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Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo


Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo


Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni


Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

Stefano Benni



gemelli

Questo blog è nato il 17 Giugno 2007 ed è del segno dei Gemelli, io sono Bilancia. La nostra pare sia un'unione magnetica destinata a non durare. Relazione breve, calda e dolce, con una forte componente intellettuale.

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    Every little thing is gonna be alright

    giovedì, 31 gennaio 2008 @ 12:50
    in fuck

    Ieri sera sono stata a sentire Marco Travaglio.
    Ieri sera sono stata a sentire Marco Travaglio.
    Ieri sera sono stata a sentire Marco Travaglio.

    Ieri sera mi è stato chiaro come poche altre volte in vita mia, che io voglio fare la giornalista.
    Ieri sera mi è stato chiaro come poche altre volte in vita mia, che io voglio fare la giornalista.
    Ieri sera mi è stato chiaro come poche altre volte in vita mia, che io voglio fare la giornalista.

    Ieri sera mi sono fatta autografare il libro da Marco Travaglio, e gli ho stretto la mano.
    Ieri sera mi sono fatta autografare il libro da Marco Travaglio, e gli ho stretto la mano.
    Ieri sera mi sono fatta autografare il libro da Marco Travaglio, e gli ho stretto la mano.

    Ieri sera, tornando a casa, non sono riuscita a non pensare che, probabilmente, finirò chiusa in un ufficio statale a girarmi i pollici, senza possibilità alcuna di fare quello che voglio della mia vita.
    Ieri sera, tornando a casa, non sono riuscita a non pensare che, probabilmente, finirò chiusa in un ufficio statale a girarmi i pollici, senza possibilità alcuna di fare quello che voglio della mia vita.
    Ieri sera, tornando a casa, non sono riuscita a non pensare che, probabilmente, finirò chiusa in un ufficio statale a girarmi i pollici, senza possibilità alcuna di fare quello che voglio della mia vita.

    Ieri sera pendevo dalle labbra di Marco Travaglio e del giudice Felice Lima.
    Ieri sera pendevo dalle labbra di Marco Travaglio e del giudice Felice Lima.
    Ieri sera pendevo dalle labbra di Marco Travaglio e del giudice Felice Lima.

    Ieri sera ho riso dell'Italia che sta andando in pezzi, e l'ho fatto assieme a non so quante altre persone.
    Ieri sera ho riso dell'Italia che sta andando in pezzi, e l'ho fatto assieme a non so quante altre persone.
    Ieri sera ho riso dell'Italia che sta andando in pezzi, e l'ho fatto assieme a non so quante altre persone.

    Ieri sera ho pensato che avrei dovuto fare come ha fatto un ragazzo vicino a me: si era portato tutti i suoi articoli e aveva l'intenzione di darli a Marco Travaglio. Aveva anche un biglietto da visita. Mi sono vergognata di aver pensato di far leggere a Marco Travaglio i miei articoli.
    Ieri sera ho pensato che avrei dovuto fare come ha fatto un ragazzo vicino a me: si era portato tutti i suoi articoli e aveva l'intenzione di darli a Marco Travaglio. Aveva anche un biglietto da visita. Mi sono vergognata di aver pensato di far leggere a Marco Travaglio i miei articoli.
    Ieri sera ho pensato che avrei dovuto fare come ha fatto un ragazzo vicino a me: si era portato tutti i suoi articoli e aveva l'intenzione di darli a Marco Travaglio. Aveva anche un biglietto da visita. Mi sono vergognata di aver pensato di far leggere a Marco Travaglio i miei articoli.

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    Menzogne

    mercoledì, 30 gennaio 2008 @ 19:25
    in requiem per il mio neurone

    Donne! [E' arrivato l'arrotinooo...]
    E' giunto il momento di essere solidali tra di noi, è giunto il momento di coalizzarci contro un nemico comune, per vincerlo ed abbatterlo. Definitivamente.
    Donne!
    Basta con le menzogne. Basta coi vari:

    << Ma io mi faccio bella per me stessa... >>

    Mai balla fu più grossa.
    Io, per me stessa, non passo un pomeriggio a farmi la ceretta. Eh no. Io, per me stessa, sto bene anche pelosa come un camionista ceceno.
    Che mi frega se ho le gambe più capellute di Totti? L'uomo discende dalla scimmia. E anche la donna.
    Che m'importa se sotto le ascelle ormai si sono formate comunità indipendenti di folletti dei boschi? Io amo il verde, amo la natura.
    Che interesse dovrei avere nello strapparmi le sopracciglia con una pinzetta? Più sono folte, meglio sottolineano lo sguardo. E poi, allo yeti nessuno ha mai chiesto di farlo, perchè per me dovrebbe essere una necessità?

    Non è forse diffusa la moda che "acqua e sapone è meglio"? Non è forse comune sentir dire che le ragazze artefatte perdono parte del loro fascino?

    A L L O R A

    Io dico NO alla ceretta!
    Io dico SI alla bellezza naturale! [E a Valsoia]

    Donne!
    Vi rendete conto che è sbagliato il concetto di "dover piacere"?
    Mi spiegate perchè un uomo è affascinante soprattutto con una lieve barbetta incolta, mentre la nostra lieve barbetta incolta deve essere estirpata?
    Sono ingiustizie! Residui di una civiltà ancora maschilista e fallocentrica!

    Uniamoci. Attacchiamo rasoio e ceretta al chiodo.
    Perchè un mondo migliore, è possibile!

    [Tutto ciò per dire che passare il pomeriggio a farsi la ceretta è avvilente...]

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    Selezionatemi tutta

    martedì, 29 gennaio 2008 @ 19:50
    in webbate

    Z-Blog Awards, Sw4n powered: Nominee

     

    Ci sono, ci sono, ci sono!

    Sono passata alla seconda fase, in ben due categorie, nonostante il numero irrisorio di bloggers che hanno votato per la sottoscritta.

    Le categorie sono:

    Miglior Z-Blog femminile

    &

    Miglior Z-Post [una sola nominèscion ottenuta, la mia]

    Ora, giacchè ci sono, che ne dite di andare su www.sw4n.net e votarmi? Il post candidato s'intitola "Futurama", l'indirizzo del blog lo conoscete tutti. Dunque, che state aspettando?

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    Sensualità a corte

    lunedì, 28 gennaio 2008 @ 17:39
    in requiem per il mio neurone

    Sempre per via dei famosi anticorpi infami, la mia femminilità è esplosa. Nel senso che è proprio andata in pezzi.

    Oggi sono passata da "mi-sento-sexy-come-un-rinoceronte-indiano" a "mi-credo-affascinante-quanto-una-locusta-thailandese", e ho concluso il mio percorso con un soave "oddio-sprizzo-sex-appeal-da-tutti-i-pori-neanche-fossi-un-coccodrillo-indonesiano
    -che-mangia-vermi-intestinali"
    .

    Ebbhè, ho gli occhi gonfi e rossi, le occhiaie, il naso che perde peggio di un rubinetto riparato con lo scotch, le labbra gonfie e la faccia pallida che nemmeno la luna è così bianca. Sembro una tossica ridotta male.

    Vi posterei una foto, è che poi sono sicura che non tornereste più a leggermi per paura di ritrovarvi ancora la mia faccia davanti. No, non sto esagerando. Si, sono proprio fisicamente distrutta. Comincio a credere che la colpa di tutto sia del rosso.

    A Capodanno, affinchè mi portassero fortuna, avevo con me un bel po' di roba di quel colore. Completino intimo rigorosamente red-passion [maddeche?], portachiavi con coccinella, calzini che neanche Babbo Natale e, per essere ancora più a tema, m'ero perfino tinta le unghia dei piedi con uno smalto che era più rosso del semaforo rosso. Troppo rosso, evidentemente.

    Avete presente la regola dei segni matematica?

    Meno per meno fa più.

    Più per meno fa meno.

    Più per più fa più.

    E via dicendo.

    Avrei dovuto pensarci:

    Fortuna per fortuna fa sfiga cosmica.

    Menomale che me la sto beccando tutta adesso che sono di buon umore, perchè se mi capitasse roba come quella che mi sta capitando adesso in periodi leggermente peggiori, sarei capace di mettermi ad ascoltare artisti come Masini ed Antonacci, con le ripercussioni emozionali che potete facilmente immaginare.

    Giuro, prima o poi la smetterò di parlare dei miei anticorpi.

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    Meglio di Mastrota

    domenica, 27 gennaio 2008 @ 17:05
    in stronzate in libertà, requiem per il mio neurone

    "Pepepeppepepepepeppepepepepepeppepepe!"... Li sentite? Sono i miei anticorpi che fanno il trenino, bevendo e fumando e mangiando e ballando. Disgraziati! Ce ne sono un paio chiusi in una stanza che si riproducono, e io sto qua, che casa mia sembra essere diventata la succursale del reparto geriatria di un ospedale. E devo sbrigarmi a sentirmi meglio. Tra tre giorni dovrei essere a sentire Travaglio, e tra cinque dovrei prendere un aereo per la Capitale, per Roma. Che rabbia. Io non mi ammalo mai, in genere...

    Sapete una cosa? Credo di essere l'unica ragazza a cui non piace lo shopping.

    Immaginate: io, diciottene di corporatura normale, compro rapportandomi a tizie del genere:

    E poi è logico che mi fa schifo tutto quello che mi metto addosso. Ma a questo c'è un rimedio: cambiare i camerini.

    I negozi hanno quasi sempre camerini striminziti, troppo illuminati, con specchi eccessivamente vicini all'eventuale acquirente. Risultato? A quella distanza dallo specchio e con quell'illuminazione vedo tutti i miei difetti, e ne trovo di nuovi. Quindi, la soluzione è la seguente: riservare più spazio alla prova dei capi, e lasciarlo in penombra.

    Ommioddio, quanto sono futile! E' che è appena tornata a casa mia sorella dalle compere. Era uscita stamattina alle 10.00. E' entrata in camera piena di pacchi, pacchetti, buste e scatole, e ha cominciato immediatamente a mostrarmi i risultati dei suoi sforzi.

    Lei: << No, cioè, ma hai visto quant'è carino questo vestitino? E se ti mostrassi quanto mi sta bene! Cioè, mi sta proprio bene! >>

    Io [dal mio letto, immersa nella lettura di "Mani Sporche", alzo lo sguardo con aria svogliata]: << Uhm, si... >>

    Lei: << E questo maglioncino? Con la giacca nuova ci sta che è un amore. Ho cercato anche i pantaloni in coordinato, ma erano finiti. Peccato! >>

    Io [vedi sopra]: << Già, mi spiace... >>

    Lei: << Per non parlare dei panta-collant. Il color prugna si sta portando tantissimo quest'anno. >>

    Io: << Si? >>

    Lei: << E... tahdan! Le scarpe! Però non ho trovato un paio di stivali... >>

    Io: << Ti sei comprata un altro paio di scarpe? >>

    Lei: << Bhè, marroni non ne avevo... >>

    Io: << E hai cercato altri stivali? >>

    Lei: << Ne ho solo quattro paia, e poi un paio sono anche vecchi... >>

    Io: << Uhm >>

    Lei: << E poi, hai visto quant'è favoloso questo completino intimo? L'ho preso in due varianti di colore diverse... Mi fanno impazzire i brillantini sul perizoma! >>

    Io: << Wow... >>

    E lei ha continuato a parlare, a tirare fuori roba. Quelle buste sembravano la borsa di Mary Poppins. E poi, dulcis in fundo.

    Lei: << Non è che mi presteresti parte del tuo armadio? Nel mio, non ci entra più niente! >>

    Ho mugugnato qualcosa che somigliasse ad un assenso solo per liberarmi della sua invadente presenza, e per farla tacere, visto che si profilava un mal di testa epocale.

    A me non piace lo shopping. Soprattutto quello altrui.

    [Che ne dite di andare su http://www.sw4n.net/ e votarmi come miglior Z-blog femminile? Dovete solo lasciare un commento in cui scrivete: miglior Z-blog femminile ->  http://luisasantangelo.splinder.com/ ]

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    Arbeit macht frei

    domenica, 27 gennaio 2008 @ 11:56
    in fuck, riflettevo, altrui ignoranza

    "Il lavoro rende liberi": questa frase, sopra i cancelli di Auschwitz.

    La Shoah. Una vergogna per l'umanità intera, un buco nero che non deve essere dimenticato. Eppure, c'è qualcuno che ha il coraggio di negare che sia realmente esistita.

    LaCapa is totally fluo! ∙ commenti (2) ∙



    Oh, yeah! I love my medicine

    sabato, 26 gennaio 2008 @ 17:56
    in webbate, stronzate in libertà, requiem per il mio neurone

    Au Revoire [anche se spero di non rivederti], nostro caro Totò Vasa Vasa. La politica siciliana deve vergognarsi per un mafioso in meno.

    Non siete felici che si sia dimesso?

    Ora, visto che mi sono accorta che il contenuto politico del blog è aumentato esponenzialmente negli ultimi giorni, torno alla mia consueta idiozia.

    Le mie difese immunitarie sono ad un Nutella party, e pare non abbiano intenzione di tornare. Me li immagino proprio i miei anticorpi: ballano, mangiano, bevono, flirtano... E la sottoscritta si trova a dover andare a scuola con la febbre alta e a dormire con le aspirine sotto il cuscino.

    Ma mi vendicherò! Oh, si che mi vendicherò. Aspettate e vedrete.

    Caspita, questi non sono contenuti adatti ad un blog nominato ai prestigiosissimissimissimi Z-blog Awards.

    Caspita, questo blog non è adatto ad essere nominato ai prestigiosissimi Z-Blog Awards. E vi spiego le ragioni:

    1) I blogger seri parlano di se stessi in terza persona, come Cesare. Io parlo di me stessa in prima persona, come tutti.

    2) I blog seri hanno un template ultra-figo, o comunque ultra-personalizzato. Il mio template lo trovo figo, ma non è ultra-personalizzato.

    3) I blog seri non cambiano titolo. Ah, già, ho cambiato titolo, anche se non so da dove avreste dovuto capirlo, dal momento che non c'è nemmeno un angolino dove viene visualizzato il titolo [i sinonimi non esistono]. Prima qui era "Il Dolore E' Così Vicino Al Piacere", ma mi cercavano in troppi che mi credevano pornografica, quindi non mi andava più bene. Adesso qui è "La Compagnia di Pulizie", perchè è la prima cosa che leggo quando mi sveglio. Alzo lo sguardo, e vedo un volantino fatto per me dalle dears: ci sono le nostre foto, e sopra, grande grande, c'è scritto "La Compagnia di Pulizie".

    4) I blogger seri amano la loro piattaforma, in salute ed in malattia, finchè morte non li separi. Io odio splinder e i suoi manutentori che mi cancellano post e commenti.

    5) I blogger seri non fanno liste del perchè loro, seri, non lo sono.

     

    Siate buoni, i neuroni sono accaldati, non ragionano. Siate doppiamente buoni: commentate nel post di Sw4n supportando la mia candidatura? Dovete solo scrivere: miglior z-blog femminile: http://luisasantangelo.splinder.com/...

    LaCapa is totally fluo! ∙ commenti (4) ∙



    R.I.P. [again]

    giovedì, 24 gennaio 2008 @ 21:10
    in fuck

    E' finita.

    Il Governo Prodi ha chiuso. E ora? Mi spiegate, adesso, dove andremo a finire?

    Cascasse il mondo, io la destra non la voterò MAI.

    LaCapa is totally fluo! ∙ commenti (10) ∙



    Io voglio cambiare Paese!

    giovedì, 24 gennaio 2008 @ 17:01
    in fuck, webbate, altrui ignoranza

    15:47  Fabris: Cusumano si dissocia da Udeur
    Il senatore Nuccio Cusumano si dissocerà in Senato dall'Udeur sul voto di fiducia al governo Prodi, ma non è ancora chiaro se non parteciperà al voto o se voterà per Prodi. Lo ha riferito il capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris. "Siamo allibiti - ha detto Fabris - perché Cusumano sta con Mastella fin dall'inizio; è un tradimento che non riusciamo a capire, ma che sicuramente non ha ragioni politiche, bensì di altro tipo". Fabris ha quindi riferito che Cusumano si è iscritto a parlare per la discussione generale e non nelle dichiarazioni di voto finale
    15:56 Cusumano: "Scelgo per la fiducia a Prodi"

    "Scelgo per il Paese, scelgo per la fiducia a Romano Prodi" ha detto Nuccio Cusumano chiudendo il suo intervento al Senato: Il clamore sucitato in Aula ha costretto Marini a sospendere la seduta. "Scelgo in solitudine, con la mia libertà, con la mia coerenza, senza prigionie politiche, ma con la prigionia delle mie idee" ha detto Cusumano, annunciando il suo sì alla fiducia all'esecutivo

     

    16:00 Barbato si scaglia contro Cusumano: pezzo di merda
    Al grido di "pezzo di merda" il senatore tommaso Barbato, capogruppo dell'Udeur a palazzo Madama, è corso in aula mentre dal video fuori dall'aula stava ascoltando la dichiarazione di voto di Nuccio Cusumano
    16:03 Malore di Cusumano il Aula per le urla di Barbato
    Al termine del suo discorso nell'aula del Senato il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano si è sentito male. Il malore è arrivato dopo che il capogruppo del Campanile Barbato è entrato in Aula e andandogli incontro gli ha urlato in faccia "Pagliaccio, venduto". In aula intanto era scoppiato l'inferno con insulti - "cesso", "troia" e "frocio" - indirizzati a Cusumano. Il senatore è stato soccorso da colleghi e commessi, mentre il presidente Marini ha sospeso la seduta per cinque minuti. Cusumano, dopo essersi messo a piangere, si è sdraiato tra i banchi circondato dai colleghi, in attesa dell'arrivo del medico
    16:11 "Barbato ha sputato a Cusumano"
    Non si è limitato all'improperio in Transatlantico, ma una volta entrato in aula Tommaso Barbato si è diretto verso il banco del collega di partito dell'Udeur, Nuccio Cusumano, e gli ha "sputato in faccia, cercando anche di colpirlo", facendogli con le mani il segno della pistola. Cusumano, sentitosi aggredito, "è svenuto" e quindi il presidente Marini ha sospeso la seduta dell'aula per alcuni minuti. A riferire ai giornalisti quanto accaduto nell'emiciclo è il senatore Sergio De Gregorio, leader del Movimento degli italiani all'estero
    16:14 Cusumano portato via in barella
    Nuccio Cusumano, dopo essere stato colto da malore è stato portato via dall'Aula in barella. La seduta è ripresa e il vicecapogruppo del Pd, Luigi Zanda, ha chiesto al presidente Marini di prendere provvedimenti contro il capogruppo del Campanile Tommaso Barbato che ha aggredito il collega Cusumano. I senatori dell'Unione hanno applaudito a lungo

    16:19 Marini: notizie rassicuranti su Cusumano
    "Le notizie che ci arrivano sono rassicuranti". Così Franco Marini tranquillizza sulla salute di Cusumano, portato via in barella dopo l'aggressione da parte del suo capogruppo. "Il Consiglio di presidenza del Senato si occuperà di quanto avvenuto", ha anche annunciato Marini, sottolineando che "ci sarà fermezza contro chi ostacolerà i lavori dell'Aula"
    16:21 Gagliardi denuncia gli insulti contro Cusumano
    La senatrice di Prc, Rina Gagliardi, giornalista, inizia il suo intervento in Aula dando la solidarietà al senatore Nuccio Cusumano apostrofato in vario modo dai colleghi e in particolare dal senatore di An, Nino Strano, che dopo l'annuncio di dare la fiducia a Prodi lo ha apostrofato "checca squallida"
    16:22 Barbato: non ho sputato o aggredito Cusumano
    "Non gli ho sputato e non l'ho offeso. Certo, non l'ho trattato bene, ma non l'ho aggredito". Si difende così il senatore dell'Udeur, Tommaso Barbato, davanti a una selva di telecamere, microfoni e giornalisti, che gli chiede di raccontare come siano andati i fatti in aula che hanno provocato un malore al collega di partito, Nuccio Cusumano. "Ma quello sviene tutti i giorni" ha commentato, precisando "nella maniera più assoluta io non ho sputato, l'ho solo indicato con il dito dicendo traditore"
    16:31 Barbato: cosa hanno offerto a Cusumano per cambiare idea?
    "Non capisco, davvero. Fino a poche ore fa le sue dichiarazioni sul voto di fiducia erano diverse. Cosa è cambiato? Cosa gli ha fatto cambiare idea? Gli hanno offerto qualcosa? Non lo so, verificheremo, ma quanto è successo è grave, la politica e l'Italia hanno bisogno di uomini seri". E' un fiume in pena il senatore dell'Udeur, Tommaso Barbato. "C'è stato un ufficio politico dell'Udeur, che ha deciso un'altra cosa, e anche lui aveva sottoscritto. Questa è mancanza di serietà, dignità e coerenza - insiste Barbato vistosamente agitato - Lui la chiama responsabilità verso il Paese, io no. Cosa è cambiato? E' incoerenza o mercato di voti?", ripete più volte
    [fonte: LaRepubblica]

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    Ora di religione - parte 10

    martedì, 22 gennaio 2008 @ 15:27
    in stronzate in libertà, riflettevo, altrui ignoranza

    Oh oh oh. Come Babbo Natale giungo a voi carica di doni. Il professore è tornato e mi ha dichiarato il suo amore.

    Credo sia l'unico insegnante di religione che interroga per mettere dei voti. Immaginate la mia costernazione pensando che, toh, dovevo avere una discussione con lui per avere un voto a fine quadrimestre. Già gongolavo come il signor Burns, quando qualcuno informa il prof che voleva che lui rispiegasse quello che aveva detto sugli Ebrei e la persecuzione cui sono stati sottoposti.

    Vi risparmio gran parte di ciò che ha detto, e mi limito a riportare fedelmente [ho preso appunti, ebbene si] i commenti dell'uomo ad alcuni eventi.

     

    - 313 d.C. = Editto di Costantino. Tolleranza nei confronti dei Cristiani, i quali poterono finalmente professare liberamente la propria fede.

    - 380 d.C. = Editto di Tessalonica. Sotto Teodosio, il Cristianesimo viene proclamato religione ufficiale dell'Impero Romano.

    << Perchè a quel tempo Dio era una cosa importante, non come oggi. Molti ragazzi Lo trattano come fosse un soprammobile. >>

    - 1096 d.C. = Prima Crociata. Dopo ve ne furono altre sei, allo scopo di liberare la Terra Santa, togliendola dalle mani di Ebrei e Musulmani.

    << Come sapete, dall'amicizia tra Dio ed Abramo è nata la Bibbia. Dio ha eletto gli Ebrei a suo popolo prediletto, ma da essi è stato rinnegato più e più volte. Per questo, ad un certo punto, si stanca di essere tradito. Fine del Vecchio Testamento. Cristo scende in Terra per rinnovare l'Alleanza, che non è più con un solo popolo, ma con tutta l'umanità. Inizio del Nuovo Testamento. Gli Ebrei rinnegano questa parte della Bibbia e non accettano Cristo quale figlio di Dio. I Cristiani, dunque, cercano di riportare al Cristianesimo le terre di cui si parla nella Bibbia. Se vogliamo essere del tutto sinceri, si pensa che qualche esponente religioso del tempo abbia fomentato l'uccisione di molte comunità non Cristiane. >>

    - 1555 = Viene 'inaugurato' il Ghetto di Roma, ad opera di Papa Paolo IV.

    << Azione orrenda da parte di un Papa, fatta non con scopi malvagi, ma comunque ha segnato una pagina buia della Chiesa. >>

    - 1937 = Prime leggi razziali in Italia.

    << Alcuni storici, per motivi ideologici, dicono che la Chiesa si comportò malissimo. Ma non è così. Pensate, Papa Pio XI mandò addirittura un'enciclica alla Chiesa Tedesca, intitolata "Con Ardente Sollecitudine", nella quale si denunciavano, con veemenza, i crimini del nazismo e delle persecuzioni razziali. >>

     

    Non ho verificato le date degli eventi, però, se la memoria non m'inganna, dovrebbero essere corrette. Le frasi del professore sono riportate esattamente uguali a come sono state pronunciate. Ad un certo punto, ho creduto che stesse per parlarmi di come Dio ha creato Eva togliendo una costola al povero Adamo. Altro che evoluzionismo. Puah! Comunque non l'ha fatto [il che mi ha stupita parecchio].

    Mi sarei aspettata un bel dibattito sulla Sapienza del Papa, però credo che abbia volutamente evitato di parlarne.

    Ricordate che ho scritto, all'inizio del post, che il profio mi ha dichiarato il suo amore? Ricordatelo! Ebbene, poco prima della fine dell'ora, in ordine alfabetico, ha detto alla classe i voti che intende attribuirci.

    Arriva a me.

    Prof: << LaCapa... Ehhhh! Per te, Distinto mi sembra molto poco. Anche Ottimo quasi non ti rende giustizia. Vorrei proprio che tutti gli alunni fossero come te. Nonostante le nostre discussioni, sei sempre sincera e partecipe, argomenti le tue tesi. Brava, brava. Le cose si devono dire come stanno. Complimenti! >>

    Io [con gli occhi sgranati]: << Ah, grazie Prof! Adesso sì che mi sento realizzata... >>

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    Non se ne può più!

    lunedì, 21 gennaio 2008 @ 19:33
    in fuck, altrui ignoranza

    {Nell'ultimo post, vi siete meravigliati dei miei sentimentalismi. Tranquilli, non voglio sconvolgervi più con le manifestazioni del fatto che anche-io-ho-un-cuore, indi torno la LaCapa consueta. Amen.}

     

    Qualcuno gli faccia uno sgambetto, lo picchi, gli strappi tutti i capelli con la ceretta, gli tiri i capezzoli con le mollette, gli faccia azzannare i genitali da un coyote femmina sessualmente attivo, lo sottoponga a sedute intensive di adolescenti affette da squilibrio ormonale per Scamarcio, gli regali un cubo di Rubik, lo mandi in un Motel con Tiziano Ferro, sperimenti su di lui tutti i più atroci metodi di tortura cinese.

    Qualcuno lo uccida.

    Qualcuno lo fermi. Definitivamente.

    Federico Moccia è tornato ad invadere le nostre sale cinematografiche, già intasate di melma come il bagno di questa famosissisma scena di Trainspotting.

    "Scusa ma ti chiamo amore". Che razza di titolo è?

    Che razza di libro è? Che razza di scrittore è?

    Porca miseria, perchè tutte quelle ragazze si flagellerebbero pur di sfiorare quell'uomo?

    Non capisco. Non capisco. Non capisco.

    E' un pessimo narratore, le sue storie sono banali, le trame inesistenti, lo stile... Lo stile? Quale stile? Ho più stile io che sono all'ultimo anno del liceo, che lui, che è ancora nelle classifiche dei libri più venduti col suo primo romanzucolo post-adolescenziale.

    Romanzo. Che parolone! Pseudo-racconto-erotico-poco-erotico. Ecco.

    Dal 25 Gennaio al cinema. Adesso pure regista.

    Non bastava che fosse sceneggiatore.

    TMSC, HVDT, SMTCA... YMCA [young man there's no need to feel down...]!

    Di questo passo, tireranno fuori un film anche dal libro della mia illustre concittadina, nonchè ex compagna di scuola, Melissa P.

    Ops, l'hanno già fatto.

    E questo nuovo film al cinema, dimostra che è proprio vero che al peggio non c'è mai fine.

    Però, questa recensione mi piace.

    (eccolo in una foto scattata mentre si compiace della sega che si sta tirando)

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    Lettera

    domenica, 20 gennaio 2008 @ 12:07
    in riflettevo

    Caro amico,

    ti scrivo, non perchè così mi distraggo un po', ma perchè so che qui non lo leggerai mai e che, in fondo, i concetti che sto per esprimere già li sai.

    E' strano: ho chiuso l'altro blog, quello che era tutto "oggi-mi-sento-così-poichè" perchè non avevo più voglia di leggere dei miei sentimenti. Adesso che quello non c'è più, ho proprio bisogno di scrivere questa cosa, quindi toh, ripiego qui.

    Caro amico, il nostro rapporto, come mi hai fatto notare ieri sera, è sempre stato molto particolare. Ci siamo conosciuti quattro anni fa, ricordi? Io ero fissata che dovevo fare la rappresentante d'istituto e ti fermai alla ricreazione parlandoti delle ragioni per le quali avresti dovuto votare me. Cominciammo a scherzare e a ridere. Miamiglioreamica, che passava da quelle parti, mi raggiunse, e si aggregò anche lei. Ci stavi simpatico, sai?

    Ovviamente, quell'anno non venni eletta, però la nostra amicizia è rimasta ed è andata avanti. E' passato un anno. In estate ci siamo un po' persi, a dire il vero, però a Settembre, all'inizio della scuola, era tutto normale.

    Tu e miamiglioreamica avete instaurato un rapporto speciale.

    Ricordo quel giorno di Gennaio: io avevo appena detto a èsolounamico che non era più solo un amico, e lui, prendendomi tra le braccia, mi aveva baciata. Ero felice. Quella stessa sera, tu e miamiglioreamica siete usciti per la prima volta insieme ed è cominciata la vostra storia.

    La situazione era comica. Tu ed èsolounamico vi chiamate allo stesso modo, e quando io e miamiglioreamica parlavamo di voi con altre persone, ci guardavano tutti con gli occhi sgranati.

    Altre persone: << Ma tu sei fidanzata? >>

    Miamiglioreamica: << Si, sto con XXXXXX! >>

    Altre persone: << E tu? >>

    Io: << Si, sto con XXXXXX... >>

    Altre persone: << Ah... E da quanto state assieme? >>

    Io & Miamiglioreamica [contemporaneamente]: << Dal XX Gennaio... >>

    Altre persone: << Wow, siete proprio così amiche?! >>

    Caro amico, tu e miamiglioreamica siete stati assieme per un anno, ed in quel periodo ci siamo allontanati, visto che voi uscivate per i fatti vostri, oppure con i tuoi amici, e io frequentavo un altro gruppo. Anche con miamiglioreamica ci sono stati un po' di casini, perchè non si parlava più granchè, c'eri sempre te...

    Caro amico, ti ho visto piangere per lei, ti ho confortato quando litigavate, ti ho difeso quando lei era arrabbiata, ho lasciato che pensasse che tu fossi più importante di lei, perchè le davo sempre torto cercando di farla ragionare. Poi, parlavo con te, e ti davo la colpa di quello che succedeva tra voi, ti facevo notare che esageravi, ti spiegavo che non volevo vedere soffrire miamiglioreamica. Vi calmavate entrambi, parlavate, e facevate pace. Ed io ero contenta, perchè vi sapevo felici, vi sapevo innamorati.

    Quando tra me ed èsolounamico è finita, il tuo abbraccio mi ha dato calore.

    Sei stato l'unica persona per la quale ho messo da parte il mio terrore per gli ospedali, venendo a trovarti dopo l'operazione. Sono scappata dopo dieci minuti, e non sono più riuscita a passare per vedere come stavi, ma c'era miamiglioreamica che mi aggiornava, e stavo tranquilla.

    Poi, anche tra voi due è finita. E dopo pochi giorni dacchè vi siete lasciati, ho scoperto che avrei dovuto passare molto tempo con te per studiare Pirandello, per prepararci al Certamen. Però tra noi non c'era imbarazzo, e parlavamo sereni, ridendo, come sempre.

    Arriviamo a quest'estate. A Lipari. Non lo sapevamo, e ci siamo ritrovati nello stesso periodo, nello stesso posto. Là ci siamo frequentati poco, ma è stato bello comunque giocare insieme in spiaggia, presentarti la svizzera carina in vacanza col gruppo cattolico che una delle prime cose che t'ha chiesto è stata "Want you have sex with me?" [anche se non proprio in questi termini], parlare davanti al mare.

    E poi altro tempo senza sentirci, fino alla nostra partenza per il Pirandelliano. Tu ed un altro ragazzo eravate gli unici che io conoscessi, così in quei cinque giorni il nostro rapporto è cambiato. Si è fatto più stretto.

    Se c'è una cosa che mi piace di noi, è che sappiamo che non ci sarà mai nulla. Non so se ti ricordi: un paio di sere, a chi chiedeva perchè fossimo sempre vicini, ho risposto che eravamo cugini.

    Ti ho parlato del tizio che m'interessava e se non fosse stato per te, probabilmente, non ci avrei mai scambiato una parola. Tu mi dicevi tante cose, ed io ti ascoltavo. E ti capivo.

    Quante paturnie assurde quell'ultimo giorno, quando, dopo una notte insonne, sono venuta in camera tua alle sei del mattino, sperando che tu avessi salutato la tipa che ci provava, ti ho tirato giù dal letto e ti ho costretto ad accompagnarmi giù, nella hall, dove stavano per partire tutti, compreso il tizio. Ed era già partito, senza che io potessi dirgli anche solo "ciao", e avevo il cellulare in mano, perchè giusto quella notte, uno che per me è stato davvero importante, aveva deciso di farmi sapere, dopo mesi, che ancora esisteva. Ti ho rotto le scatole per ore, e tu, paziente, stavi là senza mollarmi, nonostante il sonno e tutto il resto.

    E' giunto il momento di tornare, e la tua vita è andata letteralmente a rotoli.

    Il giorno prima parlavamo di stupidaggini e sorridevamo per cose altrettanto cretine, quello successivo tuo padre era in coma, e quello dopo ancora era morto.

    Ed io, ti giuro, non mi sono mai sentita così piccola ed insignificante.

    Ti ho telefonato, e tu eri incazzato come non ti avevo mai sentito. E io piangevo, all'altro capo del telefono, e tu mi chiedevi di non farlo, e ti ho mentito dicendo che no, assolutamente, non piangevo.

    E poi basta. Per te ho affrontato la mia paura degli ospedali, ma non sono riuscita ad affrontare anche quella della morte. Non sono venuta ai funerali, non sono passata a casa tua anche se abitiamo a pochi metri, non ti ho mandato nemmeno un messaggio, perchè non avevo il coraggio di dirti niente.

    Ci siamo persi dinuovo, e ci siamo ritrovati, l'altro ieri. Il giorno prima, su msn, mi avevi scritto qualcosa, ma la mia linea adsl non funziona, quindi non mi è arrivato nulla.

    A scuola, ti sono letteralmente saltata addosso, e tu mi hai detto che dovevi parlarmi di qualcosa.

    Ieri sera, ci siamo incontrati in centro. Mi hai presa da parte e, dopo tutto quello che ti è successo e dopo il mio comportamento pessimo, mi hai fatto tornare alla mente che l'ultimo giorno della tua "vecchia" vita l'abbiamo passato tutto assieme, che è stato bellissimo, che sono una persona speciale, che mi consideri un'amica e che mi vuoi tanto bene. E ci siamo abbracciati, ti ho detto che ti voglio bene anche io.

    Caro amico, io ti voglio veramente bene, ma sono una brutta persona. Non sono riuscita ad esserti vicina come avrei dovuto, e mi sento in colpa. Ma giuro, te lo giuro sul mio cuore, che voglio rimediare. Che farò quanto posso per dimostrarti che tengo a te come tengo a poche persone.

    Caro amico, ora è il caso che io chiuda questa lettera chilometrica, che ci ho messo più di un'ora a scrivere, anche perchè lo schermo è appannato per via delle mie lacrime. E sono lacrime per metà rese amare dal senso di colpa, e per metà raddolcite dall'affetto che so essere reciproco.

    Caro amico, ti ho scritto. E tu non lo saprai mai. 

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    Il Mare D'Inverno

    venerdì, 18 gennaio 2008 @ 16:30
    in riflettevo

    Oggi niente scuola. Assemblea d'Istituto a presenza non obbligatoria [leggasi: pretesto per non fare lezione].

    Dearfriendballerina ed io ci siamo viste verso le 10 e, presa la sua macchina, ci siamo dirette in una direzione a me ignota. Lei mi doveva fare una sorpresa, ha detto.

    Io non ho fatto domande e ho aspettato che arrivassimo a destinazione.

    Dearfriendballerina mi ha portata in spiaggia.

    Vi ho mai parlato della mia passione per il mare?

    Bhè, io lo adoro. Quando sono nata io, mia nonna ha deciso che i suoi nipoti avrebbero dovuto avere un posto dove andare in estate, così ha affittato una cabina per tre mesi in uno stabilimento balneare per famiglie.

    Il Lido Azzurro.

    Ancora stavo raggomitolata al calduccio dentro mia madre, che già mi cullava il rumore delle onde.

    Poi sono cresciuta; ogni estate al Lido Azzurro, da Giugno a Settembre. Sempre la stessa cabina, sempre la stessa spiaggia, sempre lo stesso mare.

    Con gli anni, il proprietario del Lido ha deciso di ampliare la clientela e di ristrutturare lo stabilimento. Adesso, il Lido è il più grande della Sicilia, nonchè uno dei più popolari tra gli studenti.

    Voi sapete che io non sono granchè legata alla mia città, però il mare è qualcosa che non potrei mai lasciarmi alle spalle, un po' sirena, un po' pescatrice, un po' turista, un po' boa, e anche un po' cozza.

    E me lo porto dietro. Quando scrivo, c'è sempre un'alta concentrazione di salsedine nell'aria.

    Oggi, sugli scogli, col sole in faccia e i gabbiani che mi volavano sulla testa, scherzando con dearfriendballerina, mi sono proprio sentita serena.

    E respiravo a pieni polmoni.

    Mare e pescatori

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