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Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo


Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo


Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni


Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

Stefano Benni



gemelli

Questo blog è nato il 17 Giugno 2007 ed è del segno dei Gemelli, io sono Bilancia. La nostra pare sia un'unione magnetica destinata a non durare. Relazione breve, calda e dolce, con una forte componente intellettuale.

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    lunedì, 18 agosto 2008 @ 19:08
    in stronzate in libertà, sentimentalismi musicali

    [L'altro] Ieri sera sono andata all'Ostello. Ormai dovrei farci un tag, giacché è la frase che ricorre più spesso nei miei post. Figuratevi che ormai, il suddetto locale figura perfino tra le chiavi di ricerca con le quali dal web accedono a questo blog. Lo sto facendo diventare famoso, oddio.

    Dearfriend Ballerina sarebbe venuta a dormire a casa mia, approfittando dell'assenza di Sorella, quindi s'erano fatti bei progetti di rincasare all'alba, di fare baldoria e di darsi agli più spudorati divertimenti. Non avevamo fatto i conti con le imposizioni genitoriali, che alcuni orari non li tollerano, sicché s'è reso necessario un retro-front preventivo, che è stato comunque seguito da un ritardo non proprio minimo del quale i parents si sono largamente lamentati con la sottoscritta.

    Perbacco, erano soltanto le quattro!

    La serata è cominciata alle 22:30, quando io, Dearfriend Ballerina, Dearfriend Porno, DearLowe, DolceAgnellino, Amico Pina ed altri e mai nominati amici, ci siamo ritrovati fuori dal cinema, facendo i biglietti per la tanto attesa visione di Sex & The City.

    C'è questa cosa che abbiamo noi Dears, ovvero il fatto che ci sentiamo tantissimo CarrieMirandaSamanthaCharlotte. Il loro legame, il loro modo di parlare, di fare, di agire: siamo decisamente noi.

    Il film, per la verità, è stato deludente. Ci si aspettava qualcosa che fosse più all'altezza della serie televisiva. Probabilmente la durata ha rovinato molte cose: troppo lungo. I tempi risultavano dilatati e, talvolta, si cadeva in pause noiose.

    Nel complesso, divertente.

    Lo spettacolo è finito all'una e mezza, indi ci siamo spostate all'Ostello.

    MisterCameriere2008 era splendido come sempre.
    Ci siamo sedute ad un tavolo e, dopo pochissimi minuti, lui s'è preso la sua pausa.

    E' uscito dall'ingresso laterale, con una vodka lemon in mano, ha fatto un giro dei tavoli dalla parte opposta alla nostra, poi, con deliziosi passi felpati, è venuto a prendere posto con noi.

    Quattro chiacchiere, per la verità un po' inceppate. Università, mare, lavoro, vita, Catania odi et amo, e cose così.

    I suoi dieci minuti sono passati troppo in fretta. Anche senza dirci niente, sarei rimasta ore a fissarlo in quei suoi bellissimi occhioni.

    Il problema è che non riesco a non sembrare stupida davanti a lui. Non trovo argomenti, mi s'incastra la lingua. Avrei potuto chiedergli di Ferragosto.

    << Che hai fatto a ferragosto? >>

    La domanda più banale del mondo. Ma non m'è venuta in mente. E restavo inebetita.

    S'è alzato, ha sorriso, ed è tornato a lavorare.

    A questo punto ci sarebbe da descrivervi un altro personaggio.

    MantienitiFolle.

    MantienitiFolle ha una cinquantina d'anni e frequenta abitualmente l'Ostello. Gira tenendo tra indice e medio della mano destra una sottile striscia di carta, con la quale non smette di giocare se non quando incontra qualcuno che ritiene più interessante del suo passatempo. Le ragazze, in particolar modo, calamitano la sua attenzione.

    << Ti voglio bene! >> Esordisce, prendendo per mano la malcapitata e dichiarandole amore eterno.

    MantienitiFolle, da un po' di tempo a questa parte, ha una sua preferita. Neanche a dirlo, la sua preferita sembro essere proprio io.
    Ha cominciato scrivendomi un paio di bigliettini con le seguenti parole:

    "Cara LaCapa, tu che sei libera ti voglio bene"

    Ha continuato regalandomi una spilletta raccattata chissà dove.
    Ha finito ieri sera donandomi un tesoro: una penna. Che strano, un pazzo che regala una penna ad una che vuole fare la scrittrice.

    MantienitiFolle si perde nelle scollature. Passerebbe giorni interi poggiato sulle spalle della prescelta, con gli occhi chini sui promontori descritti da magliette attillate e trasparenti al punto giusto. Ogni tanto, quand'è particolarmente ispirato, bacia teneramente le gote di lei e le sussurra che le vuole bene nella sua specialissima maniera.

    Una volta avevo dei pantaloncini, seduto di fianco a me c'era MisterCameriere2008 e si parlava. MantienitiFolle è arrivato, ha preteso che MisterCameriere2008 cambiasse posto [s'è messo alla mia destra] e m'ha piazzato una mano sul ginocchio, andando piano piano a salire con le dita.
    Io speravo che MisterCameriere2008 facesse qualcosa, che mi salvasse. Invece rideva e diceva:

    << Lui non è mica scemo. Secondo me, è il più intelligente di tutti, qua dentro. Gira l'angolo e ci manda affanculo. >>

    Io ho risposto, spontaneamente:

    << C'è una frase, di un libro bellissimo di Coelho. "Mantenetevi folli e comportatevi come persone normali". >>

    Un attimo di silenzio. Sono diventata color porpora.

    << Ok, la smetto. >> Ho detto. E tutti sono scoppiati a ridere. Ho preso la mano di MantienitiFolle e l'ho messa sul tavolo, vietandogli di continuare a palparmi, giacché MisterCameriere2008 non pareva intenzionato a fare qualcosa in mio supporto.


    Ieri, appena MisterCameriere2008 è tornato al suo dovere quotidiano, MantienitiFolle s'è fiondato.

    << Ti voglio bene. >> Ha cominciato. Prima rivolto a me, poi a Dearfriend Porno, poi a DolceAgnellino, infine alla diffidente Dearfriend Ballerina.


    << Chi è la più bella? >> Gli chiedevano le altre, mentre MantienitiFolle radiografava le mie tette.

    << LaCapa. >> Rispondeva.

    << Sei fidanzato? >> Continuavano a domandargli.

    << No. >> Sospirava.

    << E vorresti esserlo? >> Perseveravano.

    << Sì. >> E gli s'illuminavano gli occhi.

    << E con chi? >> Concludevano.

    << Con LaCapa. >> Baciandomi una guancia.


    E che si può fare con uno così? E' dolcissimo, però si appiccica come la colla. Non m'ha lasciato la mano per un attimo. E i camerieri che seguivano la scena e ridevano, con le lacrime quasi.

    Lancio uno sguardo implorante a MisterCameriere2008, il quale giunge ammiccando.

    Io: << Aiutami. >>
    Lui: << MantienitiFolle, ti piacciono i salatini? >>
    Io: << Ma non così, dai! >>
    Lui ride, io rido.
    MantienitiFolle: << Vi voglio bene, a tutt'e due. >>

    Dopo qualche minuto, MisterCameriere2008 torna.

    Lui: << Allora, MantienitiFolle, hai trovato la fidanzata? >> Guardandomi fisso negli occhi.
    Io: << Non solo non sei stato capace di aiutarmi, adesso mi pigli anche per il culo? Prego, prego. Continua. Divertiti. >>

    E non riuscivamo a mantenerci seri.

    Mi alzo per andare in bagno. Incrocio MisterCameriere2008 nello stretto corridoio davanti ai servizi, luogo strategico che altre volte ha mostrato la sua utilità, una volta a me, un paio di volte a Dearfriend Porno ed al suo CameriereFigo.

    Io: << Ma te fare qualcosa per venire in mio soccorso, no? Dai, la prossima volta come mi prenderai in giro? >> Sorridendo.
    Lui mi mette un braccio intorno alla spalla, ghignando: << In fondo è tenero, su! Ogni tanto, un po' di tenerezza... >>


    Caro MisterCameriere2008,

    MantienitiFolle può esser tenero quanto vuoi e ogni tanto un po' di tenerezza ci sta, è vero. Ma ci starebbe anche da parte tua nei miei confronti, non credi?
    Hai visto o no quello che ha fatto CameriereFigo per Dearfriend Porno? Lui ha guardato MantienitiFolle negli occhi e gli ha detto, non proprio in questi termini: << Puoi volerle tutto il bene del mondo, ma le manine tienile al loro posto, ché mi dà fastidio che la palpi. >>
    Ora, ti costerebbe troppa fatica fare una cosa del genere? Ti costerebbe troppa fatica buttargli là una battutina, qualcosa tipo prendere la mano di MantienitiFolle quando me la mette sulle cosce e dirgli, simpaticamente: << Quella sul tavolo, okay? >>
    Non è niente di compromettente, dammi retta. Però, mi farebbe contenta.
    E velocizzerebbe un tantino i tempi, poiché se andiamo avanti in questa maniera arriverò a cinquant'anni [e tu quasi a sessanta] prima di capire se t'interesso o no. E metti che a quasi sessant'anni tu scoprissi di non saper resistere al fascino animale della cinquantenne che t'insegue da poco meno di mezzo secolo? Che dovrei fare? Aspettare l'ottantina per un invito ad uscire [ovviamente, una passeggiata mano nella mano nel giardino della casa di cura]?

    Mio caro MisterCameriere2008, hai presente "La Sirenetta", il cartoon della Disney? C'è una canzoncina bellissima, che secondo me ti si addice alla perfezione. Le parole dovrebbero essere le seguenti:

    "Lei ti è accanto, se ne sta seduta lì, non sa come dirlo ma i suoi occhi ti parlano. E tu lo sai che vorresti darle un bacio e allora, baciala. Baciala! Il ragazzo è troppo timido. Coraggio, baciala! Non lo fa, ma che peccato se insiste, lui la perderà..."

    Presta bene attenzione all'ultima frase. Cerca di comprendere: nella mia vita sentimentale non ruota tutto attorno a te, ci sono altre persone che non andrebbero prese sottogamba.
    Corteggiatori dell'ultim'ora che mi tentano proponendomi notti illuminate soltanto dalle stelle e dalle punte delle canne appena rollate, passioni indimenticate che tornano a darmi il tormento, bei ragazzi incrociati in periodo natalizio che non sono riusciti a scordarsi di me e che sanno esattamente come prendermi per farmi sospirare.

    Caro MisterCameriere2008,
    non credere che la tua splendida figura basti a tenermi in orbita come la Luna attratta dalla Terra.
    Ti dico un segreto: una ragazza vuole sentirsi pianeta, e si stanca presto di fare il satellite.


    Tua,
    LaCapa

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    Dammi solo anestetici sorrisi

    domenica, 10 agosto 2008 @ 13:09
    in fuck, stronzate in libertà, sentimentalismi musicali

    Non vi dico quant'è stato figo il concerto dei Subsonica.
    Sono arrivata tardissimo, ho corso per strada per arrivare in tempo sotto il palco, e correndo cantavo "Nuova Ossessione", ché la si sentiva a distanza.

    Arrivo in piazza e cala il silenzio. Si spengono i riflettori e tutto tace.

    Fermo due ragazze:

    Io: << E' finito qui? >>
    Loro: << Eh sì. Dopo due ore che suonano come pazzi! >>

    La gente comincia a defluire ed io infrango la corrente. Arrivo in prima fila, al centro.

    Samuel torna in scena, agguanta il microfono, attacca "Coriandoli a Natale" ed è il delirio.

    Io ero da sola, in mezzo ad una folla di gente che non conoscevo.

    Si saltava, si pogava, mi sono ritrovata in mano una fiaschetta di vino, tre ragazze accanto a me hanno acceso una canna, il tizio alle mie spalle mi palpava una chiappa, una coppia alla mia sinistra amoreggiava vergognosamente, e io urlavo le parole della canzone, sudata e bagnata, chè ogni tanto mi arrivava addosso l'acqua che altri lanciavano sul pubblico.

    E' stato divino quando le prime note di "Tutti i miei sbagli" hanno riempito l'aria, ed è stato altrettanto divino quando ogni certezza è persa dentro al tuo odore, siamo gli ostaggi di un amore che esplode fragile d'istinto e sudore...

    Sei canzoni, e poi è finito tutto.
    Raggiungo Dearfriend Ballerina, Dearfriend Porno, DearLowe e DolceAgnellino che, fregandosene del concerto, erano state in disparte in un angolo della piazza.

    Mentre ballavo e cantavo, ancora presa dall'esaltazione della musica, Dearfriend Porno mi intima:

    << Non girarti, c'è MisterCameriere2008! >>

    Come era prevedibile, la prima cosa che ho fatto è stata voltarmi sfoggiando un sorrisone degno delle migliori occasioni.
    Tale sorrisone splende sul suo viso per qualche istante, giusto il tempo che io allarghi la visuale e che inquadri lei, la tizia bassina coi capelli rossi che gli trotterella accanto. Mi rabbuio immediatamente, accolgo freddamente il suo cenno di saluto e qualcosa mi crolla addosso.

    Il qualcosa è il pensiero che lui possa essere fidanzato, nonostante proprio l'altro ieri mi abbia detto in faccia che non lo è, la quasi tangibile certezza che io non ho nemmeno sfiorato il suo orizzonte, ancora una volta.

    Lui e lei non sono mano nella mano, camminano vicini, scherzano, atteggiamento amichevole più che amorevole, però non ho voglia di essere ottimista. Fanno un giro, lui si volta, mi fissa, gli restituisco sguardi gelidi e delusi.

    Vado al bar, compro una bottiglia d'acqua, ché ho la bocca secca e sento caldo, all'improvviso.
    Torno indietro, camminando sui cocci di bottiglie di birra distrutte e non ascolto nemmeno le prime note del dj set di Boosta.
    Raggiungo DearLowe e solo in quel momento mi accorgo che Dearfriend Porno si è appena fermata a parlare con MisterCameriere2008.

    Mi avvicino, lui mi saluta e continua a parlare con Dearfriend Porno. Non mi guarda e se anche lo facesse non avrei i soliti occhi che mi brillano.
    Poche parole, lui se ne va. Mi lancia un'occhiata interrogativa, io non rispondo.

    Sono stanca, voglio tornare a casa.
    Chiamo DolceAgnellino, le spiego che devo andare via e che se ha bisogno di un passaggio dovrebbe sbrigarsi. Salutiamo tutti, rapide.

    Attraverso la piazza, incrocio per l'ennesima volta i suoi occhi, che stavolta sono più insistenti. E non ne posso più di queste comunicazioni di sottecchi, di questo dover interpretare i segnali, di questo suo sapere che mi piace e lasciarmi in bilico sul nulla.
    E non ne posso più di sentire che ha bisogno dei suoi tempi, che in fondo ci conosciamo sul serio da una settimana, che se aspettassi...

    Non ne posso più di anestetici sorrisi ad addormentare la mia nuova ossessione.

    LaCapa is totally fluo! ∙ commenti (4) ∙



    Catena [come quella del motorino, per intenderci]

    giovedì, 10 luglio 2008 @ 16:27
    in webbate, sentimentalismi musicali

    Era da tanto che non venivo coinvolta in un meme o, nel caso specifico, in una catena. Fortuna che c'è la carissima AlexiS che pensa alla sottoscritta, altrimenti caduta nel dimenticatoio.

    Il tema quotidiano è: le dieci canzoni che hanno caratterizzato la tua storia personale.

    Ecco l'inevitabile box delle rules:

    • citare il nominativo di chi ti hai coinvolto
    • riportare il regolamento della catena
    • elencare le dieci canzoni, motivando la tua scelta
    • passare il testimone ad altri cinque blogger, avvisandoli con un commento nel loro blog

    AlexiS ha scritto di essere sicura che non la deluderò, temo invece che rimarrà alquanto insoddisfatta dalla scelta delle mie canzoni. Una decina di titoli sono pochi, giacché ho sempre cercato di dare una colonna sonora degna di questo nome alla mia vita: c'è stato il periodo Green Day, quello Metallica, quello Radiohead, il periodo Muse, quello Negramaro, quello Negrita, c'è stata la fase De Gregori, quella De Andrè e quella Gaber, ho attraversato un momento 883 ed uno Beatles, mi sono innamorata dei Queen e ho cantato a squarciagola gli Oasis, ho saltato sulle note dei Tinturia e ho apprezzato la poesia di Battiato, mi sono commossa ascoltando le parole di Samuele Bersani e ho ballato quando comeonbabylightmyfire. Dieci canzoni sono poche. Ma ci provo lo stesso.


    Song number one: La Donna Cannone - Francesco De Gregori. Perché la mia storia personale, inevitabilmente, è la storia delle mie amiche, le Dears. Questa canzone ci lega profondamente, ci ricorda delle immagini chiare e limpide, degli istanti di felicità tutte insieme. E' un testo splendido, versi musicati alla perfezione, che non mi stancherei mai di sentire ancora e ancora e ancora.


    Song number two: Jesus Of Suburbia - Green Day. Nove minuti e qualcosa, un video splendido diretto da Samuel Bayer, genio della regia musicale, un testo che, qualche anno fa, descriveva esattamente come mi sentivo. E' molto tempo che non l'ascolto, però mi dava energia e mi metteva tanta rabbia addsso. Merita di stare tra le mie dieci elette.


    Song number three: Hemingway - Negrita. Musica che parla di letteratura e, tra l'altro, proprio di quella letteratura che mi piace. Meglio di così? Mi piacciono le sonorità dei Negrita, il carisma del front man, la sensualità della sua voce. Ero indecisa tra questa e Magnolia. Così come per De Gregori avrei voluto menzionare La Leva Calcistica della Classe '68, un capolavoro.


    Song number four: Nothing Else Matters - Metallica. E la versione degli Apocalyptica è spettacolare. La trovo semplicemente grandiosa. Anche questo pezzo ha caratterizzato un determinato periodo della mia vita, i miei diciassette anni, per essere precisa. Avevo voglia di rock pesante, e ho scoperto il metal, in tutte le sue declinazioni. Poi, però, sono inciampata su Nothing Else Matters e me ne sono innamorata.


    Song number five: Creep - Radiohead. E' stata una sorta di epifania, una rivelazione. I Radiohead, non me li ero mai filata, prima. Errore del mulo... Volevo i Muse e ho beccato un fake. Creep. Che razza di titolo è Creep? Che canzone sfigatissima che mi sarò procurata! Suppongo di aver pensato qualcosa del genere.
    Invece, che bella sorpresa! I wish I was special, you're so fucking special... Cercate di spiegarglielo voi, ad una appena diciottenne, che quella canzone non sta parlando di lei. Per piacere, se trovate le parole giuste, spiegateglielo voi. Perché io, diciottenne in stato avanzato, ancora non ci sono riuscita.


    Song number six: Il Mostro - Samuele Bersani. Leggetevi il testo, fatelo. E ditemi se è o non è meraviglioso! Questa canzone mi ricorda la mia infanzia. Avrò avuto meno di sei anni, e a mia madre piaceva. L'abbiamo scordata per un po', finché a undici anni mia sorella ricevette in dono da un suo fidanzato la raccolta delle hit di Bersani. Il Mostro era tra queste. Non sapevo quale fosse il titolo, e l'ho scoperto solo a quattordici anni, quando m'ero fissata che dovevo ritrovarla. Al concerto, due anni fa, è stata il pezzo di apertura. Che emozione!


    Song number seven: Time Is Running Out - Muse. E questa perchè? Perché sì. Fatevela bastare, come risposta.


    Song number eight: Gli Anni - 883. La sera dei miei diciotto anni, dato il mio desiderio di non fare una festa ufficiale o roba del genere, sono andata fuori con la mia classe. Miamiglioreamica e le Dears, dopo avermi organizzato una giornata assolutamente assurda, tra caccia al tesoro e sorprese varie, si sono ricordate del desiderio che avevo espresso mesi prima, ovvero quello di passare una serata a cantare, così hanno prenotato in un posto dove si può fare il karaoke. Ci siamo divertiti moltissimo e l'ultima canzone, quella richiesta prima di andare a bere qualcosa [che poi, non si è bevuto niente perché eravamo già abbastanza allegri], è stata proprio Gli Anni. Immaginate trenta persone, abbracciate tra loro, strette strette, che urlano che gli-anni-di-qualsiasi-cosa-fai-gli-anni-del-tranquillo-siamo-qui-noi.


    Song number nine: Don't Look Back In Anger - Oasis. Berlino, albergo. Casse accese, mio lettore musicale in riproduzione casuale, Dearfriend Ballerina si asciuga i capelli, io sono buttata sul letto a fissare il soffitto. Parte questa canzone.

    Dearfriend Ballerina [staccando il phon]: << Ommioddio, che canzone è? >>
    Io [cascando dalle nuvole]: << Eh? >>
    Dearfriend Ballerina: << Che canzone è? >>
    Io: << Oasis, Don't Look Back In Anger. >>
    Dearfriend Ballerina: << E' bellissima. >>
    Io: << Già. >>

    Tutta la gita a Berlino è stata caratterizzata dalla presenza costante delle note degli epigoni dei Beatles. Una colonna sonora di tutto rispetto, devo ammettere.


    Song number ten, the last one: Please, Please, Please, Let Me Get What I Want - The Smiths. Anche se io preferisco la versione dei Muse. Siamo in presenza di un grande classico della musica rock mondiale, di un testo essenziale e struggente. L'ho storpiata, l'ho cantata, l'ho stonata, l'ho insegnata, l'ho fatta odiare, l'ho fatta amare, l'ho resa, involontariamente, il tormentone della mia breve vacanza romana.


    Ecco fatto. Dieci titoli, dieci.
    Adesso, cinque nomi, cinque. Blogger, venite al mio cospetto, prego.
    And the nominees are:

    1. Astinenza, che lo so che le odi queste cose, ma questo è musicale. Dai, fallo. Anche se tutte le canzoni che metti saranno di CapaRezza, dammi almeno questa soddisfazione...
    2. Cerveza, stupiscimi donna.
    3. MissHyde, che da neo Dott.ssa in Lettere Moderne puoi anche fare la tua prima catena da laureata.
    4. Locataire, che spero non sia già stata chiamata in causa per fare questo coso qua.
    5. XectX, che m'incuriosiscono le canzoni che potresti scegliere.

    Andate in pace.

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    Avvertenze

    giovedì, 12 giugno 2008 @ 16:15
    in fuck, stronzate in libertà, sentimentalismi musicali, requiem per il mio neurone

    Ieri mia madre è andata a ritirare la pagella. L'ultima pagella della mia vita. Cavoli, quant'è stato liberatorio. Ho rotto co' 'sta storia delle ultime volte della mia vita, però è una bella sensazione scriverlo.
    Bhè, è andata meglio di come mi sia mai andata. E ho 20 crediti. Venti crediti significano, per chi non lo sapesse o non lo ricordasse, che i miei profii hanno deciso che la sottoscritta è una delle due persone della mia classe che, se s'impegnasse per fare un esame decente, potrebbe anche riuscire a prendere cento.
    Che poi, il cento non è che mi serva a granché. Insomma, non credo che sceglierò una facoltà a numero chiuso. Ne sono quasi certa.
    Ovvio, sarebbe una soddisfazione, ma nulla di così eclatante.

    Siore e siori,
    sono ufficialmente fuori dal mondo. Non so neanche che cosa sto scrivendo.
    Il cervello, che già stentava a dare segni di vita vera, è andato totalmente ed inesorabilmente in pappa.

    Sarà perchè ho ascoltato troppo questa canzone:

    Lascia che ti accompagni

    perché sto andando ai Campi di Fragole.

    Niente è reale e niente per cui stare in attesa.

    Campi di fragole all’infinito

     

    Vivere ad occhi chiusi è facile

    fraintendendo ciò che vedi,

    Sta diventando difficile essere qualcuno ma si risolverà,

    non mi interessa molto.

     

    Lascia che ti porti con me

    perché sto andando ai Campi di Fragole.

    Niente di reale e niente per cui stare in attesa.

    Campi di fragole all’infinito

     

    Nessuno penso sia nel mio albero

    intendo, deve essere alto o basso, sai non puoi metterti in sintonia ma va bene,

    Cioè penso che non sia così male.

     

    Lascia che ti porti con me

    perché sto andando ai Campi di Fragole.

    Niente è reale e niente per cui stare in attesa.

    Campi di fragole all’infinito

     

    Sempre, non qualche volta, penso sono io

    Ma tu sai che io so quando è un sogno,

    penso di sapere che io intendo un ' sì ' ma è tutto sbagliato.

    Cioè penso di non essere d’accordo

     

    Lascia che ti porti con me

    perché sto andando ai Campi di Fragole.

    Niente è reale e niente per cui stare in attesa.

    Campi di fragole all’infinito.

    Campi di fragole all’infinito.



    Esattamente, è proprio Strawberry Fields Forever degli intramontabili Beatles. Attenzione, un ascolto prolungato nuoce gravemente alla salute.

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    Nuove Passioni

    lunedì, 07 aprile 2008 @ 17:04
    in stronzate in libertà, sentimentalismi musicali, requiem per il mio neurone

    Oggi è giorno 9 Marzo 2008.

    No, non sono pazza, è che questo ed i seguenti post saranno pubblicati postumi, non in senso letterale, s'intende.

    Sto cambiando contratto adsl, così oggi mi hanno staccato la linea e non so quando potrò riaverla.

    Mi spiace abbandonare il blog per un periodo di tempo che potrebbe essere lungo, quindi ho deciso che continuerò a scrivere e, quando mi riallacceranno la connessione, vi metterò in condizione di leggere anche questi interventi.

    Ieri sera, 8 Marzo, sono andata al concerto di Gianna Nannini.

    A me lei non piaceva, affatto. Insomma, conosco solo le canzoni più famose, quelle che hanno fatto da colonna sonora a qualche pubblicità, per intenderci.

    Il posto dove ha fatto il concerto era vicino casa mia.

    Altradearfriend è una sua fan sfegatata, però non ha potuto comprare il biglietto [idem Dearfriend Ballerina, che ieri non era a Catania, quindi non sarebbe potuta andare comunque]eppure io ho proposto di andare in ogni caso: sfacciate come solo noi sappiamo essere, abbiamo deciso di tentare di imbucarci.

    AmicaBionda ed Altradearfriend passano a prendermi a casa alle 22, minuto più minuto meno. Lo spettacolo, se è iniziato con puntualità, era ormai a metà.

    Il piano era il seguente: ci saremmo piazzate davanti all'ingresso, fingendo che ci bastasse sentire la voce di Gianna per essere contente e, a poco a poco, quando il tizio della security si sarebbe avvicinato, avremmo cominciato a discutere, disperate, della sfiga che ci era toccata non avendo trovato i biglietti. Allora, il tizio della security, mosso a compassione, ci avrebbe fatte passare: in fondo, si trattava solo di tre ragazze.

     

    Purtroppo, il piano non era il massimo dell'originalità: davanti al medesimo ingresso c'era anche una famigliola, la cui madre inveiva contro SecurityMan perché stava facendo piangere la figlia, una bambina bruttissima, non facendola entrare a sentire il concerto.

    C'era anche il fratello maggiore di Altradearfriend con un amico: tentavano pure loro ogni via possibile per vedere live la Nannini.

     

    Visto che la situazione non sembrava intenzionata a volgersi per il meglio, io li invito ad andare a provare a cavare qualcosa dall'ingresso laterale, certamente meno sorvegliato.

    Effettivamente, non c'era nessuno, eccezion fatta per un'automobile che stava, giusto in quel momento, entrando dal cancello. Un altro SecurityMan spuntava i nomi dei tizi della macchina da una lista.

    Noi ci avviciniamo.

     

    Io: << Siamo con loro! >>

    I tizi in macchina cominciano a ridere.

    SecondoSecurityMan: << Io ho solo cinque nomi, voi non potete entrare... >>

    Altradearfriend: << Andiamo, non le costa nulla farci entrare! >>

    AmicaBionda: << Siamo solo noi, per favore. >>

    SecondoSecurityMan rimane impassibile.

     

    Ci viene chiuso il cancello in faccia, ma noi non demordiamo.

    Intanto, i tizi che erano entrati avendo il nome in lista scendono dall'auto. Mi sembra di riconoscerne uno.

    Sì, lo conosco!

    E' lo zio di Miamiglioreamica... Lui è uno dell'organizzazione degli eventi. Quando, un anno e mezzo fa, c'è stato il concerto di Samuele Bersani, mi ha fatta entrare dietro le quinte e mi ha permesso di conoscerlo. In quell'occasione però, i biglietti li avevo comprati, e piansi emozionata per tutta la durata di buona parte delle canzoni: Bersani è il mio artista preferito.

    ZioDiMiamiglioreamica mi guardò e rise.

     

    ZioDiMiamiglioreamica: << Perché piangi? >>

    Io: << E' che... Boh! Bersani è Bersani. >>

     

    Lo ringraziai non so quante volte: se non fosse stato per lui, non avrei né il cd autografato, né una foto con il grande Samuele Bersani.

     

    Tornando a ieri sera. Non appena l'ho riconosciuto, ho urlato.

     

    Io: << ZioDiMiamiglioreamica! ZioDiMiamiglioreamica! >>

    ZioDiMiamiglioreamica [si volta, ci viene incontro]: << Si? >>

    Io: << Siamo amiche di sua nipote! >>

    ZioDiMiamiglioreamica: << Ah già, mi ricordo di te! Tu eri da Samuele Bersani! >>

    Io annuisco imbarazzata.

    Altradearfriend: << Ci può far entrare? >>

    ZioDiMiamiglioreamica [un po' titubante]: << E va bene ragazze! Ora vi faccio passare coi miei pass... >>

     

    E fu così che io, AmicaBionda, Altradearfriend, FratelloDiAltradearfriend ed il suo amico, non solo siamo entrati, per di più eravamo anche molto vicini al palco, in posti davvero buoni.

     

    Premessa: ribadisco che Gianna Nannini non m'ha mai ispirata granché.

    C'è da ammettere, però, che ha un'energia sul palco che non molti artisti riescono a sviluppare.

    Noi siamo arrivati quand'è cominciata la seconda parte del concerto, ovvero quella in cui ha cantato i pezzi più noti, i grandi successi di una carriera.

    Sinceramente, l'ho trovata grandiosa. Saltava, ballava, si esibiva con passione e forza, ringraziava il pubblico per l'affetto che le dimostrava e lo ha ricambiato con un'ottima performance.

    Devo proprio dirlo: è brava.

    Alle 23.30, o giù di lì, si sono spenti i riflettori sul palco.

     

    Mi spiace di essere senza linea adsl, giacché, se l'avessi, metterei subito al lavoro il mulo: voglio la discografia.

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    La più bella

    venerdì, 15 febbraio 2008 @ 19:10
    in sentimentalismi musicali

    Franco Battiato - La Cura

    Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,

    dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
    Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
    dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
    Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
    dalle ossessioni delle tue manie.
    Supererò le correnti gravitazionali,
    lo spazio e la luce
    per non farti invecchiare.
    E guarirai da tutte le malattie,
    perché sei un essere speciale,
    ed io, avrò cura di te.
    Vagavo per i campi del Tennessee
    (come vi ero arrivato, chissà).
    Non hai fiori bianchi per me?
    Più veloci di aquile i miei sogni
    attraversano il mare.


    Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
    Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
    I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
    la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
    Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
    Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
    Supererò le correnti gravitazionali,
    lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
    TI salverò da ogni malinconia,
    perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
    io sì, che avrò cura di te.

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    A me, me piace!

    sabato, 22 dicembre 2007 @ 18:38
    in sentimentalismi musicali

    Like a Rolling Stone - Bob Dylan



    Once upon a time you dressed so fine
    You threw the bums a dime in your prime, didn't you?
    People'd call, say, "Beware doll, you're bound to fall"
    You thought they were all kiddin' you
    You used to laugh about
    Everybody that was hangin' out
    Now you don't talk so loud
    Now you don't seem so proud
    About having to be scrounging for your next meal.
    How does it feel
    How does it feel
    To be without a home
    Like a complete unknown
    Like a rolling stone?
    You've gone to the finest school all right, Miss Lonely
    But you know you only used to get juiced in it
    And nobody has ever taught you how to live on the street
    And now you find out you're gonna have to get used to it
    You said you'd never compromise
    With the mystery tramp, but now you realize
    He's not selling any alibis
    As you stare into the vacuum of his eyes
    And ask him do you want to make a deal?
    How does it feel
    How does it feel
    To be on your own
    With no direction home
    Like a complete unknown
    Like a rolling stone?
    You never turned around to see the frowns on the jugglers and the clowns
    When they all come down and did tricks for you
    You never understood that it ain't no good
    You shouldn't let other people get your kicks for you
    You used to ride on the chrome horse with your diplomat
    Who carried on his shoulder a Siamese cat
    Ain't it hard when you discover that
    He really wasn't where it's at
    After he took from you everything he could steal.
    How does it feel
    How does it feel
    To be on your own
    With no direction home
    Like a complete unknown
    Like a rolling stone?
    Princess on the steeple and all the pretty people
    They're drinkin', thinkin' that they got it made
    Exchanging all kinds of precious gifts and things
    But you'd better lift your diamond ring, you'd better pawn it babe
    You used to be so amused
    At Napoleon in rags and the language that he used
    Go to him now, he calls you, you can't refuse
    When you got nothing, you got nothing to lose
    You're invisible now, you got no secrets to conceal.
    How does it feel
    How does it feel
    To be on your own
    With no direction home
    Like a complete unknown
    Like a rolling stone?


    E questa è Carmen Consoli che la canta coi Negrita!
    How does it feel?

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    Waiting For

    lunedì, 03 dicembre 2007 @ 15:04
    in stronzate in libertà, sentimentalismi musicali

    Lo posseggo.

    E' qui, davanti al pc, attaccato alla parete, in attesa di essere usato. Il biglietto.

    Ancora non ho realizzato che ci sarò... Ancora non ho realizzato che andrò al concerto dei Negramaro. E che ci andrò con le dear friends e due dei ragazzi che hanno contribuito a rendere splendida la nostra estate.

    I posti non sono eccezionali: ultime file. Ma che importa? Non vogliamo gridare << Siete bellissimiiii! >>, ma soltanto goderci la loro musica dal vivo, tutte insieme, cantare a squarciagola, divertirci e passare una bella serata con una colonna sonora che ci rappresenta.

    8 Gennaio 2007, Teatro Metropolitan, La Finestra in Teatro Tour, Negramaro in Concerto.

     

    A questo punto, non mi resta che allacciare un paio d'ali alla mia testa e lasciare i dubbi tutti a una finestra, per quel paio d'ali fuori è ancora festa...

     

    Vi saluto, domani, dopo pranzo, parto e torno tra cinque giorni.

    Non sentite troppo la mia mancanza, mi raccomando!

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    Donna Riccia - Tinturia

    martedì, 27 novembre 2007 @ 17:22
    in sentimentalismi musicali, requiem per il mio neurone

    E la 'ncuntrai...e ci parlai...dei ricci e dei capricci nun me ne 'mporta niente..torna a me!
    ahi chi maliritta,chi maliritta!!
    tinturia tinturia chidda porta l'allegria pì cantare a chista gente ca ricorda du cantante,
    tinturia tinturia chidda porta l'allegria pì cantare a chista gente ca ricorda du cantante.
    pigghiati a cu ti pare si voi ti sposi però nun ti pigghiare la donna riccia,cu ricci e ricciteddi issa t'incanta però dopu du misi n'olè ti chianta!
    prima olè te lassa poi olè te vasa,
    nun ci capisci nenti
    comu matassa
    ti 'mbriglia e ci ti sbriglia c'è cu 'mpazzisci però si ti carizza tu t'addummisci...
    oh oh oh..riccia no...
    oh oh oh...riccia no...
    riccia riccia riccia.......
    pigghiati a cu ti pare si voi ti sposi però nun ti pigghiare la donna riccia,cu ricci e ricciteddi issa t'incanta però dopu du misi n'olè ti chianta!
    prima olè te lassa poi olè te vasa,
    nun ci capisci nenti
    comu matassa
    ti 'mbriglia e ci ti sbriglia c'è cu 'mpazzisci però si ti carizza tu t'addummisci...
    oh oh oh..riccia no...
    oh oh oh...riccia no...
    riccia riccia riccia......
    picchì pì ad ogni riccio ti caccia nu capriccio,la donna riccia nun la vogliu no
    nun la voglio nun la voglio

     

    [Ribadire il concetto di "ogni riccio un capriccio" fa sempre bene. La maggior parte di voi non capirà nulla... Ahhh, il dialetto!]

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    Ho l'impressione che questi siano i miei ANNI

    sabato, 17 novembre 2007 @ 18:47
    in sentimentalismi musicali

    Stessa storia, stesso posto, stesso bar
    stessa gente che vien dentro consuma e poi va
    non lo so che faccio quì
    esco un pò
    e vedo i fari delle auto che mi
    guardano e sembrano chiedermi chi cerchiamo noi
    Gli anni d’oro del grande Real
    gli anni di Happy days e di Ralph Malph
    gli anni delle immense compagnie
    gli anni in motorino sempre in due
    gli anni di che belli erano i film
    gli anni dei Roy Rogers come jeans
    gli anni di qualsiasi cosa fai
    gli anni del tranquillo siam qui noi
    siamo qui noi
    Stessa storia, stesso posto, stesso bar
    una coppia che conosco ci avrà la mia età
    come va
    salutano
    così io
    vedo le fedi alle dita di due
    che porco giuda potrei essere io qualche anno fa
    Gli anni d’oro del grande Real
    gli anni di Happy days e di Ralph Malph
    gli anni delle immense compagnie
    gli anni in motorino sempre in due
    gli anni di che belli erano i film
    gli anni dei Roy Rogers come jeans
    gli anni di qualsiasi cosa fai
    gli anni del tranquillo siam qui noi
    siamo qui noi
    siamo qui noi
    Stessa storia, stesso posto, stesso bar
    stan quasi chiudendo
    poi me ne andrò a casa mia
    solo lei
    davanti a me
    cosa vuoi
    il tempo passa per tutti lo sai
    nessuno indietro lo riporterà neppure noi
    Gli anni d’oro del grande Real
    gli anni di Happy days e di Ralph Malph
    gli anni delle immense compagnie
    gli anni in motorino sempre in due
    gli anni di che belli erano i film
    gli anni dei Roy Rogers come jeans
    gli anni di qualsiasi cosa fai
    gli anni del tranquillo siam qui noi
    siamo qui noi
    siamo qui noi

    [883 - Gli anni]

    Sono decisamente i miei anni. I migliori. E, se prima non vedevo l'ora che passassero, adesso voglio che tutto si fermi. Qui. Adesso. Per sempre.

    Stessa storia, stesso posto, stesso bar, stesso motorino, stessi amici, stessa vita. Semplice, felice, comune.

    Tranquilla, siamo qui noi.

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    Non avevo niente di meglio da fare

    domenica, 11 novembre 2007 @ 12:39
    in webbate, sentimentalismi musicali, requiem per il mio neurone

    Svolgimento: fai una lista di dieci artisti che ti piacciono (Fallo prima di leggere le domande sotto!).

    1 Green Day
    2 Metallica
    3 Muse
    4 Marlene Kuntz
    5 Guns 'n' Roses
    6 Nirvana
    7 Oasis
    8 Negramaro
    9 Samuele Bersani
    10 Francesco De Gregori

     

    -Qual'è la prima canzone che hai ascoltato del numero 2? St Anger, poi mi sono redenta con tutto il Black Album e ho scoperto i veri Metallica.

    -La tua canzone preferita del numero 8? Quel Posto Che Non C'è, ma, in generale, tutto La Finestra è un album bellissimo.

    -Che impatto ha avuto sulla tua vita il numero 1? Devastante. Era il Gennaio 2005, Mtv mandava Boulevard Of Broken Dreams e io ascoltavo a palla Robbie Williams. Il singolo dei Green Day m'è piaciuto parecchio, ho comprato l'album, mi sono esaltata, ho comprato la discografia originale [spendevo ogni centesimo in cd] e ho deciso che non potevo fare a meno della musica. Fortunatamente, i miei orizzonti musicali si sono ampliati, e di molto.

    -Quante volte hai visto il numero 4 live? Mai, mio malgrado. Li ho scoperti da poco, ma confido che con l'uscita del nuovo album Uno [già comprato ed ascoltato, più e più volte] facciano un tour che tocchi anche le mie parti.

    -La tua canzone preferita del numero 7? Domandone. Wonderwall la associo a tanti bellissimi ricordi sentimentali, ma Don't Look Back In Anger la ascolterei all'infinito. Per non parlare di The Masterplan o Champagne Supernova. Poco tempo fa avrei nominato solo Lemon Tree...

    -Quante volte hai visto live il numero 1? Mai, ne' credo che li vedrò.

    -C'è una qualche canzone del numero 3 che ti rende triste? Triste no, ma nostalgica si. Time Is Running Out e Feeling Good.

    -La tua canzone preferita del numero 9. ll Mostro, che è a brivido. E' anche la sua prima canzone, per la serie "chi ben comincia è a metà dell'opera". Ascoltata live è più che emozionante. La voce di Bersani, il testo, l'atmosfera...

    -Quando hai ascoltato per la prima volta il numero 1? Gennaio 2005, già detto come e dove.

    -Come hai conosciuto il numero 3? Non ricordo come, ma so perfettamente quando ho cominciato ad apprezzarli, e se ci penso mi prende una nostalgia...

    -Quante volte hai visto live il numero 10? Mai, ma solo per colpa mia. Sarei potuta andare ad inizio Settembre, però, da perfetta pirla quale sono, non ho comprato i biglietti in tempo.

    -C'è una qualche canzone del numero 6 che ti rende triste? All Apologies

    -La tua canzone preferita del numero 4? Bellezza

    -La tua canzone preferita del numero 1? Jesus Of Suburbia

    -Come sei diventato fan del numero 10? L'adorazione è cominciata nello stesso periodo di quella per i Muse, però lo apprezzavo molto da anni: insomma, qualsiasi italiano che si rispetti ama canzoni come La Donna Cannone, La Leva Calcistica Della Classe '68, Buonanotte Fiorellino, Viva L'Italia...

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    No, Nino, non aver paura

    venerdì, 09 novembre 2007 @ 19:53
    in sentimentalismi musicali

    Non mi va di scrivere. Periodo di elucubrazioni inutili sul futuro e di rinunce. Consulenti universitari assillano i poveri studenti dell'ultimo anno di liceo. Fanno test attitudinali, propongono, domandano, stimolano, deprimono, incuriosiscono, stroncano, invogliano, pregano, confondono...

    E ho questa canzone in testa.

    Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
    sole che batte sul campo di pallone e terra
    e polvere che tira vento e poi magari piove.
    Nino cammina che sembra un uomo,
    con le scarpette di gomma dura,
    dodici anni e il cuore pieno di paura.
    Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
    non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
    un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
    E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
    che non hanno vinto mai
    ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
    e adesso ridono dentro a un bar,
    e sono innamorati da dieci anni
    con una donna che non hanno amato mai.
    Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.

    Nino capì fin dal primo momento,
    l'allenatore sembrava contento
    e allora mise il cuore dentro alle scarpe
    e corse più veloce del vento.
    Prese un pallone che sembrava stregato,
    accanto al piede rimaneva incollato,
    entrò nell'area, tirò senza guardare
    ed il portiere lo fece passare.
    Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
    non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
    un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
    Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
    questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.

     

    [Francesco De Gregori - La Leva Calcistica Della Classe '68]

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    Tequila, sale e dolore

    giovedì, 25 ottobre 2007 @ 19:17
    in sentimentalismi musicali

    A Barcellona un uomo
    svelto fruga tra i ricordi
    dietro la schiena il suolo
    e non capisce perche' e' li
    L'arena e' tutta in piedi
    non si muove un filo d'aria
    Sa di tequila e sale
    e di dolore andarsene...

    L'ultima pagina che hai letto
    e' stata un toro in mezzo al petto

    [...]

    comunque questa e' un'altra storia
    questo e' Hemingway
    questo e' Hemingway

     

    E questa canzone è bellissima.

    [Negrita - Hemingway]

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