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Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo


Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo


Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni


Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

Stefano Benni



gemelli

Questo blog è nato il 17 Giugno 2007 ed è del segno dei Gemelli, io sono Bilancia. La nostra pare sia un'unione magnetica destinata a non durare. Relazione breve, calda e dolce, con una forte componente intellettuale.

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    Le stelle non si lasciano guardare in faccia

    giovedì, 14 agosto 2008 @ 13:05
    in fuck

    << Le stelle, forse, esistono solo sopra le nostre teste. >>


    Chiudi gli occhi. Strizzi le palpebre, per sottolineare il concetto.
    Sospiri. Prendi aria.
    Riapri gli occhi.

    La coda ormai è sparita. E' stato soltanto un istante, il tempo di renderti conto che se non ti sbrighi perderai il tuo desiderio. Non puoi permettertelo. Assolutamente no.

    Una stella cadente, dannazione.

    Hai quasi diciannove anni, e come una bambina speri che un astro caduto possa risolverti la vita.
    Una striscia gialla nel cielo nero, e speri che questo basti a renderti felice.

    Ti domandi perché seguiti a prenderti in giro. Ti domandi perché la tua testa vada troppo più veloce del grande-globo attorno. Ti domandi perché quello che immagini non si possa realizzare normalmente, quasi fosse la cosa più naturale del mondo.

    Ti domandi se le stesse stelle che tu stai contemplando stiano pure su altre facce col naso all'insù, avide.

    E' sempre stato così, nella tua vita. Non hai mai voluto qualcosa che fosse alla tua portata, ti sei buttata ogni volta su quello che sapevi sarebbe stato impossibile ottenere.

    E' stato così quando hai scelto quale futuro seguire. E' stato così quando ti sei presa una cotta un po' più seria per qualcuno. E' stato così tutte le volte che un bivio ti si poneva davanti.

    A destra un sentiero luminoso. Un prato ai lati. Farfalle e fiori.
    A sinistra l'asfalto è sfatto. La terra è secca. I boccioli non hanno avuto nemmeno il tempo di fiorire.

    E tu? Rimani immobile davanti alla biforcazione per qualche secondo, poi scegli.

    Sinistra. Non cambi mai, sempre sinistra. E poi demordi.

    Fossi una di quelle persone determinate, come i muli, che tirano dritto e si ostinano, saresti anche da apprezzare. Il problema è che non sei una di quelle persone determinate, come i muli, che tirano dritto e si ostinano, e dunque non sei da apprezzare.

    Sei stupida. Tutto qui.

    E le stelle sono uguali ovunque, cambia unicamente la prospettiva dalla quale le si guarda.

    Oltre ad essere stupida, sei ingenua.

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    Dammi solo anestetici sorrisi

    domenica, 10 agosto 2008 @ 13:09
    in fuck, stronzate in libertà, sentimentalismi musicali

    Non vi dico quant'è stato figo il concerto dei Subsonica.
    Sono arrivata tardissimo, ho corso per strada per arrivare in tempo sotto il palco, e correndo cantavo "Nuova Ossessione", ché la si sentiva a distanza.

    Arrivo in piazza e cala il silenzio. Si spengono i riflettori e tutto tace.

    Fermo due ragazze:

    Io: << E' finito qui? >>
    Loro: << Eh sì. Dopo due ore che suonano come pazzi! >>

    La gente comincia a defluire ed io infrango la corrente. Arrivo in prima fila, al centro.

    Samuel torna in scena, agguanta il microfono, attacca "Coriandoli a Natale" ed è il delirio.

    Io ero da sola, in mezzo ad una folla di gente che non conoscevo.

    Si saltava, si pogava, mi sono ritrovata in mano una fiaschetta di vino, tre ragazze accanto a me hanno acceso una canna, il tizio alle mie spalle mi palpava una chiappa, una coppia alla mia sinistra amoreggiava vergognosamente, e io urlavo le parole della canzone, sudata e bagnata, chè ogni tanto mi arrivava addosso l'acqua che altri lanciavano sul pubblico.

    E' stato divino quando le prime note di "Tutti i miei sbagli" hanno riempito l'aria, ed è stato altrettanto divino quando ogni certezza è persa dentro al tuo odore, siamo gli ostaggi di un amore che esplode fragile d'istinto e sudore...

    Sei canzoni, e poi è finito tutto.
    Raggiungo Dearfriend Ballerina, Dearfriend Porno, DearLowe e DolceAgnellino che, fregandosene del concerto, erano state in disparte in un angolo della piazza.

    Mentre ballavo e cantavo, ancora presa dall'esaltazione della musica, Dearfriend Porno mi intima:

    << Non girarti, c'è MisterCameriere2008! >>

    Come era prevedibile, la prima cosa che ho fatto è stata voltarmi sfoggiando un sorrisone degno delle migliori occasioni.
    Tale sorrisone splende sul suo viso per qualche istante, giusto il tempo che io allarghi la visuale e che inquadri lei, la tizia bassina coi capelli rossi che gli trotterella accanto. Mi rabbuio immediatamente, accolgo freddamente il suo cenno di saluto e qualcosa mi crolla addosso.

    Il qualcosa è il pensiero che lui possa essere fidanzato, nonostante proprio l'altro ieri mi abbia detto in faccia che non lo è, la quasi tangibile certezza che io non ho nemmeno sfiorato il suo orizzonte, ancora una volta.

    Lui e lei non sono mano nella mano, camminano vicini, scherzano, atteggiamento amichevole più che amorevole, però non ho voglia di essere ottimista. Fanno un giro, lui si volta, mi fissa, gli restituisco sguardi gelidi e delusi.

    Vado al bar, compro una bottiglia d'acqua, ché ho la bocca secca e sento caldo, all'improvviso.
    Torno indietro, camminando sui cocci di bottiglie di birra distrutte e non ascolto nemmeno le prime note del dj set di Boosta.
    Raggiungo DearLowe e solo in quel momento mi accorgo che Dearfriend Porno si è appena fermata a parlare con MisterCameriere2008.

    Mi avvicino, lui mi saluta e continua a parlare con Dearfriend Porno. Non mi guarda e se anche lo facesse non avrei i soliti occhi che mi brillano.
    Poche parole, lui se ne va. Mi lancia un'occhiata interrogativa, io non rispondo.

    Sono stanca, voglio tornare a casa.
    Chiamo DolceAgnellino, le spiego che devo andare via e che se ha bisogno di un passaggio dovrebbe sbrigarsi. Salutiamo tutti, rapide.

    Attraverso la piazza, incrocio per l'ennesima volta i suoi occhi, che stavolta sono più insistenti. E non ne posso più di queste comunicazioni di sottecchi, di questo dover interpretare i segnali, di questo suo sapere che mi piace e lasciarmi in bilico sul nulla.
    E non ne posso più di sentire che ha bisogno dei suoi tempi, che in fondo ci conosciamo sul serio da una settimana, che se aspettassi...

    Non ne posso più di anestetici sorrisi ad addormentare la mia nuova ossessione.

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    Dating

    giovedì, 07 agosto 2008 @ 17:31
    in fuck, stronzate in libertà, requiem per il mio neurone, riflettevo

    Interventi lunghissimi e monotematici. Il blog regredisce allo stato larvo-adolescenziale. Evviva.

    Il 5 Agosto sono tornata all'Ostello, sempre con le Dears. Ero tranquilla, perché sapevo che MisterCameriere2008 non sarebbe stato di servizio e che, di conseguenza, mi sarei goduta una tranquilla serata tra amiche.
    CameriereFigo e Gianluca Grignani si fiondano sul nostro tavolo come api attirate dal miele, sicché s'inizia a discutere tranquillamente.

    S'era con la macchina di Miamiglioreamica, indi per cui l'orario del ritorno era fissato per l'una, senza possibilità di posticiparlo.

    Non ricordo bene che ora fosse, però ricordo alla perfezione ciò che è accaduto: MisterCameriere2008 ha attraversato il locale con una bottiglia di Beck's in mano, si è fermato da noi, mi ha chiesto se la sedia accanto a me fosse occupata e si è seduto.

    Miamiglioreamica e DearLowe ci guardavano alternativamente, incerte se ridere per la situazione o piangere per il mio sguardo visibilmente felice.

    In sei mesi che frequento con discreta puntualità l'Ostello, non è mai capitato che lui, nel suo giorno libero, passasse a dare un'occhiata alla situazione.
    In sei mesi che frequento con discreta puntualità l'Ostello, non è mai capitato che lui spendesse il suo tempo al tavolo con un gruppo di ragazze.
    In sei mesi che frequento con discreta puntualità l'Ostello, non è mai capitato che mi tremassero le gambe parlando con lui come mi son tremate l'altra sera, mentre gli dicevo che saremmo dovute tornare a casa e che non saremmo andate in giro.
    In sei mesi che frequento con discreta puntualità l'Ostello, non è mai capitato che provassi una fitta di gelosia sapendo che ieri sera io non c'ero.
    In sei mesi che frequento con discreta puntualità l'Ostello, non è mai capitato che m'interessasse davvero sapere quello che lui avesse da dire e che m'infastidisse venire a conoscenza del fatto che a settembre andrà per qualche giorno ad Ibiza, isola della perdizione e del divertimento.

    In diciotto anni e dieci mesi che frequento con discreta puntualità me stessa, posso con una certa sicurezza affermare che se continua così la cotta acquisirà dimensioni ben più grandi ed io perderò il controllo della situazione.

    Perché prima ne scrivevo e ridevo, adesso ne scrivo e mi brillano gli occhi.

    E le Dears mi hanno detto che la vedono positiva per la sottoscritta, che questo suo avvicinarsi è soltanto un buon segno, che sembra interessato e altre robette così, eppure io non lo credo. Non credo ai suoi sorrisi, non credo ai suoi sguardi, non credo al suo prender posto accanto a me.

    Credo al suo silenzio quando CameriereFigo scherzando ha detto:

    << No, ma Dearfriend Porno non è mica libera. Lei è fidanzata con me... >>

    E poi, guardando me e MisterCameriere2008, ha continuato:

    << E MisterCameriere2008 é fidanzato con LaCapa. >>

    Che io, imbarazzatissima, sono arrossita e non ho avuto il coraggio di guardarlo in faccia. E lui non ha detto nulla.

    Lo so che la mia testolina vuota viaggia alla velocità della luce, che mi sto facendo ventisettemila film mentali che non hanno né capo né coda, che le cose sarebbero molto più semplici senza questa impalcatura attorno.

    Chissà che ha fatto ieri sera...
    Chissà se vedendo Dearfriend Porno con DolceAgnellino e un'altra loro amica [che per la verità fu anche mia amica, ma che mi fece stare talmente tanto male che io non riesco più a rivolgerle la parola] lui abbia pensato a me, fosse stato solo per un istante...
    Chissà se lui avesse voluto vedermi...

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    Paura e delirio all'Ostello

    martedì, 29 luglio 2008 @ 17:14
    in fuck

    [Avvertenza: non scriverò più avvertenze. Contento, Astinenza?]

    Chissà ieri quale strano stato di grazia ha portato queste pagine a segnare il loro record di visite quotidiane. Tutta quella gente che si fa gli affari miei, che cosa inusuale!

    Oggi non intendo mica deludervi, miei cari lettori.

    Ieri sera sono stata all'Ostello, tanto per cambiare.
    Il locale era strapieno, pullulava di gente e c'era un casino bestiale, che per trovare posto abbiamo dovuto aspettare mezz'ora, finché due anime pie ci hanno accolte al loro tavolo, pur non conoscendoci, comprendendo che altrimenti non avremmo potuto sederci prima di molto altro tempo.

    MisterCameriere2008 ovviamente era in servizio. C'era anche CameriereFigo, il flirt di Dearfriend Porno, il quale ha passato la sua pausa con noi, provandoci vergognosamente con la Dear in questione.

    Io ero senza parole. Sono sei mesi che l'Ostello è diventato la mia seconda casa, e il mio caro cameriere ieri non mi s'è filato di striscio. Sì che io avevo deciso preventivamente che non l'avrei guardato, e così ho fatto, dunque non so se lui mi abbia degnata almeno di qualche fugace occhiata, però... Però poteva considerarmi, almeno un pochino. Poteva sedersi con noi un paio di minuti, poteva rivolgermi la parola e chiedermi, anche solo di sfuggita:

    << Come stai? >>

    Non l'ha fatto.
    Sei mesi, cioè, sei mesi.
    E Dearfriend Porno ci ha messo tre sere per conquistare il suo CameriereFigo.

    Okay, me l'hanno detto tutti:

    << Ma CameriereFigo è un piacione, fa il simpaticone, scherza con tutti e dà molta confidenza, invece MisterCameriere2008 è più serio, pare timidone, un pochino gay, e si vede che lavora. Non si ferma a parlare con nessuno, lui fa il suo mestiere e basta. >>

    Sono scuse che non stanno né in cielo né in terra. Se gli fossi piaciuta avrebbe messo la timidezza da parte e avrebbe trovato un secondo per degnarmi di una qualsiasi considerazione. Niente.
    Non gli interesso. Ieri mi è parso troppo evidente.

    Ché mi sono chiesta se sulla mia faccia c'è scritto "cesso". No, sul serio, vorrei proprio capirlo.

    E' una sorta di meccanismo automatico: mi piace qualcuno, conseguentemente per costui divento la persona meno desiderabile del mondo.


    That's me, signore e signori, in tutta la mia spiazzante cessitudine. Senza trucco e senza inganno.

    Quasi quasi, mi candido a Miss Italia, così magari mi faccio ridere un pochino in faccia.

    Ieri sera ho toccato una soglia di frustrazione per me del tutto nuova. E quando sono triste o arrabbiata o frustrata [come ieri] potrei fare concorrenza a quelli di Zelig. Sarà il tono che assumo, saranno le iperboli che uso per rendere i concetti, sarà la disperazione che m'impone di fare la simpatica per non soccombere alla selezione naturale operata spietatamente secondo la legge del più-figo.

    E magari questo post domani lo cancello. O magari no.

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    Solecuoreamore

    martedì, 22 luglio 2008 @ 22:04
    in fuck, stronzate in libertà

    Non sai che l'amore è una patologia? Saprò come estirparla via...

     
    Afterhours. Proverò ad entrare a sgamo al concerto, il 27 Luglio. Peccato che, tra le Dears, a nessuna piacciano o interessino. Anche da sola, io andrò.
    Il concerto si tiene nel parco comunale di un paesino qui vicino, in un anfiteatro con quattro sparute gradinate e le giostre per i bambini subito accanto. Scavalcando, tentando di sedurre l'ennesimo SecurityMan, scavando una buca in stile evasione dal carcere... In qualche modo riuscirò a mescolarmi col pubblico pagante, e una volta dentro nessuno riuscirà a scollarmi da là.
    Sarebbe più semplice comprare il biglietto, ma meno divertente. Già pregusto le facce annoiate delle Dears che avrò trascinato controvoglia all'evento, e i loro sbadigli e il loro fissare incessantemente il quadrante dell'orologio, sperando che il tedio abbia presto termine.

    Che poi, non é che io conosca proprio a memoria tutti i pezzi degli Afterhours. I più famosi, quelli sì, ovviamente. Ma la maggior parte delle canzoni saranno per me assolutamente nuove. Inventare le parole, come ho fatto al concerto della Nannini, sarà un'ardua impresa, soprattutto perché i testi non sono esattamente solecuoreamore.

    Ho, teoricamente, cinque giorni per memorizzare un paio di album. Ci riuscirò. Dovessi dedicarmi solo a questa occupazione.

    Indi, niente più pomeriggi-shopping come quello appena trascorso.
    Dare sfogo al proprio estro secondo il quale compro-qualsiasi-cosa-mi-stia-addosso-decentemente è una gran cosa, ho scoperto.
    Si chiama shopping ossessivo-compulsivo e comporta un ingente spreco energetico oltre che monetario. Ne sono vittime quegli esseri umani, per la maggior parte donne, che necessitano di distrazioni e di soddisfazioni: cercare roba taglia 42 è appagante, credete a me.

    Pantaloncini, magliettine, scarpe, sciarpe, felpe, camicie, jeans, gonne, abiti, costumi, lingerie, sacchi a pelo... No, non ho acquistato tutte queste cose, anche se, qualora avessi avuto la forza di entrare nel quarto negozio [dal terzo sono uscita stremata, fermamente decisa a non provare più nulla], ci sarei andata vicina.

    Non sono riuscita ad evitare il controllo pseudo-aeroportuale di Sorella, che detiene lo scettro di shopaholic e che mi ha costretta a spacchettare ogni singola new entry del mio armadio, per verificare se fosse di suo gradimento. Fortuna che abbiamo gusti totalmente differenti, e lei non metterebbe mai nulla che io consideri indossabile.

    Dal momento che tale inclinazione spendereccia della vostra affezionatissima non rientra nella normale amministrazione della mia famiglia, queste compere hanno causato un numero spropositato di domande inquisitorie da parte di Madre e della suddetta Sorella, alle quali i miei sbalzi d'umore risultano subito palesi, probabilmente per via di una diciottennale convivenza più o meno pacifica.

    Madre: << Ma... E' successo qualcosa? >>
    Io: << No, perché? >>
    Madre: << Sai com'è; tutte queste buste. >>
    Io: << Sono tre. >>
    Sorella: << Per i tuoi standard, sono troppe. >>
    Io: << ... >>

    Non credo si siano rassegnate. Le mie risposte evasive ed i miei mugugni devono averle messe ancora più sull'Attenti!, dannazione.

    E' che l'arte della dissimulazione, in determinate circostanze, non mi è propria.

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    The question is

    lunedì, 21 luglio 2008 @ 14:37
    in fuck

    Chattavo con Dearfriend Ballerina. Si scherzava, ci si prendeva in giro e si rideva di battute trite e ritrite, complici i messaggi sonori di msn che riservano sorprese talvolta esilaranti.

    Tutta una facciata costruita decentemente. Peccato che, per quanto uno possa impegnarsi, basta un colpo di scalpello per far crollare l'intera costruzione di falsi sorrisi indossati ad hoc per convincere gli altri e se stessi che tutto vada bene.

    Ad un tratto...

    Dearfriend Ballerina: << Ma TU come stai, adesso? >>

    Io esito, sospiro, ricaccio indietro le lacrime e rispondo, cristallina:

    << Di merda. >>

    Ciò che mi turba è che può ancora andare peggio.

    A guardarsi attorno con gli occhi appannati, il mondo sembra quasi opalescente.

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    Passed memories

    sabato, 19 luglio 2008 @ 13:44
    in fuck, riflettevo

    Io non me lo ricordo. Non me lo ricordo il 19 luglio del 1992, perché avevo appena due anni e mezzo, e non sapevo nemmeno chi fosse Paolo Borsellino.
    Oggi, però, lo so bene chi era e lo scrivo anche, ché parole ne sono state spese tante, ma mai abbastanza. Era un giudice, Paolo Borsellino, uno sovraesposto, nel senso che s'era messo troppo in prima fila nella lotta alla mafia, firmando così la propria condanna a morte.

    Rilasciava interviste, teneva conferenze e parlava ad alta voce, senza chinare il capo: il 19 Maggio 1992, appena quattro giorni prima della morte di Giovanni Falcone, concesse un'intervista che durò ben 50 minuti, l'ultima, in cui vennero fatti nomi di politici importanti, nomi che oltrepassano lo stretto di Messina e si ancorano all'ambiente economico milanese: sono Silvio Berlusconi, Marcello Dell'Utri e Vittorio Mangano.

    Stava tornando in città dalla sua casa al mare, quel 19 Luglio. Era diretto, per la precisione, in Via D'Amelio, dove abitava sua madre. Non sapeva ma sospettava, si sentiva un uomo morto che cammina.
    Servirono 100 kg di tritolo per uccidere una voce scomoda della Giustizia e la sua scorta.

    Non sono bastati sedici anni affinché le parole sue e quelle di Giovanni Falcone venissero dimenticate. Così come non abbiamo scordato, né spero lo faremo, le denunce di Peppino Impastato, Don Pino Puglisi, Giuseppe Fava e quelle di decine di altri uomini e donne che, pur di non cedere al ricatto mafioso, hanno perso la loro vita.

    E io, per ciò che hanno fatto, li ringrazio.

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    Incidenti di percorso

    venerdì, 18 luglio 2008 @ 18:54
    in fuck, requiem per il mio neurone

    Setto nasale lievemente deviato. E sottolineo lievemente.

    Perché tu, come un bambino che lo vede per la prima volta, allorquando ti trovi davanti al mare senti forte l'impulso di fare il bagno, giocare con gli amici, tuffarti, sguazzare allegramente tra le onde e la schiuma da esse prodotta.

    Il fatto è che il litorale è spesso affollato e, tra la tanta gente che cerca refrigerio dalla calura in acqua, risulta difficile godere del dovuto spazio marino in santa pace.

    Sei con i tuoi compagni di classe, e si scherza, com'è naturale. Tu decidi che hai voglia di farti una nuotata, e ti immergi, a capo chino, dandoti una bella spinta. Davanti a te, non hai avuto modo di accorgertene, una tua compagna ha contemporaneamente deciso di mostrare a tutti le sue abilità acrobatiche, sicché si sta esibendo in una serie di verticali subacquee.

    Queste due decisioni, sarà evidente, sono incompatibili. CompagnaAcrobata perde l'equilibrio e si lascia scivolare via, scalciando a pelo d'acqua.

    Tu senti una botta proprio sul naso, non capisci più nulla e riemergi. Un piccolo urlo, CompagnaAcrobata si avvicina, chiede scusa e perdono. Tu ridi, ché tanto non è niente. Ti è soltanto arrivata una pedata in piena faccia.

    La tua giornata prosegue tranquilla, senza acuti di alcun genere. Poi, capiti davanti ad uno specchio.

    Cos'è quella?
    Quella cosa?
    Cos'è quella cosa là, al posto del mio naso?
    Quella roba gonfia, gobbuta, violacea?

    E' il tuo naso. Provi a toccarlo, ma fa male. Nulla di preoccupante, ad ogni modo.

    Torni a casa, a fine giornata, metti sulla tua faccia ghiaccio e cremine medicamentose varie.
    Ti svegli, il giorno dopo, che il naso duole ancora. Ti ri-guardi allo specchio: è gonfio, gobbuto e violaceo. Ti avvicini ancora un pochino alla lastra.
    Diamine, è storto.

    << Mamma! >> urli.

    E rimani immobile, indicando con l'indice il nasone. Tua madre accorre, ti guarda ed esplode in una fragorosa risata.

    << E' storto! >> gridi.

    << Ma solo un pochino... >> ti conforta lei, sempre ridendo.

    Arriva anche tuo padre, richiamato dal frastuono. Lui, uomo di mondo, di nasi e d'ossa se ne intende. Ti acchiappa il setto nasale con due dita e... Crack, crack! Lo sposta prima a destra poi a sinistra, con tuo immenso dolore.

    << Eh sì, probabilmente c'è qualcosina che non va. >> conclude serafico, mentre tu hai le lacrime agli occhi perché dalla dannatissima appendice facciale si propagano ondate di fisica sofferenza.
     
    "Esagerano per spaventarmi", pensi con convinzione. Intanto, il colore si è riavviato ad una quasi normalità e ti sei abituata alla gobbitudine ed al gonfiume della parte centrale del tuo viso.

    In serata esci, rivedi MisterCameriere2008 e passi del tempo in allegria con le Dears.

    L'indomani mattina, per non farti mancare nulla, vai dal medico amico di tua madre. Pure lui, acchiappa 'sto benedetto setto e... Crack, crack!

    << Eh sì, probabilmente c'è qualcosina che non va. >> sentenzia.
    "Ha scoperto l'acqua calda, il tizio", rifletti sofferente.

    << Ma tranquilla, niente di preoccupante. Una cosina da poco, un'incrinatura che puoi lasciar anche così, magari si sistema col tempo. Ma tu ce li hai messi la crema ed il ghiaccio? >> domanda, con fare severo.
    "E' un cretino, non c'è niente da fare", ormai non hai il minimo dubbio.

    << Certo, il gonfiore è proprio brutto a vedersi... Ma sarà solo per pochi giorni, eh. >> chiude, con tono fintamente rassicurante.

    Tu avresti tanta voglia di dargli un calcio in faccia, al dottorino. E di dirglielo tu, con la faccia più da idiota che ti riesce: "certo, il gonfiore è proprio brutto a vedersi...".

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    Santa subito!

    mercoledì, 09 luglio 2008 @ 17:36
    in fuck, altrui ignoranza

    Io vi inviterei a guardarli tutti e tre, i video. E' la Guzzanti durante la manifestazione di ieri. Vi cito un passaggio:

    << Tu non puoi mettere alle Pari Opportunità una che sta là perché t'ha succhiato l'uccello! Se ne deve andare! Non la puoi mettere da nessuna parte, ma in particolare non la puoi mettere alle Pari Opportunità... >>

    Inutile che vi dica che parlava della Carfagna.



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    Ok, il prezzo è giusto

    martedì, 08 luglio 2008 @ 19:21
    in fuck

    Cento. Niente lode. Solo Cento.

    E il desiderio di conoscere il numero di targa di Mentadent, sperando che la sua macchina sia nuova, con la vernice lucida e pulita, senza neanche un minimo graffietto.


    Incidere su una carrozzeria vergine dev'essere estremamente piacevole.

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    No more justice

    domenica, 29 giugno 2008 @ 13:03
    in fuck, altrui ignoranza

    Tratto spudoratamente da un blog interamente fatto di chinotto.

    "da Marco Travaglio e Antonio Di Pietro copiamo ed in allegria incolliamo!


    Elenco esaustivo dei reati che la macchina della giustizia deve obbligatoriamente “ignorare”.

    Li riporto di seguito, uno sull’altro, come si fa per un elenco mortuario, perché oggi muore una parte di democrazia di questo Paese.

    - aborto clandestino
    - abuso d’ufficio
    - adulterazione di sostanze alimentari
    - associazione per delinquere
    - bancarotta fraudolenta
    - calunnia
    - circonvenzione di incapace
    - corruzione
    - corruzione giudiziaria – è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
    - detenzione di documenti falsi per l’espatrio
    - detenzione di materiale pedo-pornografico
    - estorsione
    - falsificazione di documenti pubblici
    - frodi fiscali
    - furto con scasso
    - furto in appartamento
    - immigrazione clandestina (“pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi” – Marco Travaglio)
    - incendio e incendio boschivo
    - intercettazioni illecite
    - maltrattamenti in famiglia
    - molestie
    - omicidio colposo per colpa medica
    - omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata (“tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa” – Marco Travaglio)
    - peculato
    - porto e detenzione di armi anche clandestine
    - rapina
    - reati informatici
    - ricettazione
    - rivelazioni di segreti d’ufficio
    - sequestro di persona
    - sfruttamento della prostituzione
    - somministrazione di reati pericolosi
    - stupro e violenza sessuale
    - traffico di rifiuti
    - truffa alla Comunità Europea
    - usura
    - vendita di prodotti con marchi contraffatti
    - violenza privata

    Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi."

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    Rallentando per poi accelerare

    venerdì, 20 giugno 2008 @ 13:52
    in fuck

    [Ho scaricato Firefox 3. Devo dire che è abbastanza figo. Mi ci devo solo un po' abituare, s'intende.]

    M'ero ripromessa di non parlare degli esami. M'ero proprio ripromessa di non farlo. Invece lo farò, perchè sono alquanto infastidita. E' mai possibile che proprio l'anno in cui prendo io la maturità in ogni singola prova ci siano errori più o meno lampanti?

    E Montale e Baudelaire sbagliati in italiano, la punteggiatura e i pronomi messi a caso in Luciano per il greco... Manca la Terza Prova, che affronterò lunedì, e l'orale, che farò martedì prossimo, il 2 Luglio.

    E poi fine, totale, completa, assoluta, dissoluta, fine.

    Mare, sole, spiaggia, viaggio. Ecco quello che vorrei. Partire. Andare e non tornare. Non presto, non adesso.
    Sono stanca, proprio ho la testa stanca. In pappa, totale.

    Troppo tempo che sono ferma in un posto, decisamente. Voglio vedere altro.

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    Casi giornalistico-giudiziari

    sabato, 14 giugno 2008 @ 19:28
    in fuck, riflettevo, altrui ignoranza

    Ormai è diventata un'abitudine per i giornalisti trovarsi in un'aula di tribunale. Certo, loro si divertono. Ci vanno volentieri, che pensate? Un giorno sì, quello dopo no, l'altro ancora nuovamente sì. Per tutto l'anno. Praticamente, potrebbero fare gli avvocati come secondo mestiere, che tanto la giustizia la conoscono meglio di blasonati professionisti.

    Oggi mi trovavo a leggere il blog di Beppe Grillo, e lì ho potuto apprendere la storia dell'ennesimo giornalista con la posta intasata di querele.
    Si tratta di Antonino Monteleone, il cui blog è stato addirittura posto sotto sequestro. Ma vi sembra una cosa possibile? No. Sul serio. Non scherzo. Vi sembra una cosa normale in uno stato democratico?
    Ho letto tutto il post e, alla fine, ero arrabbiatissima.

    Qua stiamo arrivando a livelli di anti-libertà che non avrei mai ritenuto possibili. Qualche post fa scherzavo sul reato di informazione a delinquere, eppure se i presupposti sono questi non ci vorrà molto prima che lo creino davvero. Anzi, non vorrei essere stata fonte d'ispirazione.

    Ad ogni modo, ho deciso di scrivere una e-mail di supporto ad Antonino.
    Ve la posto:

    Caro Antonino,
    mi permetto di darti del "tu" perchè, avendo io diciannove anni, non sei poi tanto più grande di me; mi permetto altresì di dirti "caro" giacché, dopo aver letto della tua situazione sul blog di Beppe Grillo, mi pare una dimostrazione di stima quanto meno necessaria.
    Da maturanda aspirante giornalista non ho molta esperienza nel campo dell'informazione, del resto, alla mia tenera età, sarebbe presuntuoso pretendere di averne. Eppure credo di essermi fatta un'idea molto chiara dell'informazione pura,corretta e seria, e credo anche che nel nostro Paese, tranne qualche eccezione, non ci sia nessuno disposto a dire le cose come stanno veramente, senza chinare lo sguardo e tapparsi la bocca dinnanzi alle corrotte autorità politiche che, con sfacciataggine sorprendente, pretendono di avere ragione dei media e delle notizie, in nome di un tanto paventato quanto falso impegno sociale e culturale.
    Ti scrivo con l'unico scopo di esprimerti un supporto che, certamente, non è mio soltanto ma di quanti ritengano che i giornalisti non debbano essere imbavagliati con provvedimenti giudiziari chiaramente ingiusti.
    E' assurdo quello che sta capitando negli ultimi tempi in Italia: osceni ddl contro le intercettazioni da una parte, V2-Day a favore di un'informazione libera dall'altra. Mi domando in quale altro Paese civile e democratico del mondo accadano cose del genere.
    Che l'Ordine non ti stia supportando è scandaloso.
     
    Leggendo quello che ti sta succedendo mi risulta impossibile non chiedermi se sia la cosa giusta tentare di fare un mestiere che, per come la vedo io, mi porterà, nel migliore dei casi, ad essere una giornalista di nicchia o, nel peggiore dei casi, nonché più probabilmente, a non poter esercitare liberamente la professione per via di interventi esterni.
     
    Pensavo, ingenuamente, che internet fosse ancora una terra franca. Mi sbagliavo. Anche i blog possono essere messi a tacere, come mi dimostri.
    Forse, il "caso" che ti riguarda, grazie anche alla visibilità del Blog di Beppe Grillo, farà molto rumore. Certo, è inquietante che per sentir parlare di giustizia bisogni cercare sulla pagina web di un comico.
     
    Spero che tu risolva tutto per il meglio.
     
    Un saluto, 
    Luisa Santangelo


    Ero, e sono, indignata.
    Cicerone chiedeva a Catilina: << Quo usque tandem abutere Catilina patientiae nostrae? >> [Cito a memoria, scusate per eventuali errori]. Si traduce in: << Per quanto tempo ancora Catilina abuserà della nostra pazienza? >>

    Non finirò mai di chiedermelo: PER QUANTO TEMPO ANCORA I POLITICI ABUSERANNO DELLA MIA PAZIENZA?
    No, perchè ha un limite. E non vorrei che superando questo limite mi passi anche la voglia di scrivere.

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