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Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo


Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo


Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni


Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

Stefano Benni



gemelli

Questo blog è nato il 17 Giugno 2007 ed è del segno dei Gemelli, io sono Bilancia. La nostra pare sia un'unione magnetica destinata a non durare. Relazione breve, calda e dolce, con una forte componente intellettuale.

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    sabato, 29 dicembre 2007 @ 22:18
    in riflettevo

    Ed ecco il classico post-buoni propositi per il 2008. Solita storia se non vi interessa: chiudete la pagina e tanti cari saluti.

    Sono pronta ad affrontare un Capodanno che, spero, si rivelerà devastante. Ho perfino passato lo smalto rosso sulle unghia dei piedi per essere ancora più a tema.

    Certo, non so ancora che farò, ma confido nella buona sorte.

    Da un paio di voi mi è stato consigliato di non sperare niente per l'anno venturo, però credo che quello che auguro a me stessa lo scriverò ugualmente, giusto per sapere dove guardare quando mi sentirò un po' persa.

    Mi auguro di finire la scuola senza disattendere alle mie aspettative, contando sempre e solo sulle mie capacità ed impegnandomi per riuscire come posso e come voglio.

    Mi auguro di vincere almeno un concorso di scrittura, quel concorso di scrittura che ho ben in testa, per vincere quei soldi e cominciare a pensare seriamente al mio viaggio post diploma.

    Mi auguro che quei giorni a Roma a Febbraio vadano bene, che io non mi debba pentire di aver colto un'occasione, e che questa specie di viaggio ottenga i risultati sperati: fare ulteriore chiarezza in me e nelle dear friends.

    Mi auguro che da Gennaio in poi la strada non sia come tutti mi dicono, ovvero in discesa, che il tempo passi lento, lentissimo, e che si lasci assaporare attimo dopo attimo.

    Mi auguro che il concerto dei Negramaro sia bellissimo, la stessa cosa vale per quello di Francesco De Gregori, e che ogni nota mi rimanga dentro, legata a delle belle emozioni.

    Mi auguro tantissime letture interessanti ed altrettanti scritti piacevoli.

    Mi auguro uscite con gli amici, sbronze da non ricordare niente della sera prima, tante di quelle risate da piangerne, baci sul collo che meritino sorrisi al loro ricordo, abbracci di sincero affetto, viaggi, conoscenze, libertà.

    E poi, concedetemelo, mi auguro di rimanere me stessa, come sono adesso. Mi auguro di non cambiare, di essere sempre quella che si fida delle persone, quella che crede nei suoi ideali e nei suoi sogni, quella che odia piangere ed evita di farlo se ci riesce, quella che ride di tutto, di sé in primis, quella che guarda lontano, ma poi non vede niente senza gli occhiali, quella che scrive questo blog perchè la diverte, ma tiene nascosto l'altro blog, perchè se ne vergogna, quella che ha tutti i vizi ma non cede totalmente a nessuno di essi, quella che non vivrebbe senza musica, anche se è stonata come una campana e non sa suonare neanche mezzo strumento, quella che si permette post autoreferenziali.

    Infine, mi auguro di poter continuare ad augurarmi tante altre cose.

    Buon 2008. Non credo che tornerò qui prima.

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    Luttazzi e Papa Ratzi [ho fatto anche la rima, tiè]

    venerdì, 28 dicembre 2007 @ 16:27
    in fuck, webbate, altrui ignoranza

    [Preso dal blog "L'inutilità"]

    Alcuni stralci della sesta puntata di Decameron mai andata in onda, ed eseguita LIVE in teatro...

    (…) << Daniele perchè ce l’hai con la religione? >>

    Perchè mi sono convinto che le religioni sono pericolose. Operano un plagio di massa che ha una funzione sociale di controllo; e che diventa pericolosissimo quando la religione tende a far coincidere il peccato col reato, e a condizionare l’attività dei governi.  Gli esempi sono all’ordine del giorno (staminali, Pacs, eutanasia) e ormai insopportabili. Ricorderete come la cChiesa si sia opposta alla ricerca sulle staminali degli embrioni perchè “l’embrione è uno di noi, è già persona”. C’erano però tre contro-argomenti formidabili: a) Quello teologico. S.Tommaso nega agli embrioni la resurrezione, in quanto privi di anima razionale, e pertanto non ancora esseri umani. b) Quello pragmatico. La Chiesa nega il battesimo ai feti abortiti in modo spontaneo. Nella prassi, cioè, la Chiesa non considera il feto una persona finchè non nasce vivo. c) Quello naturale. Di tutti i concepiti, solo il 15-20% riesce ad annidarsi nell’utero materno. La natura stessa non tutela il diritto alla vita del concepito, diritto che però si arroga la Chiesa. E’ stata poi la scienza, e non la religione, a scoprire, la settimana scorsa, che è possibile ricavare cellule staminali anche da tessuti adulti. Con la nuova ricerca sulle staminali, gli scienziati ritengono che adesso potremmo fare grandi progressi, dalla cura del Parkinson alla rigenerazione della spina dorsale nel centrosinistra.

    Abbiamo visto poi le mille pressioni vaticane per ostacolare prima i Pacs, poi i Dico, e adesso i Cus. La Chiesa ostacola i patti civili perchè minacciano la santità del matrimonio, come se si potesse considerare sacro tutto quello che si fa davanti a un sacerdote. In realtà, lo sappiamo, il motivo vero è che la Chiesa teme le unioni omosessuli. Ma se è un tema così importante, com’è che Gesù non dice parola in proposito? Gesù non dice una parola su questo, ma tante sulla tolleranza, l’accettazione, il non giudicare, il frequentare i reietti e gli ultimi. (…) La regola della convivenza umana è terrestre, non divina:ogni uomo devepoter decidere su di sè. E invece mille ostacoli. Col paradosso che i nostri parlamentari, per tenersi buoni i voti vaticani, da anni negano a noi, cittadini che li eleggiamo, i diritti che per sè loro si sono già attribuiti:da ben 16 anni, i parlamentari conviventi hanno gli stessi diritti dei parlamentari sposati.

    (…) Ecco papa Ratzi. Ride. Riderei anche io se la mia ditta non pagasse le tasse. Ma la Chiesa non fa che rispettare il dettame evangelico. Gesù disse:<<i miti erediteranno la terra>>. Ed evitò astutamente di parlare della tassa di successione. Comunque, alla Chiesa piace travalicare i limiti concordatari. Quando la Chiesa provò a fare la morale al governo spagnolo, nel gennaio di 2 anni fa, Zapatero convocò il nunzio apostolico e gli tirò le orecchie. Da noi chi tira le orecchie al cardinal Bertone, la Binetti? Oh, questa battuta rovinerà l’amicizia col cardinal Bertone. (…)

    Avete letto l’ultima enciclica di papa Ratzi? E chi, non l’ha letta? E’ così amena! E’ più divertente di un barile pieno di anguille. Spe salvi, salvi nella speranza. Un testo sulla superiorità della fede cristiana, che esalta la sofferenza, perchè avvicina alle sofferenze di Cristo. Cristo è morto in croce per i nostri peccati! Uuh, ma così ci fa sentire troppo in colpa! Non poteva solo lussarsi l’anca, per i nostri peccati? L’enciclica è piena di citazioni colte. E questo è il quiz della settimana: quali fra questi intellettuali non è citato da papa Ratzi nell’ultima enciclica? Sant’Agostino. Kant. Adorno. De Sade. La risposta è :De Sade. La Spe salvi, sorpresa! è una dura condanna alla modernità. Il giorno che venne eletto, dissi in teatro:<< Hanno eletto il nuovo papa. E’ il cardinale Ratzinger. Subito condannato di nuovo Galileo >>. Non mi sbagliavo. Dopo un mese Ratzi diss:<< La risposta alla modernità è Cristo >>. Io ho 46 anni, nella mia vita ho imparato una cosa: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata.

    Non dimentico che l’Europa moderna, laica, del commercio e della democrazia, appare col Rinascimento, nel momento in cui il cristianesimo, scosso dalla Riforma, comincia a perdere il controllo sull’organizzazione sociale. E non dimentico che la repubblica, la separazione dei poteri, il suffragio universale, la libertà di coscienza, l’eguaglianza dell’uomo e della donna non derivano dalla religione, che li ha anzi a lungo combattuti E non dimentico che grazie alla rivoluzione francese, le adultere occidentali non vengono lapidate…

    Ratzi attacca l’illuminismo, ma la Chiesa in 18 secoli non abolì la schiavitù, cosa che fece la Prima Repubblica Francese nel 1794. D’altra parte è noto che la Chiesa è lenta ad abbracciare la modernità. (…) Se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito. Le religioni sono un fatto culturale. E’ tutto molto relativo. (…) Mi piacerebbe che il papa una domenica si affacciasse su San Pietro e dicesse:<< Sapete una cosa? Nessuno sa niente. Siete liberi! >>

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    Non mi differenzio dalla massa

    giovedì, 27 dicembre 2007 @ 19:41
    in riflettevo

    State per leggere l'ennesimo post-bilancio del 2007. Se non volete farlo, chiudete la pagina.

    Il 2007 è stato un anno splendido, vissuto intensamente e con trasporto, probabilmente il più bello.

    E' stato Open Cutelli. L'Open, il mio giornale. Motivo d'orgoglio. Una piccola rivista che parlava di cose che, negli altri giornali studenteschi, non trovavano spazio. Un successo per me, LaCapa della redazione, e per gli altri che hanno fatto sì che il progetto andasse avanti, in maniera del tutto indipendente. L'ho mollato, ma ne è nato un altro molto simile, quindi sono contenta lo stesso. Per me ha significato tanto, e mi ha riempito mesi e mesi, dandomi un'ottima ragione per mostrare il meglio di me.

    E' stato il compleanno di miamiglioreamica, la sua festa, la nostra foto con Samuele Bersani ingrandita, e la mia dedica. Comprare i suoi regali e rendermi conto che le voglio davvero troppo bene.

    E' stato le soddisfazioni a scuola. Il piacere di studiare e la voglia di farlo bene, con la consapevolezza di riuscirci... Quel passo in più per il famoso 100 agli Esami di Stato.

    E' stato il FlashMob, il Vaffa Day, la mia prima intervista, i miei racconti, i complimenti ricevuti, la popolarità acquisita, le innumerevoli letture, la musica a palla nelle orecchie.

    E' stato Lipari, il campeggio con le dear friends. Un'esperienza grandiosa, che mi ha fatto scoprire delle vere amiche, per cui varrebbe la pena anche rinunciare a partire pur di non perderle. E' stato il ritardo di più di tre ore del treno che ci riportava a casa. E' stato sdraiarsi esauste su una panchina in stazione con Francesco De Gregori che cantava "La Donna Cannone" all'infinito. E' stato tre ore di sonno in sette giorni, digiuno involontario e felicità, con il mare davanti ed il sole negli occhi. E' stato non voler più tornare, per non separarsi. E' stato vedersi ogni giorno da allora ad ora, perchè ci mancavamo a vicenda e continuiamo a mancarci.

    E' stato Miamiglioreamica. Cinque anni da compagne di banco, cinque anni assolutamente fantastici. E' stato avere la certezza di conoscerla e di essere conosciuta veramente. La sicurezza che lei c'è e continuerà ad esserci. Non siamo love-love, noi. Non ci abbracciamo mai. Neanche ci salutiamo, a dire il vero. Però siamo noi, con un neurone in comune e due criceti in testa. Decisamente, quelli trascorsi sono stati 365 giorni tutti nostri.

    E' stato un'estate meravigliosa, programmando il prossimo viaggio con le dear friends, quello post-diploma stavolta. E' stato il bagno alle due di notte, bevendo direttamente dalla bottiglia di prosecco che abbiamo portato con noi per festeggiare il compleanno di dearfriendballerina. E' stato la serenata cantata a squarciagola da me e miamiglioreamica al fratello di altradearfriend, che ci guardava senza parole dalla finestra del secondo piano di casa sua. E' stato rubare i caffè al lido che abbiamo frequentato, uscendo senza pagare e senza dire una parola, sfacciate, io, altradearfriend e dearlowe.

    E' stato lottare per l'ultimo banco a destra ed ottenerlo, decidere l'Università, comprare i biglietti per andare a vedere i Negramaro, e quelli per andare a Roma.

    E' stato avere i classici occhi a cuoricino per un ragazzo che sapevo di non poter avere, perchè era già di un'altra e perchè è lontano da me. E' stato continuare finora a provare qualcosa per lui, anche adesso, essendo a conoscenza del fatto che unadelledears l'ha sentito senza che io sapessi nulla e che, se dearlowe non avesse avuto la lingua lunga, probabilmente avrei dovuto continuare ad ignorare questo piccolo dettaglio. E' stato non voler litigare, e piangere in silenzio, perchè un ragazzo non vale un'amicizia. E' stato chiedersi quanto valga quell'amicizia...

    E' stato "spiderpork, spiderpork, il soffitto tu mi sporc, tu mi balli sulla test e mi macchi tutto il rest... Tu qua, ti amo spiderpork".

    E' stato sorridere a qualcuno, salvo scoprire poi, quando ormai il mio collo aveva i suoi bei succhiottoni, che anche questo qualcuno aveva già un'altra.

    E' stato il mio diciottesimo compleanno, fanculizzando i genitori e rifiutandomi di organizzare una festa, perchè non è una cosa che mi si addice. E' stato la giornata organizzatami dalle dears, con la caccia al tesoro, il graffito tutto per me, il cartellone con le nostre foto, il karaoke quella sera con tutti lì, a dimostrarmi quanto mi volessero bene. E' stato, opinione comune, uno dei compleanni meglio riusciti e più divertenti.

    E' stato sentire anche altri "qualcuno" nella speranza di dimenticare quel solo per cui gli occhi brillano ancora, e scoprire, amaramente, che anche loro avevano già un'altra. E' stato ridere di questa cosa, e decidere che da grande farò la sfascia-famiglie. E' stato scherzare con le dearfriends, e concludere, con altradearfriend che noi non vorremmo essere baldracche, ma è il nostro cervello ad essere un po' puttana e che quindi possiamo cominciare a rassegnarci al ruolo di amante.

    E' stato il Certamen Pirandelliano, esperienza molto bella, che mi ha fatto conoscere tante belle persone, con cui continuo a parlare ancora, anche se sono distanti e, probabilmente, non ci saranno altre occasioni per rivederle. E' stato la foto con la copia di CapaRezza, l'amico ubriaco, un pigiama con gli asinelli, una telefonata alle due di notte che non avrei mai voluto dover fare, il ritorno rilassata, la fiducia in me stessa riacquistata, che ne avevo tanto bisogno.

    E' stato questo Natale che, pensandoci, non è andato male. E' stato l'ennesimo "ti voglio un bene dell'anima", detto a voce stavolta, da colui che è stato la mia prima ed unica storia breve ma importante, con cui sono rimasta amica e che senza mi sentirei un po' persa.

    E' stato i "non voglio, non voglio, non voglio, non voglio, non voglio, non voglio" di oggi, mentre parlavo con dearlowe. E' stato i piani sulle parentele possibili fatti con altradearfriend. E' stato la patente di dearfriendballerina e la sua macchina.

    E' stato il 2007. E non so quante altre cose sono successe, che però non ho voluto scrivere, perchè il post è già abbastanza lungo.

    Con un anno così alle spalle, cosa potrei desiderare per quello che deve cominciare?

    LaCapa is totally fluo! ∙ commenti (3) ∙



    Let them know it's Christmas time

    martedì, 25 dicembre 2007 @ 16:46
    in stronzate in libertà, requiem per il mio neurone

    Tra ieri a cena ed oggi a pranzo ho mangiato quanto un maiale che deve essere mandato al macello. Mi compiaccio della capienza del mio stomaco. Certo, adesso mi muovo con la lentezza di una donna al nono mese di una gravidanza plurigemellare, ma non importa. Sono pienamente soddisfatta.

    Non è che per me il Natale abbia un qualche valore religioso. Figurarsi.

    Sinceramente, non ha neanche un grande valore affettivo. Insomma, ogni anno è sempre la solita storia: cena della vigilia da parenti che vedo soltanto quando è rosso sul calendario.

    Sono molto venale: del Natale mi piacciono i regali da scartare. Non tanto per i regali in quanto tali, ma proprio per il piacere di aprire pacchetti, strappare carta traslucida, scoprire cosa ho ricevuto...

    Babbo Natale, anche quest'anno, se n'è bellamente fregato delle mie richieste.

    Di pc portatile neanche l'ombra, stesso discorso vale per la ventina di libri richiesti [me n'è arrivato solo uno, ma che supera le 900 pagine, quindi mi accontento... "Mani Sporche"] e per la giornata relax con aitanti massaggiatori. Per la lotteria, ancora non è detta l'ultima parola.

    Tranquilli, non vi descriverò gli altri regali ricevuti: non ve ne frega niente nè sono interessata a parlarvene...

    Vi racconto invece del regalino di Natale che ho fatto a mia madre [sono sadica e cattiva, si, lo so].

    Ho l'innata capacità di trovare sempre i momenti migliori per dire le cose più brutte. Un esempio:

    Quando ho fatto diciotto anni, la mia cara mammina, alle sette del mattino, è venuta a svegliarmi per darmi il buongiorno e farmi gli auguri:

    Lei: << Auguri amore mio! >> Tenerezza assurda, alla quale io non sono assolutamente abituata, accompagnata da bacio sulla fronte.

    Io: << 'Fanculo mamma! Da oggi posso fare quello che voglio... >> Girandomi dall'altra parte del letto e continuando a dormire.

    Ecco. L'avevo sempre detto che la mia prima azione da maggiorenne sarebbe stata fanculizzare i parents, e l'ho fatto.

    Ieri, a mezzanotte, c'è stato il classico momento "baci&abbracci".

    Mia madre mi abbraccia sorridendo.

    Lei: << Auguri Lu' >>

    Io: << Auguri Ma'... Ho comprato i biglietti per Roma, a febbraio parto! >>

    Ho visto il volto di mia madre diventare color arcobaleno, ho creduto di sentire in anticipo un urlo da soprano, di quelli che fanno esplodere i vetri e, sentito anche il dolore dello schiaffone che non sono riuscita ad evitare, ho vigliaccamente deciso di ripiegare.

    Io: << Scherzavo! >>

    Sospirone di sollievo della genitrice.

    Ma io a febbraio parto, quindi devo trovare, al più presto, un momento per dirle tutto. Anche perchè, affrontare lei e mio padre insieme è impossibile.

    Pensavo di parlarle il 27, quando mi accompagnerà all'Avis a donare il sangue. Un atto di cotanta generosità la renderà certo un minimo contenta di me, quindi il colpo le farà meno male.

    Certo, c'è Capodanno di mezzo... Se, per punizione, mi impedisse di passarlo coi miei amici?

    Anche a questo devo pensare.

    Però, se faccio passare altro tempo, il concerto dei Negramaro sarà troppo vicino e rischio di non poterci andare.

    Mi aspetto ritorsioni, anche pesanti.

    Avete suggerimenti per l'occasione adatta?

    Avevo pensato... A Capodanno, a mezzanotte, quando sarò coi miei amici, lei mi chiamerà per farmi gli auguri o qualcosa del genere e io, toh, per telefono! La dovrei affrontare al mio ritorno, ma intanto mi sarei tolta un bel peso.

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    A me, me piace!

    sabato, 22 dicembre 2007 @ 18:38
    in sentimentalismi musicali

    Like a Rolling Stone - Bob Dylan



    Once upon a time you dressed so fine
    You threw the bums a dime in your prime, didn't you?
    People'd call, say, "Beware doll, you're bound to fall"
    You thought they were all kiddin' you
    You used to laugh about
    Everybody that was hangin' out
    Now you don't talk so loud
    Now you don't seem so proud
    About having to be scrounging for your next meal.
    How does it feel
    How does it feel
    To be without a home
    Like a complete unknown
    Like a rolling stone?
    You've gone to the finest school all right, Miss Lonely
    But you know you only used to get juiced in it
    And nobody has ever taught you how to live on the street
    And now you find out you're gonna have to get used to it
    You said you'd never compromise
    With the mystery tramp, but now you realize
    He's not selling any alibis
    As you stare into the vacuum of his eyes
    And ask him do you want to make a deal?
    How does it feel
    How does it feel
    To be on your own
    With no direction home
    Like a complete unknown
    Like a rolling stone?
    You never turned around to see the frowns on the jugglers and the clowns
    When they all come down and did tricks for you
    You never understood that it ain't no good
    You shouldn't let other people get your kicks for you
    You used to ride on the chrome horse with your diplomat
    Who carried on his shoulder a Siamese cat
    Ain't it hard when you discover that
    He really wasn't where it's at
    After he took from you everything he could steal.
    How does it feel
    How does it feel
    To be on your own
    With no direction home
    Like a complete unknown
    Like a rolling stone?
    Princess on the steeple and all the pretty people
    They're drinkin', thinkin' that they got it made
    Exchanging all kinds of precious gifts and things
    But you'd better lift your diamond ring, you'd better pawn it babe
    You used to be so amused
    At Napoleon in rags and the language that he used
    Go to him now, he calls you, you can't refuse
    When you got nothing, you got nothing to lose
    You're invisible now, you got no secrets to conceal.
    How does it feel
    How does it feel
    To be on your own
    With no direction home
    Like a complete unknown
    Like a rolling stone?


    E questa è Carmen Consoli che la canta coi Negrita!
    How does it feel?

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    Blogger's Christmas Tree

    venerdì, 21 dicembre 2007 @ 17:43
    in webbate

    Iniziativa di ScatterHead.

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    Il 25 dicembre si accendono le luci. Lascia un commento in questo post e verrai "appeso" e linkato.
    Copia ed incolla l'albero nel tuo blog e segui questo post che verrà aggiornato ogni sera con tutti i "nuovi" blogger che si saranno uniti all'iniziativa.
    Unisciti a noi e addobbiamo l'albero di natale di Splinder!


    EDIT: C'hai i Feed al posto giusto?Perchè la "citazione" dell'albero sia valida c'è bisogno che attivi i feed nel tuo blog. è semplice: nella home di splinder clicchi su: BLOG/CONFIGURA/FEED. Nella finestra dei Feed devi selezionare: Pubblica i feed del blog: SI
    Descrizione: COMPLETA
    Savli le modifiche e il gioco è fatto.

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    Prima fissa

    venerdì, 21 dicembre 2007 @ 17:18
    in stronzate in libertà, requiem per il mio neurone

    Ve l'avevo annunciato che avrei cominciato a raccontarvi delle mie piccole fissazioni. Non è che io sia una troppo normale.

    Colleziono pietre inutili.

    << Embè? >> Direte.

    << Quanti sono quelli che collezionano quarzi, lapislazzuli, ossidiane e robette varie! >> Continuerete.

    Il fatto è che io non cerco quarzi, lapislazzuli, ossidiane e robette varie, ma proprio pietre. Da ogni posto dove vado, ne porto con me qualcuna.

    Quando ero più piccola, a sette anni credo, trovai per strada una moneta. La portai a casa tutta contenta: credevo fossero 50 lire. Mia madre la guardò, mio padre la guardò, mia sorella la guardò. Convennero tutti che non erano lire. Dopo altre ed accurate osservazioni, riuscimmo a trovare l'incisione di una data: 1867. Era una monetina d'argento coniata quando ancora c'era il re.

    Ce l'ho ancora, è conservata con cura.

    A seguito di quel ritrovamento, mi appassionai all'archeologia, così, quando quell'anno andai in gita con la mia classe a Randazzo, tenevo lo sguardo fisso a terra sperando di trovare qualcosa di datato. Non avevo trovato nulla, e stavo poggiata al muro di un castello che stavamo visitando. Mi misi a giocare con i mattoni rovinati e sporgenti, e si staccò un pezzo di pietra. Non sapevo che fare... Lo presi da terra e lo misi nel mio zainetto.

    Avevo trovato quel qualcosa di datato.

    Da allora in poi, dovunque andassi, cercavo pietre da portare con me.

    Da Roma ho un frammento di Colosseo, da Segesta e Selinunte due pezzi di Tempi risalenti al periodo della Magna Grecia, da Catania ho un mattoncino di Via Etnea, da Verona dei ciottoli presi dal cortile adiacente il famosissimo balcone, di Firenze ho una minuscola roccia presa su Ponte Vecchio, l'angolo di una mattonella da Piazza San Marco a Venezia...

    Anni fa, ho passato, con la mia famiglia, un mese in giro per Germania, Austria, Svizzera e Repubblica Ceca. Ero contentissima, soprattutto perchè vedere così tanti posti nuovi in così poco tempo non mi era mai capitato.

    Giravo con una piccola borsa a tracolla beige, in cui entravano a stento un paio di libri.

    Al ventesimo giorno, dovetti lasciarla in albergo: pesava troppo. C'erano almeno cinque chili di pietre là dentro. Prendevo i sanpietrini dalle strade. Bonn, Colonia, Dussendorf, Siegburg, Vienna, Praga... Un pezzo di città per volta, ed ero contenta. Non perdevo mai d'occhio i miei reperti: se li avessi lasciati in camera, magari quelli delle pulizie in albergo li avrebbero gettati, pensando che non fossero niente di importante.

    Da Lipari, quest'estate, ho portato via un sassolino dalla spiaggia più bella. Intendo farlo diventare il ciondolo per una collana.

    Da Agrigento, non potevo tornare a mani vuote, così alla Valle Dei Templi mi sono messa a cercare un sasso che mi piacesse: ne ho trovato uno molto interessante, arancione chiaro. Proprio bello.

    Che poi, visto che in casa mia questa malsana passione non è affatto assecondata, non riesco mai a tenere i miei pargoli catalogati ed ordinati. Fortuna che, di ognuno, mi ricordo alla perfezione dove è stato preso e in che occasione.

    Io e le mie pietre.

    (Piccola precisazione: non mi metto a rompere i monumenti o a disintegrare la strade, se è questo quello che pensate, bensì mi limito a portar via roba caduta per terra e calpestata chissà quante volte dai turisti.)

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    It's contest time, again...

    giovedì, 20 dicembre 2007 @ 20:01
    in webbate, requiem per il mio neurone

    Mi sono data ai contest. Cioè, questo è il secondo a cui partecipo, ma due mi sembrano già tanti...

    Stavo leggendo il blog [about:blank] che è già tra i miei link, e ho visto il concorso. Ho pensato: partecipo o non partecipo?

    Tentar non nuoce, giusto?

    Qui sotto trovate il post preso direttamente dallo space di Artemisia.

    [Si gioca d'azzardo!]

    Ho deciso di lanciare un gioco a premi, a cui tutti i bloggers possono partecipare, per promuovere l'attività dell'associazione Artelario. Non penso di essere la prima a proporre un gioco legato al lotto, ma proviamoci comunque!
    Il gioco consiste in questo:  chi vuole aderire, copia e incolla
    questo post nel suo blog. Dopo averlo fatto, scrive QUI (con un commento), il link del suo blog indicando un numero da 1 a 90 che non sia stato già scelto da altri. Il primo numero della ruota di Roma selezionato nel corso dell'estrazione del 5 gennaio 2008 decreterà il vincitore, a cui spediremo un pacco con il premio, che consisterà in libri a nostra scelta e gadget realizzati dall'associazione. In caso di mancata vincita, i premi saranno assegnati al secondo numero estratto, o al terzo, e così via. Noi dell'associazione ovviamente non parteciperemo. Tutto chiaro? Allora, buona giocata!

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    Futurama

    mercoledì, 19 dicembre 2007 @ 21:39
    in riflettevo, altrui ignoranza

    Il futuro è un argomento di conversazione molto ampio, che si presta ad un numero imprecisato ed imprecisabile di elucubrazioni, perlopiù inutili, perlopiù banali, perlopiù riciclate.

    Isaac Asimov immaginava che, tra una decina di anni, il mondo sarebbe stato governato da robot programmati dall'uomo ma capaci di renderglisi indipendenti grazie a soltanto tre leggi inviolabili. Il romanzo di cui parlo, "Io, Robot", racconta della rivolta di questi androidi, e della loro sconfitta, dura da ottenere e quasi impossibile da mantenere nel tempo. Macchine ribelli ed esseri umani impotenti dinnanzi alle loro stesse creature.

    Ma quella di Asimov era solo fantasia, le sue solo previsioni, infondate, riguardo un futuro remoto e ancora difficile da immaginare.

    Eppure il quesito posto dal libro è attuale, presente, ormai quasi tangibile: per quanto tempo ancora gli uomini riusciranno a controllare le proprie creazioni? Per quanto ancora la scienza sarà al nostro servizio e non viceversa?

    Hobsbawn, parlando del Ventesimo secolo, diceva che "nella misura uin cui la scienza interferisce con l'ordine naturale delle cose, essa risulta intrinsecamente pericolosa".

    Erano gli anni Novanta: Dolly era un esperimento senza proseliti, gli OGM facevano paura, il pensiero della Guerra Fredda e della corsa agli armamenti nucleari gelava il sangue e il ricordo di Chernobyl velava di sospetto l'idea di progresso industriale e scientifico.

    Siamo nel primo decennio del nuovo millennio: Dolly ha figli, nipoti e pronipoti, però è invecchiata prima delle sue quasi-simili, gli OGM sono al fresco in frigo, la Guerra Fredda e Chernobyl sono sui libri di storia, e la maratona agli armamenti è giunta alle tappe finali.

    La scienza oggi intimorisce, politici ed ecclesiastici in primis.

    E' strano. Non si tratta solo di clonazione, robotica, nucleare o ingegneria genetica, ma anche e soprattutto di medicina e di ricerca.

    Scienza sono le cellule staminali embrionali, la fecondazione assistita o lo studio sulle malattie che sono la peste del nostro secolo.

    Dove saremmo se Pasteur non avesse studiato sul vaccino?

    In virtù della risposta a questa domanda, è più che comprensibile lo sdegno di Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina, quando, nel suo discorso tenuto il 13 Febbraio 2001 a Montecitorio, ha dichiarato: << Solo in tempi bui la scienza è stata bloccata. Oggi più che mai bisogna affermare il principio che gli scienziati hanno il diritto di partecipare alle decisioni politiche piuttosto che essere vittime di movimenti oscurantisti ed antiscientisti. >>

    E probabilmente questi sono tempi bui, tempi in cui deputati e senatori decidono i fondi da destinare alla ricerca in base al consenso che potrebbero ottenere in seguito, ai voti che guadagnerebbero se..., al fastidio che darebbero a qualcuno se non...

    Scienza e medicina asservite al potere politico e religioso. Chissà Brecht quanti altri discorsi immaginari di Galileo Galilei idealizzati dovrebbe scrivere.

    "[...] Misi la mia sapienza a disposizione dei potenti perchè la usassero, o non la usassero, o ne abusassero, a seconda dei loro fini. Ho tradito la mia professione, e quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può essere tollerata nei ranghi della scienza." [fonte: Bertold Brecht, Vita di Galileo].

    L'atto di dolore dello studioso.

    Mea culpa.

    Mea maxima culpa.

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    Ora di religione - parte 9

    mercoledì, 19 dicembre 2007 @ 16:14
    in stronzate in libertà, requiem per il mio neurone

    Il professore è natalizio. Ieri ha preferito discutere delle tradizioni legate al 25 Dicembre, piuttosto che parlare di eutanasia.

    Ci ho provato a deviare il discorso, ma lui era molto insistente: non credo che vi interessi sapere delle sue elucubrazioni riguardo la differenza tra dono e regalo e l'utilità del volontariato.

    Bla bla bla ba.

    Che ora noiosa!

    Peccato, era l'ultima ora di religione del 2007.

    regali

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    Fortuna

    lunedì, 17 dicembre 2007 @ 19:07
    in stronzate in libertà, requiem per il mio neurone

    Mi serve adesso.

    Una sana e pulita dose di fattore C. Ok, non sto qua a cercare di non essere sboccata: mi serve un po' di culo, fortuna, buona sorte, fato propizio e chi più ne ha più ne metta... Il punto è che mi serve, adesso!

    Ho parlato con le dear friends, e loro per quei quattro giorni a Roma vogliono venirci: ho provato a prenotare tramite internet, però serviva una carta di credito. E io una carta di credito non ce l'ho. E non l'hanno neanche le dears. Ho speso tutti i soldi che avevo nel cellulare per telefonare a quel cavolo di Call Center della compagnia aerea, un 899 del piffero che mi ha fatto pagare perfino gli squilli, e quando la tipa ha detto "pronto" io ho avuto a stento il tempo di dire quello che mi serviva, che il traffico era esaurito e la chiamata bruscamente interrotta.

    Ho girovagato in cerca di agenzie di viaggi che fossero aperte, non ne ho trovate nei pressi di casa mia. Ho passato il resto del pomeriggio a discutere con le girls, sperando che loro tirassero fuori dal cilindro una carta di credito o anche soltanto uno sportello turistico.

    Nessun risultato.

    Ho implorato il fidanzato di mia sorella affinchè mi prestasse la sua Visa, la sua MasterCard o la sua American Express [non so se le abbia effettivamente, ma sono le uniche accettate dalla compagnia aerea, quindi gli chiedevo quelle]. L'avrei anche pregato in ginocchio, se avessi pensato che sarebbe bastato a convincerlo. Niente.

    Alla fine, una delle dears ha detto che domani, probabilmente, potremo prenotare con la carta di suo padre, e un'altra dear è riuscita a contattare un'agenzia di viaggi.

    Vi chiederete: perchè allora ti serve un po' di fortuna?

    Perchè l'offerta convenientissima scade dopodomani, i posti ancora non li abbiamo prenotati e quindi potremmo non trovarne più. Almeno, potremmo non trovarne sei sullo stesso volo.

    Rivedere Roma, la bellissima Roma. La città eterna.

    E' una delle mie fisse.

    A proposito di fisse: ho deciso che, a poco a poco, vi racconterò delle mie piccole manie. Sono stupidaggini, e fanno ridere. Non più delle ore di religione, però.

    Au Revoir.

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    Una dieta no, vero?

    domenica, 16 dicembre 2007 @ 16:08
    in requiem per il mio neurone

    Caro Babbo Natale,

    l'ultima volta che ti ho scritto credo sia stato dodici anni fa. Lo so, lo so, mi sono un po' persa per strada, ma l'importante è ritrovarsi, giusto?

    Già che ci sono, mi tolgo un paio di sassolini dalla scarpa... Avevo sei anni e ti ho chiesto due cose facili facili: un cane ed un computer portatile. Il cane è arrivato otto anni dopo, il che mi induce a pensare o che le poste del tuo paese non sono tanto rapide, o che le tue renne sono parecchio rincretinite. Il pc portatile ancora non lo vedo, e non credo di essere stata una bambina così cattiva in tutti questi anni. 

    Va bene, lascio perdere, che tanto lo so che sono reclami buttati al vento. Inoltre, se non sbaglio, quella volta a regali non è andata affatto male: il libro di Peter Pan, il Sega Mega Drive [si chiamava così?] e il mitico gioco di Sonic... Quindi amen.

    Quest'anno, quello che vorrei te lo dico con ben nove giorni di anticipo, così ti organizzi ed eviti imbarazzanti ritardi, che servono solo a sminuire la tua fama.

    Non ti chiederò la pace nel mondo, che tutti i bambini della Terra non soffrano più la fame, che le donne smettano di essere picchiate, che Berlusconi si ritiri a vita privata... No, queste cose non te le chiedo, perchè pare che bisogni rivolgersi più in alto di te per sperare nei miracoli. Che poi, mi chiedo, più in alto di te cosa può esserci?

    Insomma, te giri su una slitta, trainata da renne che volano, sei un panzone che neanche Vasco Rossi [una dieta no, vero?], vivi con minuscoli esserini vestiti di verde con le orecchie a punta, conosci la Befana di persona... In cosa posso sperare di meglio?

    Sai, Babbo Natale, sono giorni strani, questi. Ora che ho deciso dove andare e che i miei hanno capito, finalmente, che non scherzo, non vedo l'ora di fuggire. C'è questo biglietto aereo per Roma che potrei prenotare adesso, per andare là la prima settimana di Febbraio, e pagare 50 € andata e ritorno, tasse aeroportuali comprese, ma esito. E si tratterebbe solo di quattro giorni, niente di che.

    E' che sto risparmiando ogni centesimo per quel famoso viaggio post-diploma, quindi mettermi a spendere più del necessario, non mi sembra affatto il caso. Però sarebbe Roma. E al viaggio post-diploma forse dovrò rinunciarci, se sono fermamente decisa a mollare Catania per inseguire i miei sogni.

    E sono fermamente decisa? Non lo sono mai stata tanto come adesso.

    Eh, Babbo Natale, chi ci pensava che prendere queste decisioni sarebbe stato così difficile? Io no. Io facevo tutto molto più semplice, io immaginavo tutto così luminoso e sicuro, invece mi sembra incerto: una fotografia effetto seppia, ecco.

    Ma arriviamo finalmente al dunque: cosa vorrei per questo Natale?

     

    - Ci sarebbe quel computer portatile che mi devi da più di un decennio.

    - Tornare a scrivere, ma a scrivere sul serio, visto che sono ormai sei mesi che dalla mia testa non esce nessuna storia leggibile.

    - Vincere alla lotteria senza aver comprato il biglietto.

    - Una ventina di libri da leggere, perchè quelli comprati neanche due mesi fa li ho già finiti tutti.

    - Una settimana relax tutto compreso in un centro di bellezza specializzato nei massaggi al cioccolato, che abbia, nel suo organico, solo giovani ed aitanti professionisti, single e, possibilmente, con gli stessi programmi miei in quanto a spostamenti.

    - Sottolineo ulteriormente il "single" del desiderio precedente, nonchè il discorso sugli spostamenti. Non è che io ti stia chiedendo di trovarmi un ragazzo decente, non sono proprio il tipo, la mia filosofia è: se capita è capitato, io non cerco niente. Però, magari, se qualcosa vuoi farla capitare, abbi un occhio di riguardo per me, visto che, se continua come adesso, comincerò a credere che da grande farò la sfascia-famiglie.

     

    In fondo, non sono poi richieste così assurde. Se ci pensi bene, con qualche migliaio di euro te ne esci, e mi tieni buona per i prossimi 365 giorni, non è mica poco[ [anche se sono una di poche pretese]!

    Caro Babbo Natale, di me non ti puoi proprio lamentare. Certo, se vuoi stare là a sindacare, qualche macchiolina nella mia condotta la trovi, ma niente di eclatante. Sono potenzialmente una brava ragazza, io.

    Allora? Ci penserai su?

    Babbo Natale!

    E poi ti conviene farmi contenta, perchè sai... Mi basta poco per passare dall'altra parte!

    carrey grinch

    Ora ti saluto.

    Un abbraccio,

    Tua

    Luisa [meglio il nome vero, perchè col nick non si sa mai che sbagli persona]...

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    Meglio di quello originale

    sabato, 15 dicembre 2007 @ 18:14
    in webbate, requiem per il mio neurone

    christmas

     

    Che carino Bart!!

    Christmas Simpsons, Christmas Simpsons, Christmas Simpsons!

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