About Me
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerÃ
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo
Stefano Benni

Questo blog è nato il 17 Giugno 2007 ed è del segno dei Gemelli, io sono Bilancia. La nostra pare sia un'unione magnetica destinata a non durare. Relazione breve, calda e dolce, con una forte componente intellettuale.
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In *loading*, avete perso preziosi gradi di vista per cercare di leggere quello che ho scritto con questi colori.
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Ho fatto tutto da sola, come è evidente. Già , è una cagata.
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in requiem per il mio neurone
La sottoscritta, che ben poco capisce di computer e tecnologie varie e che altrettanto poco aspira a tali conoscenze, ha fatto un'importante conquista.
Un grande passo per un essere umano, un enorme passo per l'umanità, una grandissima rottura di coglioni per il tecnico del mio pc, che dovrà sistemarlo dopo che io, gasata per le capacità acquisite, mi sarò messa a smanettare più del dovuto con sistema operativo etc...
Bene, arriviamo al dunque: ho finalmente appreso il corretto utilizzo di Windows Movie Maker!
Riesco proprio ad immaginarvi orgogliosi di me, della vostra amatissima blogger.
E' che una delle dear friends fa il compleanno a breve, e vorrei farle una piccola sorpresa. Ommioddio, quanto mi sono rammollita!
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Me cinematografica - Fifth Lesson
in telefilmografica
Due filmetti semplici semplici senza troppe pretese.
- La Sposa Cadavere, di Tim Burton, film d'animazione che vanta, quali doppiatori originali, Johnny Depp [Victor], Helena Bonham Carter - ricordate Marla Singer? - [The Corpse Bride] ed Emily Watson [Victoria]. Un bel cartone, non adattissimo ad un pubblico di bambini, ma perfetto per chiunque dai quattordici anni in su. Se devo essere sincera, mi ha colpita di più The Nightmare Before Christmas, anche se graficamente questo è molto migliore. Il mio parere è, e rimane, quello di una che non ne capisce nulla, quinde abbiate pietà se lo trovate incompetente ed errato.

- Quo vadis, baby?, di Gabriele Salvatores, con Angela Baraldi [Giorgia Cantini], Gigio Alberti [Andrea Berti] ed Andrea Renzi [Commissario Bruni]. Ho detto, all'inizio, che parlavo di film senza pretese. Bhè, questo le pretese le ha, ma sono inutili poichè disattese. Ho trovato carente la recitazione e banale la storia. In particolare, la nevrotica protagonista, fumatrice accanita, diviene spesso la caricatura di se stessa, in un crescendo immotivato di tensione e fasulla drammaticità suscitati dalla visione di squallidi vhs aventi per protagonista Ada [Claudia Zanella], la bella sorella maggiore morta suicida sedici anni prima. Unico attore che mi ha favorevolmente colpita è stato Elio Germano, nei panni di Lucio, personaggio marginale e senza acuti di stile. In generale, come ormai è evidente, la pellicola non mi è piaciuta, forse anche per via del buio troppo dominante e della poca accuratezza delle scenografie.
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in stronzate in libertà , riflettevo, altrui ignoranza
E' lunedì, dunque, oggi ho avuto religione! L'appuntamento con la lettura dei miei resoconti settimanali sembra essere diventato attesissimo. Ahimè, stavolta il professore non ha voluto deliziarci con perle di saggezza mai sentite, poichè ha preferito passare tre quarti della lezione parlando ancora di aborto e ribadendo concetti già espressi. Indi per cui, vi faccio un sunto dei momenti culminanti della lezione odierna.
Compagna di classe 1: << Io sono d'accordo con l'aborto! Penso che prima di far nascere un bambino, bisogni pensare alle sue prospettive di vita e capire se ci sono le condizioni adatte per il suo sviluppo... Non parlo solo di salute, ma anche di benessere e felicità! >>
Prof: << Lascia che ti faccia una domanda: per te, la vita, è un valore assoluto o relativo? Per te la vita è sempre vita, oppure è tale a momentI? >>
Compagna 1: << Non è questo il discorso, ma se proprio la vuole mettere su questi termini, le dico che per me la vita è un valore relativo. E le spiego anche il perchè! In Africa il livello di povertà è assurdo e c'è un numero di parti estremamente alti... Bambini che moriranno di fame, di sete, di malattia! In generale, se non ci sono le condizioni per mantenerlo, io mio figlio non lo faccio nascere neanche! >>
Compagna 2: << Vabbè, ma le condizioni te le crei! >>
Prof: << Ma non andiamo così lontano, non parliamo del mondo! >>
Compagna 1: << Ma se parliamo di aborto, parliamo di rispetto della vita, e siamo in Africa, in Europa, in Asia, in America e in tutto il resto del mondo! >>
Compagno 1: << Comunque, quella di cui parla Compagna 1 è una situazione paradossale... >>
Compagna 1: << Ma che paradossale? Ragazzi, è la realtà! >>
Compagno 1: << Tu dici "non farei nascere mio figlio", però il concetto di MIO è molto relativo, in quanto non può essere tua la vita di un'altra persona e comunque una situazione precaria si può superare, non è qualcosa destinata a durare nel tempo... >>
Prof: << Assolutamente si! Bravo Compagno 1! L'annullamento di una vita non si può superare, ma qualsiasi situazione economica, sociale e politica nel tempo si evolve e porta ad un nuovo stadio del tutto diverso dal precedente. >>
Compagna 1: << Ma io non faccio nascere mio figlio per chiuderlo in un orfanotrofio visto che non ho niente per dargli da mangiare! >>
Prof: << Gli orfanotrofi non esistono più, sono stati sostituiti dalle case-famiglia, che sono posti totalmente diversi! >>
Io: << E che di familiare hanno solo il nome! >>
Prof: << Ma tu ci sei mai stata? >>
Io: << Si professore, e so anche cosa significhi vedere qualcuno portare avanti una gravidanza senza senso per poi vedere il proprio figlio per pochi attimi prima che muoia... Io non parlo senza cognizione di causa, semmai lo sta facendo lei in questo momento, professore! E comunque, qua bisogna partire dal presupposto che nessuno pensa che l'aborto sia una bella cosa, e che si possa fare con leggerezza... >>
Prof: << Nessuno? >>
Io: << Lei crede davvero che sia possibile? Mica prendi una pillola e tutto passa... Abortire non è come fare la doccia, per usare una metafora cara a molti qui in classe! >>
Prof: << Io ho visto abortire ragazze senza pensarci due volte, farlo come fosse normale e banale! "Non posso andare a ballare, abortisco", "Non posso uscire, abortisco", "La mia vita cambierà definitivamente, abortisco!" >>
Io & Compagna 1 & Compagna 3: << Non ci credo! >>
Io: << Anche la ragazza più superficiale riflette prima di entrare in clinica! >>
Prof: << A malincuore ti dico che non è così! >>
Io: << Ed io ribadisco che non ci credo! >>
Prof: << Tu non hai esperienze fattive, se non vedi o non provi, non puoi capire... >>
Io: << La mia opinione non cambia! >>
Prof: << Comunque, adesso leggiamo qua, e vi faccio sentire un pò di cose... >> [Prende dalla borsa un libro intitolato "La Genetica Per Tutti"]
Io: << Professore, sono tre lezioni che parliamo di aborto, non le sembra che sia il caso di chiudere il discorso? Tanto le nostre opinioni non cambiano: chi è favorevole è favorevole, chi è contrario rimane contrario... Possiamo andare avanti fino alla fine dell'anno in un muro contro muro inutile! >>
Compagna 3: << Esatto professore, come lei ha le sue idee, noi manteniamo le nostre, secondo me ci sono molti altri argomenti di cui parlare... >>
Prof: << Che ne dite dell'eutanasia? >>
Compagna 3: << Che allegria! Per favore, no! >>
Prof: << Va bene, allora... Uhm... La globalizzazione! Ne avete mai sentito parlare? >>
Io: << Ma lei ci prende per deficienti? Cero che ne abbiamo sentito parlare! >>
Prof: << Vediamo allora, di che si tratta? >>
Io: << E' un discorso molto ampio: dovremmo partire dalla globalizzazione mediatica che permette ad una notizia di essere trasmessa da una parte all'altra della Terra nel giro di pochi secondi, per poi arrivare alla globalizzazione culturale che non è altrettando positiva, in quanto tende a nascondere le culture originarie dei diversi paesi sotto uno strato di omologazione asettica ed internazionale che, se da un lato completa, dall'altro soffoca le diversità, e discutere di tutto questo passando attraverso la globalizzazione dei costumi... >>
Prof: << Gestita dalle multinazionali! >>
Io: << E dai poiltici, perchè economia e politica sono in strettissima correlazione. >>
Prof: << Benissimo, vedo che conosci davvero l'argomento. Dunque, la globalizzazione spinge a seguire le mode! Il divorzio: una moda. La convivenza: un'altra moda! >>
Compagna 3: << Ma che sta dicendo? >>
Compagno 2: << Ah professore, mi sono informato riguardo a quel discorso sul divorzio... Ho capito perchè i divorziati non hanno diritto ai sacramenti: è giusto! I sacramenti vanno accettati tutti insieme, non alcuni si ed altri no... >>
Prof: << Complimenti, non mi aspettavo che ti saresti informato. Ma torniamo al discorso di prima: Compagno 2, quanto credi che influiscano le pubblicità nella tua vita? >>
Compagno 2: << Bhè, influiscono senza dubbio! >>
Prof: << La pubblicità è fuorviante! Induce desideri che non sempre sono giusti, anzi... >>
Ed è suonata la campana. Per il prossimo lunedì già pregusto una bella lezione sulla pubblicità che induce in tentazione. Vediamo cosa tira fuori, il genio!
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in riflettevo
Stavo leggendo un blog in cui una logopedista racconta degli aneddoti sui bambini che segue.
Mi ha colpita la storia di un bimbo le cui maestre si preoccupano del fatto che preferisca scrivere in un angolo tutto suo, piuttosto che giocare coi compagni. La logopedista, senza alcun dubbio, ha affermato che il piccolo da grande farà lo scrittore.
Io ho sempre creduto che fin da quando è in fasce [o quasi], ognuno di noi manifesti, in maniera più o meno evidente, le proprie capacità e metta in mostra i propri talenti.
Mi sono chiesta se l'ho fatto anche io.
Voglio fare la scrittrice, lo sapete bene, ormai. Ogni tanto - spesso - qui sul blog scrivo delle vaccate senza pari, e mi rendo conto di non esprimermi in un italiano degno dell'accademia della Crusca, eppure voglio fare la scrittrice.
Ho cominciato a parlare a sei mesi: un grasso batuffolo di capelli che, dalla culla, urlava il nome di sua sorella, poi di mamma, poi reclamava chinotto. A un anno e mezzo sapevo scrivere il mio nome, in seguito ho cominciato a camminare.
A cinque anni ho imparato a leggere, quasi da sola, con l'aiuto di mia madre che però mi faceva paura, perchè si spazientiva quando sbagliavo la pronuncia delle parole. Avevo cinque anni, e ho letto "Cuore di Ciccia" di Susanna Tamaro. E mi ricordo bene la trama di quel libro, saprei anche raccontarne qualche episodio mantenendomi fedele ai particolari lì descritti. Sono passati tredici anni dalla prima ed unica volta che ho sfogliato quelle pagine: il primo libro non si scorda mai, evidentemente.
A sette anni, ho organizzato, con le maestre della mia scuola elementare, un corso di lettura a cui partecipavano solo dieci bambini in tutto l'istituto. Di questi dieci, io ero la più piccola, ma ero anche la più accanita. Al termine di quell'anno, le maestre ci regalarono due libri a nostra scelta: io chiesi "Il Diario di Anna Frank" e "Il Mago di Oz" di Frank Baum.
Giorni fa, ho incontrato una mia compagna di classe delle elementari. Abitiamo vicine, quindi non abbiamo avuto problemi a riconoscerci, per via del fatto che non ci siamo mai realmente perse di vista.
Lei, da piccola, voleva fare la modella.
Non ci parlavamo da tempo, mi ha raccontato fatti che io avevo totalmente rimosso dalla mia mente: potrei descrivere i particolari della mia classe d'asilo, ma non ho idea di chi fossero i miei compagni o di quale ruolo io abbia rivestito alla recita di Natale.
La tipa mi ha chiesto se io fossi ancora fissata con quel sogno che la mia testolina aveva partorito in terza elementare. L'ho guardata con espressione interrogativa e lei, quasi fosse la cosa più naturale del mondo, ha detto: "Fare la giornalista, no? Scrivere...". Sono rimasta senza parole, sapevo di portarmi dietro questa cosa da molto tempo, ma non credevo che da allora le mie aspettative per il futuro non fossero cambiate di una virgola.
Le ho domandato quali siano le sue prospettive universitarie e, dopo, lavorative: vuole fare la docente universitaria di matematica e fisica. Bel cambiamento, il suo.
Chissà se il bambino di cui si parlava in quel blog diventerà davvero uno scrittore...
Nel frattempo, meditando di tornare dalle mie maestre e chiedere loro se abbiano mai pensato che la mia strada fosse la scrittura, ho realizzato qualcosa, so anche cosa, ma mi vergogno immensamente a dirlo.
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in requiem per il mio neurone
Teorema inutile ed inesistente: Condizione sufficiente e necessaria affinchè una ragazza mediamente stupida [o mediamente intelligente] cominci a considerare la possibilità di essere estremamente stupida [o troppo intelligente per capire cose eccessivamente banali] è che la suddetta ragazza annulli il suo raziocinio, sostituendo ad esso un numero da calcolare di incognite apparentemente senza soluzione.
Stavo studiando trigonometria, la stavo comprendendo, perfino. Finchè non ho voluto andare avanti un po' per conto mio e fare qualcosa di più complesso, giusto perchè i calcoli mi stavano appassionando. Poi, eccolo lì, il problema apparentemente insolubile, che mi ha portata alla formulazione del teorema che ho qui sopra esposto. Niente da fare, io i numeri riesco bene solo a darli, e non a calcolarli.
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in fuck, riflettevo
Roberto Saviano e il suo "Gomorra" sbarcano a teatro. La prima dello spettacolo tratto dal romanzo-inchiesta sulla realtà criminale di Napoli e dintorni [e che si estende all'Italia e, fin troppo spesso, anche al mondo] sarà domani, proprio a Napoli, al Mercadante.
Qui, se volete saperne di più.
Di seguito, riporto alcuni brani dell'intervista realizzata da Alessandra Vitali al regista Mario Gelardi.
Un problema anche lavorare su un libro che animato tante polemiche.
"Ovvio che su quell'argomento circolino polemiche e tensioni politiche, sociali, cittadine. Noi ci siamo imposti l'obiettivo di uno spettacolo efficace, che restituisse lo spirito autentico del libro".
Lei seguiva da vicino Saviano e la scrittura di Gomorra. Che impressione le faceva il quadro che via via si componeva?
"Dei veli che si tolgono. La realtà che si spanna. Roberto è stato i miei occhiali, mi ha dato la possibilità di vedere le cose, com'è stato per moltissimi napoletani che hanno letto il libro".
Ma altrettanti hanno detto che quelle cose si sapevano già.
"Una gran boiata. E comunque, noi napoletani non le conoscevamo in quel modo, con l'asciuttezza dei dettagli, i particolari, le notizie. Per molti il libro è stato rivelatore. Su Napoli era stato messo un plaid caldo. Roberto l'ha tolto e ha fatto venire i brividi alla città".
I brividi, aggiungo io, non li ha fatti venire solo alla città, ma a chiunque abbia letto il libro. Io l'ho trovato agghiacciante sotto molti punti di vista. Leggevo, e rabbrividivo. Provavo un disprezzo profondo per tutto quello che mi circondava, perchè quello che ha scritto Saviano si adatta perfettamente anche alla situazione di qua, da cui il plaid caldo non è stato ancora tolto. Avevo già parlato altrove di questo libro, quindi non mi dilungo troppo, se volete, leggete sul link e amen. Intanto, però, riporto un brano di "Gomorra", giusto per dare un'idea a chi non l'avesse ancora letto.
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Me Cinematografica - Fourth Lesson
in telefilmografica
Oggi avevo programmato un pomeriggio all'insegna dei film. Pensavo di vederne parecchi, al minimo tre, ma il mio essere indispensabile talvolta mi sorprende: ho passato gran parte della giornata a parlare con dear friends varie, trascurando i miei intenti filmici.
Today, sui miei schermi sono passati soltanto:
- La Fabbrica Di Cioccolato, diretto da Tim Burton ed interpretato da un fantastico - come sempre - Johnny Depp [Willy Wonka]. M'è piaciuto, ma comunque non ho mai fatto mistero del mio apprezzamento sia verso il regista sia verso il protagonista, dunque il mio è un giudizio scontato. Che dire? Ci vivrei volentieri in una fabbrica del genere [Oompa Loompa compresi]. Piccola curiosità che mi riguarda: "Charlie e la fabbrica di cioccolato" di Roald Dahl è stato uno dei primi libri che io abbia mai letto. Si tratta di una pellicola piacevole, leggera, divertente e ben strutturata.
<< Che ne dici degli aquiloni al lampone? >> << Con la liquirizia al posto dello spago? >>
- Fight Club, diretto da David Fincher ed interpretato da Edward Norton [narratore e protagonista], Brad Pitt [Tyler Durden] ed Helena Bonham Carter [Marla Singer]. In una parola: geniale. La storia non mi era nuova: il film è tratto dall'omonimo libro del grande Chuck Palahniuk, uno dei miei scrittori preferiti. Ho constatato con piacere che la pellicola si discosta pochissimo dal testo, avendo mantenuto in molti casi perfino le battute originali; il finale è diverso, però non saprei dire quale dei due preferisco. Menzione d'onore alla colonna sonora quasi interamente dei Dust Brothers, tranne che per l'ultimo pezzo, "Where is my mind?" dei Pixies. La scena dei palazzi in fiamme, il primo piano sulle mani strette di Marla e Tyler/Norton, e a tutto questo, aggiungere l'associazione di quella canzone, fa rimpiangere d'essere arrivati così in fretta alla fine.
<< Abbiamo posti in prima fila per questo spettacolo di distruzione di massa >>
<< Quando la gente pensa che stai morendo, ti ascolta veramente invece di aspettare il suo turno per parlare >>
<< Non è amore, è una scopata sportiva! >>
<< Che volevi fare, sballato? >> << Volevo distruggere qualcosa di bello... >>

LaCapa is totally fluo! ∙ commenti (4) ∙
in webbate
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Qual è la religione giusta per te? (translated version for Italian users) created with QuizFarm.com |
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| You scored as Ateismo
Il tuo risultato è Ateismo. Sei... ateo, anche se forse lo sapevi già. Inoltre, probabilmente ci sono molte persone che pregano per la tua anima quotidianamente. Piuttosto che essere "non religiosi", gli atei credono fortemente nella non esistenza di un'entità superiore come Dio.
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Tanto già lo sapevo...
LaCapa is totally fluo! ∙ commenti (3) ∙
in sentimentalismi musicali

A Barcellona un uomo
svelto fruga tra i ricordi
dietro la schiena il suolo
e non capisce perche' e' li
L'arena e' tutta in piedi
non si muove un filo d'aria
Sa di tequila e sale
e di dolore andarsene...
L'ultima pagina che hai letto
e' stata un toro in mezzo al petto
[...]
comunque questa e' un'altra storia
questo e' Hemingway
questo e' Hemingway
E questa canzone è bellissima.
[Negrita - Hemingway]
{ Annunci Google, annunci Google, annunci Google }
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in fuck, stronzate in libertà , riflettevo, altrui ignoranza
{ Causa assenza prolungata della mia linea adsl, posto qui di seguito un intervento che avevo scritto lunedì... }
Sappiate che per questo terzo resoconto delle mie ore di religione mi ero munita di registratore, allo scopo di riportare in maniera totalmente fedele i discorsi del gentil profio che ci aggrada settimanalmente con le sue perle di saggezza. Ahimè, la registrazione non si sente che per 17 minuti. Fidatevi della mia memoria.
Prof di religione: << Allora ragazzi, di che volete parlare oggi? >>
Io: << La scorsa settimana avevamo introdotto il discorso sull'aborto e quello sul divorzio, scelga lei... >>
Prof: << Allora, parliamo di aborto! Il tema dell'aborto sarebbe opportuno approfondirlo veramente bene. Chi è d'accordo con lil praticarlo? >>
Classe: << Dipende... >>
Prof: << Oggi come oggi non si parla di aborto, ma di interruzione di gravidanza, spostando così l'attenzione sulla donna e non sul bambino. Non esiste l'aborto, esistono le diverse forme dell'aborto: spontaneo, senza alcuna volontà da parte della donna, o procurato, quando è la donna che decide da sola della vita di un'altra persona. >>
Classe: << Uhm... >>
Prof: << Cosa dice la genetica al riguardo? La genetica dice che al momento della fecondazione naturale, che avviene al seguito di un rapporto antropologico sessuato tra due persone di sesso opposto, un maschio ed una femmina, c'è la fusione tra il gamete maschile e quello femminile, che dà origine ad uno zigote. Al riguardo, la scienza dice che l'embrione contiene il famoso genoma umano, cioè il patrimonio genetico della persona, diverso da quello del padre e da quello della madre, quindi è un individuo a sé stante. Non un essere umano in potenza, un essere in atto. E' il suo sviluppo ad essere in potenza! Cinquant'anni fa c'erano le famose femministe che dicevano: "L'utero è mio e me lo gestisco io". Niente di più sbagliato, la scienza stessa le smentisce... >>
Classe: << ... >>
Prof: << L'Italia è il paese più vecchio al mondo, eppure c'è la legge 194 del 1978! >>
Io: << A' ridaglie! >>
Prof: << Come si può pensare di eliminare una persona umana? Una donna, come può uccidere suo figlio? >>
Compagna di classe 1: << Nessun aborto è lecito dal punto di vista umano, perchè si tratta solo di mancanza di responsabilità! Lo ammetto solo quando la vita della madre potrebbe essere messa a repentaglio... >>
Prof: << Ma quello è aborto terapeutico! >>
Compagna di classe 2: << Ma se una donna sa che suo figlio non potrà vivere a causa di qualche malattia, perchè portare avanti la gravidanza? >>
Compagna 3: << Ma che scherzi? E precludi al bambino la possibilità di vita e sopravvivenza? >>
Io: << Ci sono malattie che non lasciano speranza di vita, inutile portare avanti una gravidanza, uno stress emotivo e fisico per la madre che poi si vedrà suo figlio morire tra le braccia. E' una cosa che potenzialmente ti distrugge. >>
Prof: << Ragazzi, parliamoci chiaro, queste cose non succedono mai! >>
Io: << Cos'è che non capita mai? >>
Prof: << Questi casi estremi... Non siamo così catastrofici! >>
Io: << Non andando ai casi estremi - che capitano - mi chiedo: una coppia che non può permettersi di mantenere un figlio? O non ne vuole uno? E' una questione di responsabilità, è stato detto: è da persona responsabile far nascere un bambino senza avere la certezza di potergli dare almeno il minimo indispensabile per garantirgli un percorso di crescita dignitoso o sapendo che il bimbo non è desiderato? >>
Compagna 4: << Siamo sinceri: il rapporto sessuale è diventato come una doccia! Lo si fa senza pensarci e senza immaginare le conseguenze. Chi si crede così maturo da ritenersi in grado di avere un rapporto completo, che lo sia anche per crescere un figlio! >>
Io: << Ma pensi sul serio quello che hai appena detto? >>
Compagna 5: << Scusa Compagna 4, comunque rispondano tutte le contrarie, ma se tu domani scoprissi d'essere rimasta incinta, terresti il bambino? >>
Contrarie: << ... >>
Prof: << Ma c'è l'adozione. >>
Io: << Ma sostenere una gravidanza le sembra cosa da poco? Crede che sia possibile abortire con leggerezza senza pensare a fondo a quello che si sta facendo? Io, da persona favorevolissima, non so se riuscirei a non portare avanti una gravidanza, ma dipende da me, solo da me. Lo Stato e tantomeno la Chiesa possono precludermi la possibilità di operare una scelta così intima! >>
Compagno: << Chi vuole fare la doccia con me? >>
Prof: << In questa classe qualcuna la trovi! >>
L'ultima affermazione del professore mi ha lasciata parecchio interdetta! Peccato non averla sentita sul momento, e che mi sia stata solo riferita - da più persone. Avesse detto una cosa del genere quando lo stavo ascoltando, l'avrei distrutto. Ma cosa crede? Che perchè siamo ragazze che, a 18 anni, pensano con la propria testa e fanculizzano la Chiesa, la diamo al vento? Ma c'è o ci fa? Pensa che, essendo d'accordo con aborto, uso del preservativo, sesso prematrimoniale, convivenza, matrimonio omosessuale e divorzio, siamo tutte delle potenziali meretrici?
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in stronzate in libertà , requiem per il mio neurone, telefilmografica
Nessuno può mettere baby in un angolo!
Chiamatemi oca, gallina, romantica,
cretina, filmicamente ignorante,
leggera, svampita, venale, immatura,
sciocca...
Ma Dirty Dancing è uno dei miei film preferiti,
e ogni volta che lui pronuncia quella battuta,
io piango.
Ebbene si, lo confesso.

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in stronzate in libertà , sentimentalismi musicali
Sono passati dieci giorni dall'uscita in digitale dell'album "In Rainbows", settima fatica discografica dei Radiohead, a quattro anni da "Hail To The Thief", che ha scalato le vette delle classifiche britanniche e statunitensi piazzandosi rispettivamente al primo ed al terzo posto.
Come ho detto qualche post fa, Thom Yorke e soci non mi fanno impazzire, ma stanno rapidamente guadagnando spazio sul mio lettore musicale grazie sia al suond azzeccato, sia a proposte di marketing che non possono non essere apprezzate.
Parliamo di cd: l'ultimo che ho acquistato? "Uno" dei Marlene Kuntz; costo? Approssimativamente 18 €.
Diciotto euro, ma altri ne costano molti di più, e proprio "In Rainbows" farà il suo ingresso nel mercato discografico inglese tangibile giorno 3 Dicembre al prezzo di 40 sterline.
Dovendo pagare tutti questi soldi, chi ha più il piacere di comprare originali i dischi dei propri beniamini? C'è quel caro mulo che, nonostante le estenuanti attese, permette di risparmiare fior di quattrini. E' pirateria, d'accordo, ma quello delle case discografiche è proprio furto!
Per questo, leggendo che da questo sito, è possibile scaricare legalmente l'album "In Rainbows" a fronte di un'offerta libera, sono rimasta piacevolmente colpita.
Un'azione di mercato del genere, da parte di una così importante voce della musica internazionale quale è la band britannica, è un ottimo inizio che potrebbe portare [tra qualche tempo, solo con il bene placido degli artisti] a quella distribuzione musicale libera, o quasi, a cui tutti noi musico-dipendenti aneliamo.
Intanto, a dimostrazione dell'apprezzamento da parte del pubblico, si dice che siano stati portati a termine - in soli due giorni - ben 1.200.000 download dal sito ufficiale.
Io direi che non è affatto male.
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in requiem per il mio neurone
Hakuna Matata!
Senza Pensieri...

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