About Me
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerÃ
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo
Stefano Benni

Questo blog è nato il 17 Giugno 2007 ed è del segno dei Gemelli, io sono Bilancia. La nostra pare sia un'unione magnetica destinata a non durare. Relazione breve, calda e dolce, con una forte componente intellettuale.
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Ho fatto tutto da sola, come è evidente. Già , è una cagata.
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in requiem per il mio neurone, altrui ignoranza
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in fuck, altrui ignoranza
Tratto spudoratamente da un blog interamente fatto di chinotto. Li riporto di seguito, uno sull’altro, come si fa per un elenco mortuario, perché oggi muore una parte di democrazia di questo Paese. - aborto clandestino Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi."
"da Marco Travaglio e Antonio Di Pietro copiamo ed in allegria incolliamo!
Elenco esaustivo dei reati che la macchina della giustizia deve obbligatoriamente “ignorare”.
- abuso d’ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria – è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
- detenzione di documenti falsi per l’espatrio
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
- furto con scasso
- furto in appartamento
- immigrazione clandestina (“pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi” – Marco Travaglio)
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata (“tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa” – Marco Travaglio)
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
- rapina
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d’ufficio
- sequestro di persona
- sfruttamento della prostituzione
- somministrazione di reati pericolosi
- stupro e violenza sessuale
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
- vendita di prodotti con marchi contraffatti
- violenza privata
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Non c'è limite al peggio (e al ridicolo)
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Con la violenza si risolve tutto
in fuck, stronzate in libertà , requiem per il mio neurone, altrui ignoranza
Oggi è il 26 Maggio 2008.
Vi ricordate il mio post di qualche giorno fa in cui enunciavo le mie intenzioni vendicative nei riguardi di Mr Telecom? In breve, minacciavo di strappargli lentamente ogni singolo pelo del corpo.
Venerdì 23 Maggio 2008, da casa di AmicoPina, ho pubblicato quel post. Che ora era? Saranno state le 17:15, minuto più, minuto meno. Alle 18:00 ero a casa. Alle 18:20 squilla il telefono. Madre risponde e si lancia in una conversazione fatta di mugugni e assensi.
Posato il cordless, Madre si volta e annuncia, con voce teatrale:
<< Era TiziaDelCallCenter [povera donna, nda]… >>
Io lo so che il merito è tutto mio e della minaccia del silk-epìl. TiziaDelCallCenter, povera donna, comunicava la decisione di Mister Telecom, secondo la quale a partire dalla prima settimana di Giugno la sottoscritta potrà nuovamente godere di una connessione ad internet.
Allorché è stato per me certo che questo è il mio periodo fortunato: ho vinto il concorso, ho donato il sangue all’Avis [fatelo anche voi, fatelo anche voi, fatelo anche voi], ho scoperto il nome di MisterCameriere2008, ho ricevuto un numero imprecisabile di fantastici complimenti circa il mio talento scrittorio, sono stata oggetto di conversazioni tra male-lingue che ambivano al premio che io mi sono aggiudicata, Madre ha deciso di regalarmi un pennino USB di 2 Gb [che per metterci la mia roba scritta va più che bene], Padre mi ha chiesto cosa desiderassi come regalo per la Maturità e non ha fatto una faccia strana quando ho risposto “una stilografica Mont Blanc”… Meglio di così che si può sperare?
Avete ragione, se questo basta a rendermi sorridente, sto proprio messa male. Ma che ci volete fare? Mi accontento di poco.
Forse, quando scrivo i miei post, dovrei buttare giù una scaletta onde evitare di confondere me e voi.
Adesso di che volevo parlare? Ah sì, di Gomorra.
Ho parlato più volte del bellissimo libro di Roberto Saviano. Bhé, come certamente tutti voi saprete, dal romanzo è stato tratto un film che è stato presentato al Festival del Cinema di Cannes e che ha vinto il premio speciale della critica. Dev’essere proprio un film stupendo, così ho deciso che appena ho tempo mi butto in sala e lo guardo. Certo, in genere i film tratti dai libri mi deludono, eppure voglio avere fiducia nella speranza di rimanere stupita.
Sempre parlando di roba artistica in uscita. Francesco De Gregori sta presentando in giro il suo nuovo disco, il che comporta che non faccia altro che girare per le varie trasmissioni canticchiando qua e là e sottoponendosi alle domande dei vari intervistatori che, il più delle volte, sembra si siano passati un copione. Dannazione, [mi rivolgo ai giornalisti] avete l’occasione di parlare con uno dei miti della canzone italiana, quindi perché non fate altro che chiedergli: “Da cosa nascono le tue canzoni?”?
Giuro, mi secca.
Da cosa nascono le canzoni di Francesco De Gregori? Fa musica da quando Nerone era imperatore di Roma, sicuramente la stessa domanda gliel’avranno fatta un centinaio di volte. E, nonostante tutto, il quesito non cambia.
Praticamente è usurato come l’”essere o non essere?” di Shakespeare.
A prescindere da questo, io le interviste le ascolto per intero, quando posso. De Gregori è un mio mito, mi fa sempre piacere sentire la sua voce, anche quando la usa per dire cose con le quali non mi ritrovo d’accordo.
Non mi sovviene in quale trasmissione e da chi, comunque, gli è stato chiesto:
<< Perché stupisci sempre il tuo pubblico con arrangiamenti continuamente nuovi anche per le canzoni che hanno fatto la storia tua e di chi ti ascolta? >>
Allora io ho allargato le orecchie, giusto per sentire meglio la risposta. Non ricordo le parole precise, eppure il contenuto mi è ben chiaro. In pratica, ha detto che chi paga un biglietto lo fa per sentire la sua voce, quella di De Gregori, non la propria. Lo infastidisce, a De Gregori intendo, che la gente canti a squarciagola.
Tacessero e gli facessero fare il suo mestiere. Visto che chiedere una cosa simile è impossibile, lui tiè, cambia gli arrangiamenti e bravo chi riesce a cantargli dietro.
Lui il concetto l’ha espresso in mezzo secondo, io ho avuto bisogno di duemila parole, ma volevo essere chiara.
Che fastidio! Sì, m’ha infastidita. Io vado ai concerti sì per ascoltare l’artista che si esprime, ed anche e soprattutto per cantare a tutto volume, per rimanere senza voce, per godere del fatto che conosco tutte le canzoni pure nelle virgole.
Ecco, sono giunta alla conclusione che Francesco De Gregori se la tira più del dovuto. Cioè, è Francesco De Gregori e in quanto tale, della sua musica, può fare quello che vuole... Però… “La donna cannone”, “Generale”, “La leva calcistica della classe ‘68” [da Padre rititolata: “Mino e il calcio di rigore”], “Rimmel”, “Cardiologia” e le altre storiche, bhè, io quelle le voglio sentire con il loro arrangiamento originale, perché è anche grazie a quello che mi emozionano e che mi ricordano particolari scene della mia vita.
Io dico NO agli artisti sboroni.
E voi mi risponderete: << Se vuoi sentire le canzoni come sono nel cd, ascolta quello e non andare ai concerti! >>
E tutti i torti non avete. E’ che la musica live, l’attesa, il dubbio del “ora chissà che canta!”, mi piacciono davvero tantissimo.
Okay, la mia saggezza quotidiana è incompresa.
Chiedo venia.
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in fuck, stronzate in libertà , altrui ignoranza
Oggi è il 23 Aprile 2008.
Sono tornata da poco più di ventiquattro ore dall’assurdissima Berlino.
Come si supponeva, è stata una gita spettacolare, il classico viaggio dell’ultimo anno in cui una classe è una classe, senza liti o casini. L’unità, la serenità, gli scherzi, l’ironia, la complicità. Veramente bei momenti che porterò dentro come splendidi ricordi, nella certezza che ho vissuto e che continuerò a vivere bene i classici migliori anni della mia vita.
Che sospironi.
Certo, mi sono ritrovata a Catania un po’ persa, senza una precisa cognizione di quanto sia accaduto in Italia. Ignoravo il discorso del ballottaggio per il sindaco della Capitale, e avevo dimenticato che il nostro nuovo Presidente del Consiglio sia Silvio Berlusconi.
Già. C’è bastato un titolo del Tg a ricordarmi ogni cosa all’improvviso. Il contenuto era più o meno il seguente: Maroni-vice-di-Silviuccio & Cuffaro-al-Senato.
Mi sono cadute le braccia a terra. Per un attimo ho sperato che si trattasse di una specie di visione, tipo di n brutto sogno, di un incubo nero nero. Invece no, è tutto vero.
E vabbè, vediamo come vanno a finire questi cinque anni. Io un paio di idee su quello che si farà le avrei: federalismo, agevolazioni fiscali agli industriali, grandi-porcate-infrastrutturali, ministeri assegnati con il professionalissimo metodo della conta…
Già qualche segno del cambiamento si vede.
Un servizio al telegiornale parlava delle bande di teppisti in America. La giornalista diceva testuali parole: “Aspirano al modello mafioso siciliano, ma ne sono ancora lontani. Per quello ci vuole organizzazione e disciplina, qualità di cui questi giovani sono carenti. “
Quando la tipa ha detto queste parole, io e mi fratello, che ascoltavamo, ci siamo guardati sconvolti.
La vedo dura, la vedo molto dura.
Spero di sbagliarmi, però.
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Ora di religione - ultima parte
in fuck, requiem per il mio neurone, riflettevo, altrui ignoranza
Oggi è il 2 Aprile 2008.
Allarmatevi pure, è proprio come pensate. Non scriverò più delle mie ore di religione, non perché il professore abbia smesso di dire cose che meritino di essere riportate, bensì perché alla sottoscritta basta sentirle una volta, e non avverte il bisogno di scriverle e, di conseguenza, think about it two times in the same day.
La scorsa lezione, ad esempio, s’è parlato dell’anima, della vita dopo la morte et cetera et cetera.
Lui, il grand’uomo, il mal celato più grande amore della mia esistenza, ha accennato alla resurrezione di Cristo.
Il terzo giorno, bla bla bla, com’era stato scritto, bla bla bla, il mistero della fede, bla bla bla, il corpo che non era corpo.
Il corpo che non era corpo?
Questa non l’ho capita. Visto che non sono una profonda conoscitrice del cattolicesimo, sebbene io abbia letto la Bibbia e abbia frequentato per sei anni il catechismo [comunione, cresima, post-cresima], ho pensato che forse era il caso di chiedere, per trovare un chiarimento ai miei dubbi.
Io: << Prof, scusi, non capisco. Che significa che il corpo non era corpo? >>
Prof: << Cristo, quando è resuscitato, non era proprio in carne ed ossa. Era in una sostanza divina… >>
Io: << Ma io ci vedo un po’ una contraddizione. San Tommaso dice che non crede finché non può toccare la carne di Cristo, allora, se Cristo non era in corpo, San Tommaso, quando tocca, che tocca? >>
Prof: << Questo non possiamo saperlo, lo accettiamo per fede. >>
Se devo essere sincera, mi sono rotta definitivamente le scatole di sentir parlare di accettare roba per fede. Non chiedo che mi si provi l’esistenza di un qualsiasi dio, però gradirei che le religioni fornissero almeno dei dati fondati su qualcosa di certo, e non delle verità date per plausibili perché col tempo sono state accettate.
Diamine, sono meglio disposta ad abbracciare il culto della Grande Madre!
Scusatemi, ho la spiritualità di un lavandino rotto abbandonato in mezzo alla strada.
Quindi è finita, salutate con la manina Prof, le sue frasi fatte e le sue assurdità, perché se non ne dirà qualcuna di veramente abnorme, non intendo veicolare ancora il suo pensiero, non poiché è sbagliato [chi sono io per giudicare?], ma poiché rischio di cominciare a diventare intollerante. Io amo la tolleranza. Io sono la tolleranza fatta persona. Ecco, la tolleranza si è reincarnata in me. Su, adoratemi. No, eh? Uff, non può capitare una seconda volta? Se convertissi Berlusconi al LaCapanesimo, lui potrebbe fare una leggina, piccola piccola, che tolga la libertà di culto e che mi faccia diventare una nuova divinità. Una sorta di Zeus al femminile… Già vedo i templi sulle montagne, il mio simulacro sparso in ogni dove, le offerte.
Think big.
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in fuck, riflettevo, altrui ignoranza
Oggi è il 23 Marzo 2008.
Non trovo giusto che solo il Papa possa lanciare un messaggio alla città ed al mondo. Così lo faccio anche io, dall'alto della mia condizione di blogger-senza-internet.
Cara città e caro mondo,
e con città intendo tutte le città e con mondo intendo tutto il mondo, oggi sarebbe Pasqua. Dico 'sarebbe' perché non è che la festività mi prenda più di tanto. Comunque, per quasi ognuno di voi è Pasqua, quindi meritate un bel discorso di quelli che si fanno soltanto quando è rosso sul calendario.
Città e mondo, non è che ve la stiate passando bene, al momento. Lo so, ne stanno accadendo di tutti i colori, e so anche che vi aspettate che passi un po' in rassegna la condizione economico-politico-sociale di questi giorni, ma non lo farò. Però una cosa ve la dico: entrerò in borsa. Nel senso che voglio mettermi a fare l'azionista.
Che titoli sceglierò? Alitalia, ovviamente. Vado sul sicuro, così tiè, mi arricchisco e non se ne parla più.
Come? Alitalia non conviene? Ma che dite?! Siate lungimiranti! Avete capito il discorso della cordata italiana, no? Se il Berlusca ci mettesse del suo, state certi che i titoli salgono, eccome se salgono. E sarà il mio momento: io, che con sessanta centesimi avrò acquistato una, e dico una, azione, la potrò rivendere almeno a dieci euro. Guardate la cosa in proporzione:
25 : 0.60 = 25 : 10
Dev'essere stato in questa maniera che Silviuccio bello si è inquattrinato.
A proposito di borsa, parliamone, ma non in caratteri economici.
Discutiamo della mia borsa, quella che ieri sera mi hanno scippato sotto casa di Altradearfriend. Io stavo camminando serena, pensando ai fatti miei, e tutt'a un tratto mi sento strattonare con forza e la mia borsa, la mia amatissima borsa, mi scivola lungo la spalla. Io la acchiappo, tiro, urlo, il ragazzo che guidava accelera, quello che teneva la borsa mi grida qualcosa, stringe la presa e basta.
La mia borsa prendeva il largo su uno Scarabeo beige senza targa, in mano a due ragazzini che potevano avere al massimo la mia età.
C'era il portafoglio con tre euro, la mia carta d'identità, il codice fiscale, la tessera sanitaria, il patentino del motorino, il foglio rosa, le chiavi di casa, le sigarette, e gli assorbenti [sono donna anch'io, una volta al mese].
Come una perfetta idiota, non mi sono rassegnata ad essere stata scippata, e mi sono messa a correre inseguendo i due deliquentelli e gridandogli dietro bestemmie da camionista.
Quando ho capito che non c'era niente da fare, mi sono fermata in mezzo alla strada, ho ripreso fiato, ho acchiappato il cellulare che tengo sempre in tasca, e ho telefonato al 113.
Cinque minuti dopo, due agenti di una volante dei Carabinieri mi chiedevano di descrivere cosa fosse accaduto, prendevano le mie generalità e cercavano di consolarmi dicendo che, tanto, se non c'erano soldi, probabilmente avrebbero buttato la borsa da qualche parte e che c'erano buone possibilità di ritrovarla.
Altradearfriend e Dearlowe, che arrivavano in quel momento, e mi hanno vista parlare con quei due tizi in divisa, mi hanno guardata con la faccia a punto interrogativo.
Altradearfriend: << LaCapa, che hai fatto? >>
Non "Che è successo?" o "Perché i Carabinieri sono qua?", bensì proprio un "Che hai fatto?".
La borsa, ovviamente, non è tornata alla sua legittima proprietaria. Che poi, non era niente di che. Era una sacca beige, di mia sorella, vecchia di più di sette anni, con un valore affettivo veramente importante. Mio padre non la sopportava, diceva che sembravo un posteggiatore abusivo.
Nel mio periodo writer appassionata di cultura hip-hop, in quella borsa ci tenevo le bombolette appena acquistate, quando mi sono buttata sulla musica e appena avevo soldi filavo in negozio di dischi ci conservavo i cd, ci nascondevo i libri, in estate c'era sempre dentro un asciugamano per tenermi pronta ad andare al mare. A Lipari... A Lipari c'erano i costumi ed i pantaloncini, essenziali per passare da una spiaggia all'altra.
La prima volta che ho preso l'aereo, per andare a Roma, quella borsa è stato il mio bagaglio a mano. Dentro: una macchina fotografica, il caricabatterie del cellulare e della digitale, un libro, il lettore mp3 rotto, e la mappa di Roma.
E poi, il portafoglio. Me l'aveva regalato mia madre a Natale, un paio di anni fa. Soldi non ce n'erano, ma c'era qualche foglio di carta a cui tenevo veramente tanto... Il biglietto dell'AST, Agenzia Siciliana Trasporti, che dalla stazione del treno di Milazzo ha portato me e le Dears al porto da dove, con un altro biglietto che stava sempre nel portafoglio, ho preso l'aliscafo Siremar in direzione di Lipari. Che altro c'era? Il tagliando del biglietto Catania - Roma, quello Roma - Catania, l'abbonamento della metropolitana romana.
Direte: Che te frega? Me frega, me frega... Ogni tanto li tiravo fuori e me li guardavo, e mi piaceva farmi assalire dalla nostalgia. Adesso non posso più, per due cretini che con quello che hanno trovato non possono neanche andarsi a mangiare un panino da McDonald's.
Stamattina sono andata in questura, a fare la denuncia. Una saletta piccola, con le pareti rivestite in legno ed un tizio, dietro una scrivania, che era a metà tra il commissario Winchester dei Simpson ed un tricheco.
Dov'è successo?
Dove portava la borsa?
Saprebbe riconoscere i ragazzi che hanno operato lo scippo?
Su che motorino giravano?
La targa la ricorda?
Cosa conteneva, di preciso, la borsa?
Mi ripete la via dove è accaduto?
Era da sola?
Scusi, la via dove è stato portato a compimento lo scippo?
A che altezza, più o meno?
Ne è certa?
L'orario? Che ora era?
Un'ultima cosa: dov'è successo?
Giuro, ho ripetuto la stessa cosa per quindici volte. Ne ho ricavato tre fogli identici: uno da tenere con me che sostituisca tutti i documenti andati perduti, uno da presentare al Comune per farmi rifare la carta d'identità [che culo, dovrò farmi una nuova fototessera! In quella vecchia, sembravo un uomo pronto per lasciare le sue impronte digitali, nella migliore tradizione criminale made in USA] e un altro da portare alla Motorizzazione Civile per ottenere una copia del patentino.
E ci sarà anche da cambiare la serratura di casa.
Cara città e caro mondo,
e con città intendo tutte le città e con mondo intendo tutto il mondo, oggi mi andrebbe di mandarvi a fanculo senza concedervi diritto di replica.
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When everything seems like the movies
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Ora di religione - parte 12 [più altre perle]
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Finalmente l'ho trovato. L'ho cercato e sono stata premiata.
E' lui, è lui.
E' "Menomale che Silvio c'è".
Amo YouTube, infinitamente grande ed infinitamente buono.
Ed ecco, di seguito, il testo integrale.
“A Silvio”
Testo e Musica: Andrea Vantini
Si è detto troppo
E anche di più
Si è usata pure la musica contro
Oggi canto anch’io
E dico che
Menomale che Silvio c’è
Non ho interessi politici
E non ho neanche immobili
Ho solo la musica
E penso che
Menomale che Silvio c’è
Ci hanno provato
scrittori e comici
Un gioco perverso
Di chi ha già perso
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
La musica suona senza colori
Ma i riferimenti sono reali
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Canto così
Con quella forza
Che ha solamente
Chi non conta niente
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
E non è finita. Guardate qui.
Pensate che, se volete, potete anche scaricare la suoneria per il cellulare. Ditemi, non è proprio il sogno della vostra vita che si avvera?
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