbio.

    - Shrek Terzo, non all'altezza degli altri due, ma divertente.

     

    Prossimamente sui miei schermi:

    - I Simpson The Movie  [martedì, al cinema]

    - Jack Frusciante E' Uscito Dal Gruppo

    - Requiem For A Dream

    - Il Cielo Sopra Berlino

     

    [Sempre che il mio mulo non mi abbandoni...]

    Detto ciò, vado a leggere. Con permesso.

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